domenica, 16 Maggio 2021

Il surriscaldamento globale come causa della pandemia, le prove da Cambridge

La proliferazione di specie di pipistrelli nella provincia cinese dello Yunnan, causata dall'innalzamento delle temperature, sarebbe all'origine del Sars Cov-2. Lo studio inglese.

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

La pandemia come conseguenza del surriscaldamento globale: lo studio dell’Università di Cambridge porta in tavola le prove.

L’aumento delle temperature sembra essere la causa della proliferazione di numerose specie di pipistrelli nella regione cinese dello Yunnan, l’epicentro del Covid.

Il Sars-Covid-2, passato probabilmente ai pangolini e poi agli esseri umani, non si sarebbe mai diffuso se molti habitat dell’Estremo Oriente non fossero stati alterati dalla deforestazione, agevolando il contatto tra esseri umani e animali selvatici che normalmente avrebbero ospitato il virus.

Il cambiamento climatico ha scatenato la pandemia, le prove

Il cambiamento climatico ha scatenato la pandemia, le prove.

Il Dipartimento di Zoologia dell’Università di Cambridge pubblica sulla rivista Science of the Total Environment uno studio attraverso il quale vengono indicate ben 40 specie di pipistrelli, portatrici di Coronavirus, che si sarebbero trasferite negli utilmi cento anni, proprio nella regione cinese dello Yunnan.

Robert Beyer, zoologo a Cambridge e primo autore dello studio, spiega:

Il cambiamento climatico degli ultimi cento anni ha trasformato questa provincia cinese in un habitat ideale per I pipistrelli.

Confrontando la vegetazione e la sua distribuzione di circa un secolo fa con quella attuale, ci si è di fatto resi contro che il cambiamento climatico ha trasformato un’intera area ad alta concentrazione di arbusti tropicali in savane e boschi di latifoglie, ideale habitat dei mammiferi alati e dei loro parassiti.

Leggi anche: Stop a deforestazione, WWF: “Le foreste sono il nostro antivirus”

Lotta alla pandemia come lotta al cambiamento climatico

Non vi è nulla di strano nel fatto che gli animali siano costretti ad emigrare e cambiare habitat per via delle variazioni climatiche, il problema è quando si tratta di pipistrelli, capaci di veicolare circa 3000 tipi diversi di Coronavirus.

Di questi la maggior parte non riescono ad agire contro gli essere umani, ma quelle rare eccezione si sono rivelate molto pericolose e problematiche. Mers, Sars e ora Covid-19 hanno di fatto causato e stanno causando gravi problemi all’uomo.

L’italiano Andrea Manica, un autore dello studio, chiosa:

Il Covid sta causando enormi danni sociali ed economici.

I governi dovrebbero intraprendere con forza azioni che mitighino il cambiamento climatico, così da ridurre i rischi da malattie infettive.

Leggi anche: Cos’è il cambiamento climatico e come influenzerà la nostra e le future generazioni

Contro il cambiamento climatico bisogna agire oggi

Contro il cambiamento climatico bisogna agire oggi.

L’auspicio degli studiosi è che si intervenga al più presto a contrastare i cambiamenti legati al clima, direttamente correlati a innumerevoli e svariate problematiche, ultima tra queste la pandemia.

Già dai tempi della Spagnola siamo a conoscenza delle implicazioni climatiche direttamente correlate alla diffusione di nuove malattie e con una pandemia che sta piegando da un anno ormai l’intero pianeta ci si rende subito conto che non è più tempo di aspettare.

Il riscaldamento globale va, se non fermato, almeno rallentato con urgenza.

Leggi anche: Covid, cos’è la nebbia cognitiva che colpisce il cervello

Asia Solfanelli
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