lunedì, Novembre 30, 2020

Catturato dopo la fuga Johnny lo Zingaro, l’ergastolano che terrorizzò Roma negli anni 70

L’ergastolano Giuseppe Mastini, conosciuto come lo Zingaro, è stato arrestato in un casolare nella zona di Sassari. Non era tornato in prigione dopo un permesso premio. Questa è la sua settima evasione.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Il latitante Giuseppe Mastini, meglio noto come Johnny lo Zingaro, dopo circa dieci giorni è stato rintracciato e arrestato dalla Polizia in Sardegna. Lo scorso 6 settembre, dopo aver ottenuto un permesso premio, lo Zingaro è uscito dal carcere e non vi ha più fatto ritorno. La breve fuga, la settima da quando è stato incarcerato nel 1975, si è conclusa ieri mattina. Gli agenti hanno controllato decine di abitazioni tra le contrade di Taniga e Zauri, Sassari, prima di scoprire che Mastini si nascondeva in un capanno, adiacente all’officina di un fabbro, anch’egli attualmente agli arresti. Con un tweet il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha ringraziato gli agenti che hanno arrestato il fuggiasco. Ha scritto:

L’evaso Giuseppe Mastini, conosciuto come Johnny lo Zingaro, è stato rintracciato e catturato grazie al lavoro congiunto svolto dal nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria e dalla polizia di Stato. A loro va il mio più sentito ringraziamento.

Lo Zingaro è fuggito per amore

Al momento della sua cattura lo Zingaro avrebbe detto ai poliziotti: “Si fugge sempre per amore”. E infatti, anche questa volta, come già accaduto nel 2017, Mastini è scappato dal carcere per raggiungere la sua compagna, Giovanna Truzzi. La Polizia ha rintracciato e bloccato anche lei ad Olbia, dove stava per imbarcarsi proprio nelle ore in cui è scattato il blitz che ha portato alla cattura dello Zingaro. “Ho fatto una grande fesseria” ha dichiarato il latitante “volevo proseguire liberamente la mia relazione sentimentale”. E lei lo difende:

Johnny non è più l’uomo spietato di un tempo, ha passato 46 anni in galera ed è cambiato. Ha sbagliato ancora, non doveva evadere, ma l’ha fatto per amore.

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Chi è Giuseppe Mastini, detto Johnny lo Zingaro

Giuseppe Mastini è nato a Bergamo nel 1960. Quando aveva appena 10 anni si trasferisce a Roma con la sua famiglia e una carovana di altre famiglie sinti della Lombardia. Per via delle sue origini, nel quartiere tiburtino, dove i nuclei si erano stabilizzati, Giuseppe Mastini ben presto diventa per tutti Johnny lo Zingaro. Il suo talento nel guidare e rubare macchine lo avvicina da subito agli ambienti criminali. È il 1971 quando partecipa a una rapina insieme a una banda del Tiburtino e usa la pistola per la sua prima volta. Poi, nel dicembre del 1975, lo Zingaro ha appena quindicenne si macchia di reato di omicidio, uccidendo nel corso di uno scippo un operaio dell’Atac di 38 anni, Vittorio Bigi. In quest’occasione sarà arrestato e condannato a dodici anni di carcere.

La prima evasione di Johnny

Zingaro
Giuseppe Mastini, meglio conosciuto come Lo Zingaro.

La prima evasione dello Zingaro risale al 1987 quando, approfittando di una licenza premio per buona condotta, uscì dal carcere per non rientrarvi prima di due anni. Durante la latitanza si è reso protagonista di numerosi fatti criminali, seminando il panico nella Roma degli anni 70: furti, rapine, ma anche il sequestro di una ragazza, Silvia Leonardi, l’omicidio della guardia giurata Michele Giraldi e il ferimento di un brigadiere dei carabinieri, Bruno Nolfi. Tra i tanti casi in cui è stato coinvolto, c’è anche quello dell’uccisione di Pier Paolo Pasolini. Fu arrestato solo due anni dopo. Nel processo del 1989 Mastini sarà condannato all’ergastolo.

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Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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