lunedì, Giugno 21, 2021

Covid-19, il “nuovo” fenomeno di chi contrae il virus dopo la prima dose di vaccino: ecco cosa fare

Ultimamente ha preso vita un "nuovo” e particolare fenomeno: quello delle persone che si ammalano di Covid-19 dopo la prima dose di vaccino. Ecco di che si tratta e cosa fare.

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Covid dopo la prima dose di vaccino: con la campagna vaccinale che prosegue su ritmi piuttosto alti, sembra aver preso vita un “nuovo” e particolare fenomeno, quello delle persone che si ammalano di Covid-19 dopo la prima dose di vaccino. Un’eventualità che può verificarsi molto più spesso di quanto si pensi, anche se ancora non ci sono dati certi, né in Italia né all’estero, che possano fotografare la reale diffusione del fenomeno. Il vaccino conferisce una protezione che va dal 60% al 90%, perciò, anche dopo la seconda vaccinazione, qualcuno potrebbe comunque ammalarsi.

Ciò che si sta cercando di fare è raccogliere il maggior numero possibile di episodi di persone che contraggono il virus dopo la prima vaccinazione, in modo da poter avviare studi scientifici mirati sul fenomeno. La cosa che si è potuta verificare al momento, e che tranquillizza gli interessati, è che il Covid post-immunizzazione si presenta nella maggior parte dei casi in maniera lieve, in modo asintomatico o, comunque, con sintomi non troppo gravi: il vaccino, infatti, più che proteggere dall’infezione, rappresenta uno scudo contro forme gravi di Covid e assicura un andamento patologico non troppo problematico.

Su questo “nuovo” fenomeno si è espresso Vittorio Demicheli, presidente del Comitato sorveglianza vaccini dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che, intervistato dal Corriere della Sera, ha risposto alle domande e ai dubbi sulla positività al virus post-vaccino. Ecco cosa ha detto.

Covid dopo la prima dose di vaccino, Demicheli: “Per chi si ammala niente richiamo”

Covid dopo la prima dose di vaccino, Demicheli: "Per chi si ammala niente richiamo"

Innanzitutto, chiarisce Demicheli, se ci si ammala di Covid-19 dopo la prima dose di vaccino è perché l’efficacia del siero non è istantanea. Il tempo che il farmaco impega per fare effetto varia da persona a persona: potrebbero volerci pochi giorni, ma anche qualche settimana. Proprio per questo motivo è necessario fare il richiamo, completando il ciclo vaccinale entro i tempi previsti da ciascun prodotto. Demicheli spiega poi che le persone con infezione da SARS-CoV-2 (confermata da tampone) dopo la prima dose di vaccino, non devono ricevere la seconda dose del siero.

Questo per due motivi: da un lato l’infezione rappresenta uno stimolo importante per il sistema immunitario, che si somma a quello dato dalla prima dose, dall’altro l’infezione naturale conferisce da sé una risposta immunitaria specifica per il virus. Ovviamente, qualora in futuro si rivelasse necessario per tutti fare uno o più richiami, la prima dose di vaccino e la successiva infezione non precluderanno questa possibilità. Per ora, anche se non si temono effetti collaterali pericolosi nel sommare due dosi di vaccino al Covid, si è deciso di saltare il richiamo “per minimizzare il rischio ed evitare interferenze tra le risposte immunitarie”.

In particolare, aggiunge Demicheli, la decisione di non fare il richiamo a chi si ammala di Covid-19 dopo la prima dose si fonda sul fatto che “in base alle attuali conoscenze sull’immunità naturale nei confronti della malattia, si presume che un’infezione successiva alla prima dose agisca come richiamo rendendo inutile il completamento del ciclo”: in breve, una dose di farmaco e la malattia danno già protezione sufficiente. La progressiva raccolta di nuovi casi e dati continuerà comunque a rafforzare le competenze degli esperti: basti pensare che l’Aifa, fino a poco tempo fa, aveva dato il via libera al richiamo anche per chi si era ammalato di Covid.

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Covid dopo la prima dose di vaccino: quanto dura l’immunità? Si può verificare il grado di protezione col sierologico?

Così come non si conosce la durata dell’immunità garantita dal vaccino, non si sa nulla neanche sui tempi di protezione concessi dalla prima dose e dalla successiva positivizzazione al virus: “abbiamo per ora supposto sei mesi, ma potrebbe essere per un anno o per sempre. Sono cose che speriamo di capire entro quest’estate, per poter programmare un’eventuale campagna di richiami, dopo aver finito di vaccinare tutta la popolazione”, ha spiegato Demicheli.

Una soluzione, qualora ci si ammalasse dopo il primo vaccino, potrebbe essere quella di fare il tampone sierologico precedentemente alla seconda dose, in modo da ricercare gli anticorpi, verificare la propria risposta immunitaria e, in questo modo, decidere se procedere col richiamo. Ma Demicheli si è opposto totalmente a questa eventualità, sottolineando l’impossibilità di stabilire con esattezza lo stato di protezione di una persona attraverso il test sierologico. Ha detto:

Questi esami non hanno alcuna utilità per decidere la condotta vaccinale. Occorre piuttosto fare attenzione che la diagnosi di infezione sia stata confermata da test molecolari o antigenici di terza generazione, perché bisogna essere ragionevolmente certi che l’infezione sia realmente avvenuta.

In caso di dubbi, conclude Demicheli, il primo riferimento rimane quello dei servizi vaccinali della Asl, dove operano professionisti esperti. Le persone con particolari problemi possono rivolgersi anche ai centri di riferimento specialistici, presenti in ogni regione.

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Asia Buconi
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Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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