giovedì, Marzo 4, 2021

Attivista Lgbt picchiato a Trieste, il consigliere leghista: “Ha litigato con il fidanzato per la vaselina”

L'attivista LGBT Antonio Parisi, e due suoi amici, sono stati aggrediti in piazza da un gruppo di fanatici. È indignazione per il commento omofobo rilasciato dal consigliere comunale Fabio Tuiach.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

Cresce l’indignazione per la notizia dell’attivista Lgbt picchiato martedì sera a Rupingrande, un comune in provincia di Trieste. Prima sono stati fatti dei commenti sui suoi vestiti fuori da un locale, poi è stato aggredito insieme ad altri due amici in una piazza del comune.

“Forse ha litigato con il fidanzato per la vasellina”. Questo il commento di Fabio Tuiachconsigliere comunale di Trieste, in merito all’aggressione omofoba subita da Antonio Parisi.

Attivista Lgbt picchiato a Triste: “Facevano commenti sui miei vestiti”

Antonio Parisi, attivista Lgbt picchiato a Trieste, ha raccontato la sua aggressione a Trieste Prima. Antonio ha raccontato che tutto è partito da alcuni commenti sui suoi vestiti. Poi, è stato preso a calci in mezzo alla piazza:

Mi hanno preso a calci in tutto il corpo, ma miravano soprattutto alla testa.

Oltre ad Antonio, sono stati vittima della violenza del branco di aggressori anche altri due suoi amici, che, hanno ricevuto 15 giorni di prognosi. Nelle dichiarazioni a Triste Prima Antonio spiega che non si sente ancora bene, ha dolori in tutto il corpo e vertigini:

Ricordo che eravamo in Osmiza e dei ragazzi ubriachi e molesti che non conoscevo hanno iniziato a provocarmi.

Ho lasciato correre fino a quando il locale non ha chiuso e siamo andati a fare un giro per il paese.

In piazza si sono avvicinati a me e ai miei amici e nel giro di pochi minuti ci hanno picchiato furiosamente, senza darci il tempo di realizzare e reagire.

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Attivista Lgbt picchiato, il commento del consigliere leghista Fabio Tuiach

Attivista lgbt picchiato.

Il consigliere comunale Fabio Tuiach ha commentato l’aggressione dell’attivista Lgbt su un social russo: VKontakte. Ecco il suo post:

Grande solidarietà da parte di tutte le forze politiche ma ricordiamoci che in più di un terzo dei paesi al mondo non esiste il problema omofobia perché per i gay c’è il carcere o la pena di morte. Noi avevamo il rogo un tempo, mentre in Russia c’è la legge anti-gay come in tutto l’est e per questo loro non accolgono palestrati che fuggono da paesi omofobia.

Il consigliere Tuiach rincara la dose: “Per i gay nel mondo c’è la pena di morte”

Attivista Lgbt picchiato Tuiach.

Fabio Tuiach non ha nessuna intenzione di fare passi indietro o chiedere scusa per il post sull’aggressione omofoba nei confronti dell’attivista Lgbt, anzi ha rincarato la dose scrivendo che il problema principale dell’Italia è la l’omotransfobia:

Accidenti, non scrivono che il mio post omofobo è stato pubblicato su VK e in Russia c’è la legge anti-gay e mi sono dovuto adeguare.

Il problema principale dell’Italia resta l’omotransfobia, ma è curioso che in molti stati sovrani l’essere gay è un crimine punito anche con la morte.

Attivista Lgbt picchiato, la solidarietà della politica

Il post di Fabio Tuiach sul social russo VKontakte è stato denunciato tra gli altri dal deputato del Partito Democratico Emanuele Fiano che scrive su Facebook:

Questo è quel consigliere comunale indipendente di Trieste, che ha pubblicato una bella foto di Hitler nel Giorno della Memoria, e che oggi pubblica queste frasi secondo me passibili di reato e soprattutto passibili di essere state pronunciate nel più cupo medioevo dell’Europa.

Questo estremismo della discriminazione e dell’omofobia che fa ribrezzo alle persone normali, è lo stesso che portò alla deportazione e all’eliminazione fisica degli omosessuali durante il nazismo. Non bisogna abbassare mai la guardia, mai dimenticare.

I messaggi di solidarietà e di sgomento per l’aggressione dell’attivista Lgbt arrivano anche da Sinistra Open e dal Movimento 5 Stelle.

Il consigliere comunale Furio Honsell ha dichiarato che è necessario mettere in atto campagne di sensibilizzazione, funzionali al contrasto degli stereotipi e alla promozione del diritto di uguaglianza.

Honsell, però, si dice dispiaciuto che la Giunta comunale non sia del suo stesso avviso. Anzi, che abbia eliminato la loro regione dalla rete Re.a.dy, e, che nell’ottobre scorso non abbia approvato la sua mozione “Supporto attivo al contrasto alla discriminazione e alla violenza nei confronti di persone LGBT+“.

I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle gli fanno eco dichiarando:

Se venisse confermata la natura omofoba dell’aggressione, sarebbe una conferma di quanta strada ci sia ancora da fare per combattere violenza e intolleranza.

Attivista Lgbt aggredito, petizione per le dimissioni del consigliere Fabio Tuiach

Dopo il commento sul social russo del consigliere comunale Fabio Tuiach a seguito dell’aggressione omofoba dell’attivista Lgbt a Trieste, online è subito partita una petizione in cui vengono richieste le dimissioni immediate del politico:

Tuiach ha spesso fatto parlare di sè per le sue affermazioni inaccettabili.

Inizia così la petizione che continua raccontando le affermazioni di Tuiach, come ad esempio quella del 18 novembre 2019, durante una discussione del consiglio comunale di Trieste sul voto al conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Il consigliere comunale, in quell’occasione, è intervenuto dicendo che si sarebbe astenuto perché «da profondamente cattolico» si era sentito «offeso» dal fatto che Segre avesse ricordato che Gesù era ebreo e che fu ucciso dagli ebrei.

Oppure, ancora quando ad aprile 2020, durante la quarantena anti Covid, ha proposto tramite un post su Facebook di multare le donne che si fossero rifiutate di fare sesso con i propri mariti, asserendo che una sana vita sessuale, unita al benessere spirituale, avrebbe aiutato a combattere lo stress da isolamento.

Il 27 gennaio 2021, nel Giorno della Memoria, Tuiach ha pubblicato sul suo profilo social russo una foto di Adolf Hitler sorridente attorniato da una folla festosa.

La petizione chiede:

Noi giovani, cittadini italiani e persone di cultura che siamo il futuro di questo Paese diciamo stop ad esponenti politici come Fabio Tuiach che esprimono odio e violenza.

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Silvia Aldi
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Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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