giovedì, Ottobre 22, 2020

Coronavirus: quando si fermeranno i contagi in Italia?

Martina Mugnaini
Martina Mugnaini
Martina Mugnaini. Classe 1991. Nata e vissuta a Roma, ha un forte legame con le sue origini fiorentine. Laureata in Filologia Moderna alla Sapienza e giornalista, ama scrivere di tutto quello che riguarda l’arte, la letteratura, il teatro e la cultura digitale. Da anni lavora nel campo della comunicazione e del web writing interessandosi di tutto ciò che riguarda l'innovazione. Bibliofila e compratrice compulsiva di libri di qualunque genere, meglio se antichi: d'altronde “I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito” e se lo dice la Yourcenar sarà vero.

C’è una domanda che ogni persona, in ogni regione, dalle più colpite a quelle con il minor numero di contagi, si fa ogni giorno, ogni volta che ascolta il bollettino della protezione civile: quando si fermeranno i contagi in Italia? L’arresto dei contagi vuol dire riapertura delle attività lavorative, delle scuole, vuol dire tornare a lavorare, a guadagnare, ad abbracciare. L’obiettivo sembra essere la seconda o la terza settimana di maggio. Perché queste date? Perché quello sembra essere il momento in cui, basandoci sui trend attuali, sull’intero territorio italiano potrebbero azzerarsi le nuove diagnosi di contagio da Covid-19. Le regioni più colpite, che hanno iniziato a vivere questa situazione prima delle altre, come il Piemonte e il Veneto, possono raggiungere questo risultato già nella prima metà di aprile. È l’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief), un centro di ricerca universitaria di Roma, ad avviare in questi giorni la ricerca che tutti stavamo aspettando. Lo scopo di questo lavoro è fornire le prime proiezioni attendibili sulla data del contagio zero in Italia.

Per la prima volta una previsione chiara

Dopo settimane di attesa ora finalmente arriva una prima previsione di massima chiara e definita: le nuove diagnosi di Covid-19 si azzereranno fra il 5 e il 16 maggio anche in Toscana, la regione che oggi sembra più indietro nel far scendere la curva. Essendo scoppiata in momenti differenti, alcune regioni sembrano più avanti di altre nel contenere l’epidemia e raggiungere il fatidico giorno-zero, quello in cui non sarà registrato nessun nuovo contagio. In Trentino-Alto Adige questo traguardo potrebbe essere raggiunto il già 6 aprile, in Basilicata il giorno dopo, in Valle d’Aosta il giorno dopo ancora, mentre per la Puglia si parla di 9 aprile. Ovviamente per le regioni più colpite, come la Lombardia ci vorrà un po’ più di più tempo. In base ai dati il Veneto arriva al giorno-zero il 14 aprile, la Lombardia il 22 aprile e l’Emilia-Romagna il 28 aprile. Queste sono date che aprono ben più di uno spiraglio di speranza considerando i numeri dei contagi che sentiamo ogni giorno alle 18:00. Per il Lazio il giorno x dovrebbe essere il 16 aprile, pochi giorni prima di Calabria e Campania. All’ultimo posto troviamo la Toscana, la regione dove i contagi scendono più lentamente, con data prevista il 5 maggio. Leggi anche: Coronavirus, l’Italia e l’Europa verso una crisi d’identità sociale ed economica

I dati vengono aggiornati costantemente

Bisogna però tenere conto che i dati di ogni singola regione sono molto variabili e per questo vengono aggiornati di giorno in giorno. È il motivo per cui va seguita soprattutto la tendenza nazionale, e non quella locale, poiché fondata su una base di dati più ampia. L’autore di questo studio è Franco Peracchi, il quale introduce nel suo paper alcune avvertenze importanti sulla qualità dei dati:

Va notato che il numero dei casi in questo momento non è pari al numero degli abitanti del Paese attualmente infettati, ma solo a quello di coloro che sono risultati positivi al test. La quantità di persone attualmente infettate è probabilmente maggiore di un intero ordine di grandezza. Inoltre, la proporzione fra i casi positivi e il numero di persone infettate in ogni momento dato non va considerata costante, perché i criteri e l’intensità dei test variano nel tempo e fra regioni.

Questi dati hanno un valore inestimabile, non solo per dare una direzione allo stesso governo sulle strategie delle prossime settimane ma soprattutto per la popolazione che può avere una data, anche se indicativa, su cui indirizzare le speranze. Il professor Luigi Guiso, docente di Household Finance dell’Eief, fra gli economisti italiani più influenti nel mondo, rileva come questi dati vadano presi come “Un’indicazione di tendenza, un’idea di dove stiamo planando con le misure di contenimento”. Guiso è convinto anche che le previsioni, che subiscono moltissimi e frequenti aggiornamenti, dovrebbero diventare sempre più affidabili con il passare dei giorni. “Verso la fine di questa settimana dovremmo avere dati più precisi e più stabili”, dice. Considerando il fatto le diverse regioni sono proiettate verso il giorno-zero in tempistiche anche molto diverse, il professor Guiso ha proposto di utilizzare i primi territori a zero contagi per sperimentare le modalità più sicure e graduali di consentire le riaperture delle imprese e della vita quotidiana:

Naturalmente i blocchi alla circolazione fra i diversi territori del Paese dovrebbero restare in vigore. Ma potremmo iniziare tra qualche settimana, nelle regioni più avanzate, a misurare le modalità più sicure per ripartire.

Leggi anche: La foto simbolo della lotta al Coronavirus: bimba in chemioterapia guarda il papà attraverso il vetro   di Martina Mugnaini

Martina Mugnaini
Martina Mugnaini
Martina Mugnaini. Classe 1991. Nata e vissuta a Roma, ha un forte legame con le sue origini fiorentine. Laureata in Filologia Moderna alla Sapienza e giornalista, ama scrivere di tutto quello che riguarda l’arte, la letteratura, il teatro e la cultura digitale. Da anni lavora nel campo della comunicazione e del web writing interessandosi di tutto ciò che riguarda l'innovazione. Bibliofila e compratrice compulsiva di libri di qualunque genere, meglio se antichi: d'altronde “I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito” e se lo dice la Yourcenar sarà vero.

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