martedì, Ottobre 20, 2020

Coronavirus, l’affitto si paga sì o no?

Per settimane il tema affitti è rimasto indietro nel caos dell’emergenza Coronavirus, mentre i mutui erano stati già sospesi. Andrea Bernaudo, leader del partito dei Liberisti Italiani si è espresso così per riassumere la forte lacuna del decreto Cura Italia:

Il governo nel cura Italia ha fatto figli e figliastri. Ha previsto la sospensione dei mutui ma di 9 mesi per i lavoratori indipendenti e di 18 mesi per i dipendenti, in base a quale criterio risulta incomprensibile. Ha perfino stabito un tetto (assurdo) di 250.000 euro di mutuo erogato, come se chi avesse chiesto 251.000 non abbia bisogno di sospendere la rata l, stante il lockdown imposto dal governo per contenere il contagio del covid-19. In mezzo ad altre innumerevoli corbellerie e complicazioni burocratiche, c’è la discriminazione dei conduttori di contratti di locazione, del mondo degli affitti il governo se n’è proprio dimenticato. Su questo ultimo punto una proposta valida è prevedere l’obbligo da parte del locatore di ridurre di 2 mensilità l’affitto a fronte di una riduzione del 50% delle tasse previste sull’intera locazione. Di sicuro nella conversione in legge del Cura Italia il parlamento deve apportate moltissime modifiche, in attesa di un provvedimento più deciso che guardi alla ripartenza, dove per ora il governo non ha previsto nulla.

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Ora finalmente una risposta

È stato firmato al MIT il decreto con il quale vengono assegnate alle Regioni risorse economiche pari a 46 milioni di euro da trasferire ai Comuni e a agli inquilini che non potendo far fonte al pagamento dei canoni di locazione, hanno subito sfratti esecutivi per morosità incolpevole. Una misura eccezionale per tamponare le ricadute negative, economiche e sociali, dell’emergenza sanitaria e assicurare un sostegno necessario ai cittadini per l’accesso alla casa in locazione. I contributi potranno essere erogati sia direttamente, con versamenti individuali, sia con il tramite delle agenzie per l’affitto.

Un fondo di 46 milioni contro la morosità inconsapevole

Afferma in una nota il segretario generale del Sunia, Stefano Chiappelli:

Il ministro De Micheli ha ricordato la disponibilità di 46 milioni per il 2020 per il fondo destinato alla morosità incolpevole. È sicuramente una risorsa importante, ma dato che l’atto prevede un iter, una ripartizione e una destinazione che difficilmente potranno incidere nel breve periodo, bisogna prevedere una forte accelerazione e integrazione per contribuire ad alleviare la gravissima emergenza abitativa indotta dal Coronavirus anche perché sono destinati a chi lo sfratto per morosità lo ha già subito, mentre è necessario prevedere misure per prevenire il ricorso al giudice.

È necessaria la semplificazione delle procedure

Per raggiungere questo obiettivo, secondo il Sunia:

Sono irrinunciabili misure sia di massiccio rifinanziamento che di semplificazione delle procedure e in particolare: o un rifinanziamento del fondo di sostegno all’affitto di almeno 300 milioni o l’unificazione sostanziale dei due fondi previsti dalle norme attuali, sostegno affitti e morosità incolpevole, trasformandoli in strumenti permanenti e strutturali della politica abitativa per l’affitto sostenibile, o la estrema semplificazione delle procedure di assegnazione dei contribuiti da versare direttamente al proprietario a seguito di domande presentate al Comune sia singolarmente dall’inquilino che in forma congiunta con il proprietario, con modalità informatiche, eliminando bandi interminabili e rivedendo i criteri le condizioni farraginose della normativa vigente.

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Bisogna evitare il massiccio contenzioso da sfratti

Spiega Chiappelli:

Si tratta di tutte misure indispensabili per evitare un prevedibile massiccio contenzioso da sfratti; o il raccordo tra queste misure con incentivi anche fiscali a partire dall’Imu ai proprietari che sottoscrivono con gli inquilini patti contrattuali di rinegoziazione e passaggio dal canale libero a quello concordato, con abbassamento del relativo affitto che la incombente emergenza economica renderà inevitabile per sostenere una domanda altrimenti destinata a essere disattesa e insoddisfatta. La crisi rischia di produrre, se non interverranno già nel Decreto di aprile queste misure, un gigantesco e ingestibile contenzioso che riguarderà le famiglie dei conduttori, dei lavoratori e degli studenti fuori sede già in difficoltà con l’affitto di marzo.

Regione Lazio, bonus affitti per 43 milioni

La Regione Lazio ha stanziato 43 milioni per il bonus affitti, la più grande manovra a livello nazionale per il sostegno all’affitto. I fondi sono assegnati ai Comuni del Lazio per pagare il bonus affitti alle persone in difficoltà economica: Chi puo richiederlo:

  • 22 milioni di euro destinato ai tutti gli inquilini che hanno subito una contrazione di almeno il 50% del reddito del nucleo familiare nel periodo dal 23 febbraio al 31 maggio 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • 21 milioni di euro destinato a cittadini e famiglie con reddito Isee fino a 14.000 euro. L’erogazione delle risorse è stata semplificata e il bando in scadenza ad aprile è stato prorogato al 31 dicembre 2020.

Il contributo sarà per tre mensilità e corrisponderà al 40% del costo dell’affitto. A breve Roma Capitale aprirà la modalità per fare le domande e dovrebbero essere integrate anche le misure a sostegno del pagamento degli affitti per gli artigiani e commercianti. Leggi anche: Walter Ricciardi: “Gli italiani stando a casa hanno già salvato 38mila vite”

Le regole per inquilini e proprietari

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