mercoledì, Ottobre 28, 2020

Coronavirus Fase 3: quando inizierà e cosa prevede

Clarice Subiaco
Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

Da pochi giorni è iniziata, non senza intoppi, la Fase 2, ovvero il secondo passo verso l’uscita dall’emergenza coronavirus e già si sente parlare di Fase 3. Il decreto del Presidente del Consiglio del 26 aprile prevede una schematizzazione dell’uscita dall’emergenza Coronavirus in cinque fasi. La Fase 3, si legge sul documento, avrà inizio solo quando avremo “accesso diffuso a un trattamento o a un vaccino sicuro ed efficace”. Ma in cosa consiste esattamente? E quando è ipotizzabile il suo inizio? Vediamo nel dettaglio cosa sappiamo sulle prossime misure e come possiamo farci trovare pronti.

Il diagramma tratto dal DPCM del 26 aprile che mostra la schematizzazione delle cinque fasi di uscita dall’emergenza coronavirus.

Fase 3: quando avrà inizio e in cosa consisterà?

Nella conferenza del 26 aprile il Presidente del Consiglio Conte ha parlato di Fase 2 come fase in cui impareremo a convivere con il virus e ha accennato alla Fase 3 come quella di ripristino della vita normale. Nessuna tempistica è stata data sulla durata di ciascuna fase, ma per come si stanno configurando le cose, potrebbe essere realistico ipotizzare un inizio della Fase 3 a settembre, con la riapertura delle scuole e la ripresa graduale di tutto il tessuto produttivo. La Fase 3, prevista dal governo, sancirà l’uscita dall’emergenza sanitaria e rappresenterà un importante momento di ricostruzione economica del paese. Questo vuol dire una normale ripresa delle attività lavorative, della vita sociale e di tutte le attività. Insomma, la caduta di tutte le restrizioni finora previste e l’uscita dall’incubo che stiamo vivendo ormai da mesi.

Quando si potrà andare di nuovo al cinema e ai concerti?

Mentre per i musei è prevista una riapertura il 18 maggio, la situazione di cinema e concerti resta ancora molto incerta. Secondo Assomusica, l’associazione dei produttori e organizzatori di musica dal vivo, si potranno tenere nuovamente concerti non prima della primavera 2021. Un anno ancora, insomma.

Ancora una volta l’Italia dimostra di avere grande attenzione a quello che è uno dei settori più vitali dell’economia italiana e non solo. Purtroppo proprio per questa vitalità è diventato la prima vittima della pandemia mondiale da Covid-19. Le nostre attività sono le prime ad essere state chiuse e, probabilmente, saranno le ultime ad essere aperte. Non dimentichiamo che tali attività rappresentano un importante volano per l’intera economia grazie alle positive ricadute che creano nei territori.

Queste le parole del presidente di Assomusica, Vincenzo Spera. Le perdite economiche del settore musicale si aggirano intorno ai 350 milioni di euro, solamente per i live estivi. Gli esperti del governo hanno chiesto massima cautela sulla riapertura dei luoghi di aggregazione e perciò cinema, teatri, pub, discoteche rimarranno chiusi fino a nuovo ordine. Si ipotizzano delle riaperture delle sale per settembre, ma sempre con ingressi scaglionati e rispetto delle distanze di sicurezza.

Quando ripartiranno gli sport di squadra?

Per quanto riguarda le discipline sportive individuali, il decreto del 26 aprile ha reso possibile la ripresa degli allenamenti a porta chiuse. Tale diritto è stato esteso anche agli atleti di discipline di squadra “purché questi si svolgano sempre in forma individuale”, come stabilito dalle ultime linee guida, che il ministro per politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora ha così presentato sulla sua pagina Facebook:

Ecco le linee guida per la pratica degli sport individuali. Ora siamo al lavoro per il protocollo per gli allenamenti degli sport di squadra e per le linee guida per la riapertura delle strutture in cui si pratica lo sport di base. Un passo alla volta #losportriparte!

Resta un’incognita la ripresa dello sport più amato dagli italiani: il calcio. Molte leghe europee come la Premier League inglese e la Ligue francese hanno deciso di sospendere i campionati per quest’anno. Tornano ad allenarsi, tra varie polemiche, la lega spagnola e quella tedesca che prevedono una ripartenza delle partite per giugno. Ancora non si è pronunciata la Serie A, che dovrà presentare un piano di ripresa entro il 25 maggio, come stabilito dalla UEFA. Leggi anche: Come si tornerà in palestra? Ambienti sanificati e turni intensi

Come sarà la scuola nella fase 3?

Come sappiamo, il rientro scolastico è ormai stabilito per settembre, ma ci sono ancora molte incognite sulle sue modalità. Il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina ha proposto un riavvio dell’anno scolastico in modalità parziale: metà degli studenti in aula, metà che segue da casa, e ovviamente con un’alternanza tra i gruppi. L’idea erà già stata presentata in alcuni piani delle task force di governo, ma ora che si fa concreta, solleva non pochi dubbi tra genitori e insegnanti. Secondo Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale dei presidi, questa misura richiederà sforzi considerevoli non solo in termini pratici, ovvero fondi ed opere di ristrutturazione delle scuole per rendere gli istituti autonomi dal punto di vista della connessione, ma anche pedagogici. Posizione sostenuta anche da Dianora Bardi, presidente di ImparaDigitale:

La lezione presuppone una partecipazione attiva degli studenti, il docente deve seguire il processo di apprendimento. Una lezione che si svolge contemporaneamente in presenza e a distanza richiede una complessa riorganizzazione della didattica, una progettazione innovativa.

Vacanze: torneremo a viaggiare?

L’estate è molto vicina e la mente va alle vacanze che abbiamo dovuto disdire o a quelle avremmo voluto fare. Quello che sappiamo è che con tutta probabilità per quest’anno dovremo rinunciare ai viaggi esotici e ricominciare a viaggiare nel nostro paese. Fortunatamente l’Italia offre tantissimi luoghi meravigliosi da visitare, ma anche in questo caso le modalità saranno molto diverse rispetto a quelle a cui siamo abituati. Spiega Ivana Jelinic, presidente di FAVET, Federazione italiana Associazioni Imprese di Viaggio e Turismo:

Pur non sottovalutando le esigenze sanitarie, c’è un forte desiderio da parte delle persone di tornare a viaggiare e a fare le vacanze. Alcuni paesi europei, in particolare la Croazia, stanno iniziando a organizzarsi pensando a «corridoi sanitari» che permettano di riaprire i confini a paesi confinanti o vicini come Austria, Germania, Repubblica Ceca, Polonia. La stessa Spagna sta cercando di far ripartire il turismo, così come l’Egitto, con cui alcuni operatori si stanno organizzando per riattivare i collegamenti anche dall’Italia per agosto. Ovviamente occorrerà il via libera delle autorità governative

Teads

Intanto ci si organizza anche per tornare a volare. I collegamenti interni serviti da Alitalia per le tratte Milano-Palermo sono ripartiti già il 1° maggio, mentre quelli Milano-Cagliari partiranno dal 21 maggio. Per l’estero invece occorrerà attendere il 1° giugno, quando riprenderà anche il volo per Barcellona o le Maldive. Dall’8 maggio ripartiranno le prenotazioni di EasyJet sia per l’Italia che per l’Europa, mentre dal 15 maggio sono pronti a decollare anche gli aerei di Ryanair, Laudamotion, Buzz Air, Malta Air, anche se alcune tratte europee e italiane, come Malpensa-Cagliari, sono off limits fino al 25 ottobre. Aggiornamento al 12 maggio 2020

6 agosto: ecco la data del “liberi tutti”

Secondo un modello elaborato da alcuni scienziati cinesi la vera fine dell’epidemia in Italia dovrebbe arrivare il 6 agosto. Gli esperti cinesi, però, stimano che nel nostro paese l’allentamento delle misure sia arrivato troppo presto e che questo porterà a “una seconda ondata di casi” di Covid-19. Lo studio guidato dal dottor Wangping Jia del Chinese Pla General Hospital di Pechino, e pubblicato su “Frontiers in Medicine”, ha messo a confronto l’epidemia sviluppata nella provincia cinese di Hunan e l’Italia. Le due aree geografiche hanno infatti dimensioni simili, 60-70 milioni di abitanti, ma l’impatto della pandemia è stato molto diverso. Mentre l’Italia era al secondo posto per numero più alto di decessi e al terzo per infezioni, Hunan registrava solo 1.000 casi confermati. Queste le parole del responsabile della ricerca:

Pensiamo che sia troppo presto per allentare le restrizioni a partire dal 4 maggio. La potenziale seconda ondata potrebbe arrivare se le restrizioni venissero allentate tre mesi prima di agosto. L’Italia non è alla fine del periodo dell’epidemia di Covid-19.

Leggi anche: Fase 2: come la vivono negli altri paesi europei di Clarice Subiaco

Clarice Subiaco
Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

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