venerdì, Aprile 23, 2021

Caso Corona, Celentano contro i giudici: “Accanimento su una persona disperata e indebolita”

Adriano Celentano sta acquisendo sempre più spazio sui social e lo fa per mezzo di lettere. Ultima missiva l'ha inviata ai giudici del caso Corona per farli riflettere.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Adriano Celentano continua a difendere Fabrizio Corona sui social e si è dato anche un nome: l’inesistente.

Questa volta si rivolge ai giudici che stanno seguendo il caso di Corona e lo fa sempre con una lettera pubblicata sui suoi profili social.

Adriano Celentano: “Un giudice non può essere schiavo delle proprie antipatie personali”

Adriano Celentano_Fabrizio Corona

Una nuova lettera è comparsa sul profilo social di Adriano Celentano. Il Molleggiato ha preso a cuore la situazione di Fabrizio Corona che attualmente si trova in carcere e, secondo il Tribunale di Sorveglianza di Milano, vi dovrà rimanere fino a settembre del 2024 per scontare il resto della sua pena.

Riportiamo per intero la lettera di Adriano. Nella prima parte il cantautore cerca di far riflettere i giudici invitandoli a distaccarsi dai propri pareri personali.

E inizia così:

Cari giudici di Corona. Con un tipo un tantino esuberante come Fabrizio forse anch’io, nei vostri panni, avrei perso la pazienza…

ma poi non avrei dimenticato che sono un GIUDICE….e un giudice non può essere schiavo delle proprie antipatie personali.

Mi rendo conto che non è facile separare certi sentimenti, però, non fino al punto da non tener conto degli stati d’animo di un condannato specie se questi riguardano aspetti gravi della sua salute.

Adriano Celentano: “Liberi individui che fanno a pezzi le persone”

adriano celentano_ai giudici

Nella lettera Celentano pone prima l’accento sulle tristi e difficili condizioni in cui si trova Fabrizio Corona, per mettere in evidenza tutti i casi in cui la giustizia si è dimostrata fin troppo buona nei confronti di persone che avevano commesso reati ben più gravi. Ecco quali sono state le sue parole:

Un comportamento il vostro, che nel sentire comune degli italiani, risulta come un vero e proprio accanimento su una persona alquanto DISPERATA e tremendamente indebolita per le sue condizioni instabili.

Senza poi dimenticare che L’ACCANITO, ridendo e scherzando, ha già scontato 8 anni di carcere.

Capite che tutto ciò stride VIOLENTEMENTE con una giustizia dove purtroppo non si contano i casi in cui al posto di un sano ERGASTOLO, si lasciano liberi individui che fanno a PEZZI le persone.

Adriano Celentano: “Il giudice deve essere un uomo infinitamente buono”

Infine Adriano invita i giudici ad un atteggiamento più comprensivo, che valuti anche le più piccole sfumature. E conclude così:

Cari giudici, per come la vedo io, un giudice non lo si può chiamare Giudice, se prima di essere un giudice, non è un UOMO infinitamente buono.

Perché solo se è infinitamente buono sarà in grado di esaminare, non solo le grandi, ma anche le minime sfaccettature di un reato e voi, mi sembra che stiate trascurando l’aspetto più importante della vostra missione.

E forse, non vorrei dirlo ma anche le condizioni alquanto DRAMMATICHE di Fabrizio Corona….Ma io ho un’idea….L’INESISTENTE

Leggi anche: L’appello della mamma di Corona: “Fabrizio in carcere rischia il suicidio, soffre di sindrome bipolare”

Michela Sacchetti
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Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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