domenica, Febbraio 28, 2021

Violet Gibson, Dublino dedica una targa alla donna che sparò a Benito Mussolini

“L’establishment irlandese ha ignorato il valore di questa donna troppo a lungo” sostiene il consiglio Comunale che ora vuole dedicarle una targa.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Nella primavera del 1926 Violet Gibson attentò alla vita del duce Benito Mussolini.

Sono trascorsi ormai 95 anni da quel lontano 7 aprile, giorno in cui una donna irlandese, “un’antifascista impegnata” si fece largo tra la folla che acclamava il dittatore e sparò diversi colpi di pistola nella direzione dello stesso, riuscendo a colpirlo solo di striscio al naso.

Quello della Gibson è stato uno dei quattro attentati ai danni del Duce durante il suo dominio e forse fu quello che più si avvicinò all’obiettivo.

Mannix Flynn, membro del Consiglio comunale di Dublino, insieme ai suoi colleghi, ha presentato una mozione per intitolare una targa a Violet Gibson, donna coraggiosa, che merita di “ricevere il posto che le spetta nella storia delle donne d’Irlanda e nella ricca Storia della nazione e del suo popolo”.

Dublino premia il coraggio di Violet Gibson 95 anni dopo

“Per qualche strana ragione, l’establishment irlandese e anche quello britannico hanno totalmente ignorato Violet Gibson” spiega Mannix Flynn che ha poi dichiarato alla Bbc: “Come la maggior parte delle donne che hanno fatto cose straordinarie è stata messa in secondo piano”.

E dice bene Mannix Flynn. La storia non è stata certo generosa con la Gibson. Il giorno dell’attentato al Duce la donna rischiò il linciaggio.

La sua pistola si inceppò e la folla inferocita l’assalì. Paradossalmente a salvarla fu la polizia che, arrestandola, la tirò fuori dal caos.

Dopo un periodo di detenzione in Italia, Violet Gibson venne deportata in Inghilterra e in seguito internata al St Andrew’s Hospital, un manicomio di Northampton, dove rimase rinchiusa per oltre trent’anni.

Morì “come una pazza” nel 1956.

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Violet Gibson attentò alla vita di Benito Mussolini, antifascismo o follia?

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Il giorno dopo l’attentato Benito Mussolini era atteso a Tripoli e fu lì che si mostrò in pubblico con un grande cerotto sul naso, come hanno immortalato le foto dell’epoca.

Ad oggi l’Irlanda vuole riabilitare l’immagine di Violet Gibson che allora tentò un gesto estremo contro il feroce dittatore. Antifascismo o pazzia? Come interpretare le intenzioni di questa donna?

Secondo alcune ricostruzioni, la Gibson era fortemente squilibrata. Racconta la sua governante, la signorina Mc Grath, che Violet anche prima di quell’occasione era stata soggetta a crisi nervose conclusesi in aggressioni.

La sua instabilità l’ha resa anche facilmente influenzabile. E non si esclude che qualcuno abbia approfittato di lei inducendola a compiere l’attentato contro il Duce.

È di tutt’altro avviso il Consiglio di Dublino che invece vuole dedicarle una targa riconoscendo a Violet Gibson l’impegno politico di antifascista, di donna impegnata e coraggiosa che, come ha detto Mannix Flynn “merita certamente un posto nella storia”.

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Elza Coculo
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Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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