domenica, Febbraio 28, 2021

Perché l’algoritmo di YouTube ha censurato il canale dello scacchista Radic

Perché gli algoritmi non possono sostituire gli umani: YouTube censura per un giorno il canale di scacchi di Agadmator giudicandolo razzista.

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

Il canale di scacchi sospeso perché identificato dall’algoritmo di YouTube come razzista è quello del famoso giocatore croato Antonio Radic.

Noto sul web con il nome di Agadmator, lo scacchista spiega e dimostra strategie di gioco, ma quelle ricorrenti frasi ‘bianco contro nero’ o ‘il bianco schiaccia il nero’ valgono la sospensione per l’algoritmo della piattaforma video.

L’errore di YouTube: censura al canale di scacchi di Agadmator

L'errore di YouTube: censura al canale di scacchi di Agadmator per razzismo.

Ecco la dimostrazione che gli algoritmi non possono sostituire gli umani, sono utili e capaci di molto ma non hanno quella sensibilità e quell’intelligenza per discernere casi e contesti.

Così l’algoritmo di YouTube, settato per individuare commenti discriminatori, prende i numerosi interventi e commenti dello scacchista croato Radic, che non fa altro che spiegare tattiche di gioco, come razzisti.

La vicenda risale a luglio 2020, quando lo YouTuber più famoso del settore è stato costretto ad adire le procedure di appello interno per via della sospensione imprevista e non annunciata.

L’account, comprovato l’equivoco, è stato subito ripristinato, pur senza nessuna segnalazione come già avvenuto per la cancellazione.

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Lo studio della Carnegie Mellon University: i limiti dell’intelligenza artificiale

Secondo due ricercatori, Ashique R. KhudaBukhsh e Rupak Sarkar della Carnegie University Mellon, che hanno indagato gli algoritmi usati per individuare il “linguaggio d’odio” nei Social, il canale di Agadmator sarebbe stato censurato per via del frequente uso di parole come: bianco, nero, attacco, contrattacco, blocco, minaccia e cattura.

Un gergo sicuramente simile a quello di molti discorsi d’odio e associabile a quello razzista, ma che nel gioco degli scacchi ha un significato peculiare e tutt’altro che discriminatorio.

YouTube, nel tentativo di essere il più possibile “family friendly”, proibisce molte parole che hanno a che fare con l’identità di genere, la sessualità, le parolacce e la violenza.

Tuttavia, casi come questo dimostrano la fallacia del sistema e i limiti degli algoritmi, che appunto mancano della capacità di vagliare la specificità dei singoli casi.

Resta spontaneo chiedersi: si interverrà sui sistemi di censura o si cambieranno piuttosto le regole degli scacchi?

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Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

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