sabato, Dicembre 5, 2020

Coronavirus, 7 aprile Eurogruppo deciderà aiuti finanziari

In questi giorni la situazione politica ed economica dell’Europa è complessa. Ogni paese, chi più chi meno, è stato colpito dall’emergenza coronavirus, con gravi conseguenze sanitarie ed economiche. Il pomo della discordia sembrano essere ancora una volta i famosi Coronabond. Dalla Bce arriva un sostegno ma l’Europa resta divisa, con Berlino che ribadisce che per sostenere gli Stati in questo momento si debba ricorrere al Mes, il così detto Fondo salva-stati. È prevista per il 7 aprile la prossima riunione dell’Eurogruppo per discutere delle proposte per combattere l’impatto economico del Coronavirus. Sul tavolo tutte le opzioni prese in considerazione in queste giorni su tavoli formali e non, dal Mes ai Coronabond. Il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, Dennis Kolberg, rispondendo alla domanda se il governo tedesco non intenda concedere aperture, considerando altre opzioni oltre al Mes, ha ribadito:

Abbiamo già preso misure notevoli. Ora la questione è come sostenere il credito e per questo c’è il Mes. Al momento ci sono trattative sul modo in cui questo denaro può arrivare dove serve in modo veloce ed efficiente e di questo stiamo parlando con i nostri partner europei, con i ministri delle finanze in modo da poter fare una proposta alla riunione dei capi di Stato e di governo.

Ottimista è l’opinione sull’incontro dell’Eurogruppo del commissario agli affari economici Paolo Gentiloni:

Se capovolgiamo la discussione da Mes e Coronabond sugli obiettivi e come finanziarli sono positivo che la strada per un’intesa si può trovare. La divisione in Ue può essere superata se partiamo dagli obiettivi comuni che dobbiamo finanziare. Sono fiducioso che una via di condivisione si possa trovare e penso che bisogna farlo inevitabilmente in un dialogo con la Germania senza di cui non riusciamo a trovare un compromesso. Credo che bisogna scommettere ancora che alla fine, soprattutto da parte della Germania, si arrivi a una comprensione della nuova situazione.

E ha continuato:

Fare da soli non possiamo permettercelo, così come nessun Paese può. Paesi più forti e più deboli sono accomunati dal fatto che il livello di integrazione ha dato una dimensione delle garanzie ma anche una capacità di export al nostro sistema di imprese che nessuno può permettersi di perdere. Penso che di quello che fa l’Italia dobbiamo essere orgogliosi. Non ci dimentichiamo che siamo stati costretti a fare da apripista non solo in campo sanitario ma economico e che abbiamo preso decisioni poi seguite dalla maggioranza degli Stati occidentali. Abbiamo reagito in modo esemplare.

Positivo anche il parere del vicepresidente della Bce, Luis de Guindos:

Sono a favore dei Coronabond. Si tratta di una pandemia che avrà ripercussioni su tutti.

Anche il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha dichiarato:

Sicuramente siamo di fronte alla più difficile trattativa che l’Italia abbia mai portato avanti a livello Ue. L’Italia non ha colpa di questa pandemia, e deve poter spendere tutto ciò che è necessario per aiutare il suo popolo.

Non resta che aspettare la riunione dell’Eurogruppo il prossimo 7 aprile. Leggi anche: Coronavirus, l’Italia e l’Europa verso una crisi d’identità sociale ed economica

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