venerdì, Aprile 23, 2021

Coronavirus, le cellule umane hackerano il virus per impedirne la riproduzione

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Per ottenere l’immunità, le cellule umane devono reagire all’infezione da Covid. E lo fanno inducendo modifiche nel codice genetico del virus per cercare di impedirne la riproduzione. È un meccanismo di difesa. In sostanza, spiegano i ricercatori, le cellule umane ‘hackerano’ il Sars-CoV-2 grazie all’editing dell’RNA. La ricerca, pubblicata su Science Advances, è stata osservata dai ricercatori italiani dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, Cnr-Ifc, coordinati da Silvo Conticello, dell’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica, Ispro, in Toscana, e dell’Università di Firenze, coordinati da Giorgio Mattiuz.

Cosa succede nel corpo umano

Gli hacker delle cellule sono due gruppi di enzimi, denominati Adar e Apobec. Questi enzimi causano alterazioni genetiche nel virus, modificando due dei quattro componenti del suo RNA. Osservare il sequenziamento dell’RNA del virus permette di identificare le mutazioni a bassa frequenza operate dagli enzimi. Restano da capire le conseguenze di queste modifiche. Non necessariamente, infatti, il virus viene indebolito. Aggiunge Conticello:

Le mutazioni indotte non sempre riescono a danneggiare il genoma virale e possono, anzi, contribuire all’evoluzione del virus. Ma anche se il solo editing dell’RNA non è in grado di contrastare l’infezione, averlo individuato mette in evidenza il tallone d’Achille del virus.

Leggi anche: Plasmaterapia, il Prof De Donno: “Mi ha chiamato anche l’Onu, ma in Italia nessuno mi chiama”

Le basi per nuove terapie

Secondo gli esperti, l’efficacia di questo sistema potrebbe essere uno dei fattori per spiegare la diversa capacità di una persona di rispondere al virus. Conclude Conticello:

Lo studio di questi meccanismi potrebbe aiutarci a individuare regioni del genoma virale importanti per il suo ciclo vitale, e a migliorarne l’efficienza gettando le basi per terapie mirate.

Leggi anche: Coronavirus, l’accelerata di Trump sul vaccino: “Pronto entro la fine del 2020” di Elza Coculo

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Ultime notizie