giovedì, Dicembre 1, 2022

Bloccare il Grande Raccordo Anulare aiuta davvero a combattere il cambiamento climatico?

Nel corso della mattinata di ieri, alcuni manifestanti hanno bloccato il Grande Raccordo Anulare di Roma per attirare l'attenzione sui temi dell'inquinamento e del cambiamento climatico. Questi comportamenti aiutano davvero il Pianeta?

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

Bloccare il Grande Raccordo Anulare di Roma è la soluzione per combattere il cambiamento climatico?

Ieri, mercoledì 2 Novembre, alcuni ambientalisti del gruppo Ultima Generazione hanno fermato il traffico di una delle strade più trafficate della Capitale. Si sono seduti sull’asfalto ed hanno impedito alle macchine di passare.

Le Forze dell’ordine sono intervenute a seguito di alcuni momenti di protesta e di tensione.

L‘obiettivo del gruppo è attirare l’attenzione dei politici e dei cittadini su alcune questioni: accelerazione delle rinnovabili e interruzione degli investimenti per i combustibili fossili.

Bloccare il Grande Raccordo Anulare: le motivazioni degli ambientalisti

La protesta di ieri è arrivata esattamente dopo circa due settimane da quella svolta il 17 Ottobre per le medesime problematiche.

In quell’occasione, i manifestanti avevano bloccato l’uscita 12 del Gra per 30 minuti, questa volta invece, l’operazione è andata avanti un po’ di più.

Seduti sull’asfalto, i partecipanti hanno impedito la normale circolazione del traffico, mostrando gli striscioni “No Gas, No Carbone” e urlando agli automobilisti bloccati:

Siamo qui di nuovo a bloccare il Gra, perché non vediamo altra soluzione per l’emergenza climatica che stiamo vivendo.

Il report dell‘Onu di ottobre ci dice che non riusciremo a mantenerci al di sotto dell’1,5 gradi centigradi.

Noi usiamo il nostro corpo per diffondere questo messaggio, che tra qualche anno non ci andrà più nessuno a lavorare se continueremo in questo modo.

Ci dispiace per il disturbo, ma non vediamo veramente altre soluzioni che questa. Siamo in emergenza e le risposte dovrebbero essere immediate.

Ambientalisti bloccano il Gra: le reazioni degli automobilisti

La reazione di chi è rimasto bloccato nella sua auto e non è potuto arrivare puntuale a lavoro, a scuola o in qualsiasi altro posto è stata così aggressiva che un manifestante, nel corso della protesta, ha dichiarato: “Mi sono spaventato, non mi aspettavo una risposta così violenta, addirittura essere preso a calci, anche perché alcuni di loro avevano figli piccoli in braccio”.

Stare qui non ci fa piacere, se il quadro fosse diverso ne faremmo volentieri a meno, ma le condizioni di emergenza alle quali ci troviamo di fronte ci impongono di farlo.

Bloccare le strade e scatenare il malcontento delle persone è molto rischioso, ci fa tanta paura, ma allo stesso tempo ci siamo e ci saremo, perché è l’unica cosa che ci rimane da fare per la salvare il Pianeta.

Alcune persone, infastidite dalla protesta, hanno anche cercato di spostare con violenza gli ambientalisti seduti a terra. È stato necessario l’intervento della polizia per risolvere la situazione.

Bloccare il Grande Raccordo aiuta davvero il Pianeta?

Nell’ultimo periodo stiamo assistendo, da parte degli ambientalisti, a delle richieste di attenzioni molto forti. Pomodoro sui girasoli del Van Gogh, litri di latte versato sui pavimenti del supermercato, colla sul vetro della Primavera del Botticelli ed infine il blocco del Gra.

Tutte queste manifestazioni aiutano davvero il Pianeta?

Ad una prima analisi, la riflessione più ovvia che ci ritroveremmo a fare è: “Cosa c’entrano i pittori, le strade, il latte con il cambiamento climatico?”

Sebbene, ledere e distruggere un’opera artistica sia un capriccio, un atto vile e prepotente che non aiuta in nessun modo il clima, gli ambientalisti hanno compreso che per attirare l’attenzione serve creare scompiglio, trambusto e avversione.

Secondo i manifestanti servono le maniere forti, altrimenti le manifestazioni rischiano di diventare solo manifestazioni.

È fuor di dubbio che bloccare il Gra, come rovinare il dipinto del Van Gogh infastidisca e generi più reazioni del manifestare sotto il giardino di casa. Quello a cui puntano i manifestanti è creare un parallelismo tra la preoccupazione/protezione di un bene e la protezione di un intero Pianeta e capire quale sia la questione più importante.

Continuare a girare la testa dell’altra parte e pensare che un giorno la situazione si sbloccherà da sola, non aiuterà noi e non aiuterà la Terra. Ecco perché è importante sensibilizzare i cittadini e i politici nel modo giusto.

Leggi anche: Ambientaliste imbrattano girasoli di Van Gogh con pomodoro: “Vi interessa l’arte o la vita?”

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

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