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Colpito da ictus, torna a parlare dopo aver rivisto il suo cane

“Portare gli animali nei nostri reparti è un valore aggiunto nell’assistenza agli ammalati”, è l’idea di Francesca Ciraolo, direttrice dell’ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova.

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Un animale domestico è un compagno per la vita. Per questo motivo molte strutture ospedaliere consentono visite a quattro zampe ai pazienti ricoverati, con notevoli benefici sulla loro salute. Un esempio lampante di quanto la presenza del proprio animale possa influire positivamente sul processo di guarigione è quello che è accaduto all’ospedale Santa Maria Nuova a Firenze, dove un paziente di 75 anni ricoverato a seguito di un ictus è stato visitato dal suo cane, Phoebe, e ha ricominciato a parlare.

L’ospedale è da tempo impegnato in un progetto di Pet Visiting finalizzato all’umanizzazione delle cure, in particolare per i malati che non hanno la possibilità di muoversi. L’incontro è stato organizzato dall’assistenza infermieristica e coordinato dalla responsabile Paola Poggiali. Il reparto è stato predisposto con il necessario per accogliere Phoebe nel rispetto delle procedure di igiene e sicurezza in modo da tutelare la salute di medici, infermieri e pazienti.

Francesca Ciraolo, direttrice della struttura, si è dimostrata soddisfatta dei risultati raggiunti finora:

Non è la prima volta che gli animali di affezione vengono portati nei nostri reparti, anche quelli più critici come la terapia intensiva. Ringrazio il personale per la disponibilità ad assecondare e promuovere questo importante progetto, che rappresenta un valore aggiunto nella nostra assistenza agli ammalati.

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di Marianna Chiuchiolo

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