sabato, Luglio 24, 2021

Terrore a Gaza, attacco missilistico di Israele sulla Palestina: 24 morti e 700 feriti

Nuova ondata di attacchi aerei israeliani su Gaza, continuati per tutta la notte fino a questa mattina. Tra i morti anche nove bambini.

Tommaso Panza
Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Attacco missilistico di Israele sulla Palestina. Almeno 24 persone, tra cui nove bambini, sono state uccise durante una nuova ondata di attacchi aerei israeliani su Gaza, cominciata nella giornata di ieri è continuata per tutta la notte fino a questa mattina, ha detto il ministero della salute palestinese.

La vittima più giovane aveva 10 anni, hanno detto i funzionari della sanità di Gaza.

Più di 700 palestinesi sono stati feriti dallo scoppio della violenza in Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme, anche intorno al complesso della moschea di Al-Aqsa.

Attacco missilistico di Israele: i razzi di Hamas su Gerusalemme

Attacco missilistico di Israele: i razzi di Hamas su Gerusalemme

Lunedì, militanti palestinesi nella Striscia di Gaza hanno lanciato razzi verso l’area di Gerusalemme appartenente a Israele, minacciando di punire Israele per i violenti scontri che nelle ore precedenti aveva visto i palestinesi vittime di sfratti e violenze nell’area est Gerusalemme. Israele ha detto che sei civili sono rimasti feriti nell’attacco.

Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano, ha accusato il gruppo militante di Hamas di aver oltrepassato una “linea rossa” con il suo attacco missilistico su Gerusalemme e ha promesso una risposta dura.

I video pubblicati sui social media hanno mostrato la polizia israeliana che sparava gas lacrimogeni e granate assordanti, alcune delle quali sono atterrate all’interno della moschea di Al-Aqsa, nell’ultimo di una serie di scontri che sta spingendo la città contesa (Gerusalemme) sull’orlo dell’eruzione.

Attacco missilistico di Israele: Netanyahu ha risposto con 7 missili su Gaza

Attacco missilistico di Israele: Netanyahu ha risposto con 7 missili su Gaza

La risposta di Israele è cominciata nel pomeriggio ed è durata per tutta la notte fino alle prime luci dell’alba, sganciando ben 7 missili su territorio palestinese e sulla città di Gaza.

Il ministero della Sanità di Gaza ha detto che 20 palestinesi, tra cui nove bambini, sono stati uccisi in attacchi aerei israeliani nel territorio palestinese, dopo il lancio di razzi contro Israele. Un portavoce dell’esercito israeliano ha detto che Israele ha iniziato ad attaccare obiettivi militari di Hamas a Gaza.

Le immagini delle conseguenze dell’attacco missilistico di Israele sono di una crudeltà inaudita e alcune sono state cancellate dal web perché davvero troppo crude.

Sul web intanto non solo messaggi di solidarietà ma anche urla di disperazione e dolore, come quelle di un ragazzino di nemmeno 12 anni che urla tutta la sua disperazione in un video:

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito con urgenza sugli scontri a Gerusalemme e l’attacco missilistico di Israele, ma non ha raggiunto un accordo per una dichiarazione comune.

Fonti diplomatiche americane, tramite un portavoce della missione americana all’Onu in Israele, hanno dichiarato:

Gli Stati Uniti sono costruttivamente impegnati a far sì che ogni azione del Consiglio di sicurezza contribuisca ad allentare le tensioni.

L’incontro si è tenuto su richiesta di TunisiaNorvegia Cina che hanno presentato una bozza di dichiarazione, in cui si invitava “Israele a fermare le attività di insediamento, demolizione ed espulsione dei palestinesi, anche a Gerusalemme Est.

Attacco missilistico di Israele, l’esercito israeliano: “L’operazione durerà giorni”

Esercito israeliano: "L'operazione durerà giorni"

La conta dei morti sembra destinata a crescere, perché Israele pare aver colto la palla al balzo e sembra non volersi fermare.  

I combattimenti iniziati ieri fra Hamas ed Israele sono stati chiamati dall’esercito israeliano “Operazione Guardiano delle Mura”.

Lo riferiscono i media locali, secondo cui i vertici militari presumono che l’attacco missilistico di Israele proseguirà per diversi giorni.

A Gaza le milizie palestinesi hanno allestito una sala comune di operazioni. Nei loro media i lanci di razzi verso Israele sono chiamati “Operazione Spada di Gerusalemme“.

In un video diffuso sul web, l’ala militare di Hamas ha affermato: “Gerusalemme ha chiamato, Gaza ha risposto”.

Dalla Striscia in tutta risposta infatti sono stati lanciati ieri oltre 250 razzi verso lo Stato ebraico. I lanci sono proseguiti anche stamane, con un attacco ad Ashkelon, cittadina costiera non lontano dalla Striscia. Almeno 6 israeliani sono stati feriti dai razzi lanciati da Gaza.

L’aviazione israeliana ha colpito 130 obiettivi militari a Gaza. Queste cifre, includono inoltre tre persone uccise stamattina nel campo profughi Shati, presso Gaza. I feriti sono oltre 100.

Attacco missilistico di Israele: Gerusalemme era in fermento da giorni

Attacco missilistico di Israele: Gerusalemme era in fermento da giorni

La tensione si è percepita durante tutto l’ultimo mese del Ramadan, e la città contesa (Gerusalemme) covava una violenza che sarebbe scoppiata da un momento all’altro, questione di attimi.

Venerdì scorso infatti i fedeli musulmani si sono riuniti alla moschea di Al-Aqsa, la più grande di Gerusalemme, per le preghiere settimanali.

La moschea è situata nella parte orientale di Gerusalemme, un territorio conteso, governato da Israele da quando è stato occupato nel 1967 ma rivendicato dai palestinesi come parte di un “futuro Stato di Palestina”.

Arrivati davanti alla moschea, i fedeli musulmani hanno trovato un folto sbarramento di forze di polizia israeliane per impedire loro l’ingresso nel luogo di culto per la preghiera, la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Un vaso che nelle settimane precedenti si era riempito di tensione fino all’orlo: Prima lo sgombero forzato di quattro famiglie palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme est, su un terreno rivendicato dai coloni ebrei.

Poi la decisione delle autorità israeliane, durante il Ramadan, di delimitare la storica Porta di Damasco, una delle entrate principali alla Città Vecchia di Gerusalemme.

Qui solitamente le famiglie palestinesi tradizionalmente amano riunirsi durante l’Iftar (il pasto serale consumato dai musulmani che interrompe il loro digiuno quotidiano durante il mese islamico del Ramadan).

L’impedimento di accesso aveva già creato nei giorni scorsi disordini e proteste

Cosa ha fatto scoppiare la rivolta

La notte del 9 maggio tra venerdì e sabato a diversi autobus carichi di cittadini arabi di Israele è stato impedito di dirigersi a Gerusalemme dalle città di tutto il paese in occasione del giorno più sacro dell’Islam il Laylat al-Qadr (è una delle notti della fine del mese del Ramadan considerato benedetto dai musulmani).

Davanti alla moschea di Al-Aqsa, invece la polizia israeliana non faceva accedere, sono cominciati dei veri e propri scontri e proteste, più di 90mila fedeli erano li radunati in quel momento.

Sabato sera poi una folla di manifestanti palestinesi si è radunata fuori dalla Porta di Damasco della Città Vecchia, cantando: “Dio è grande”. 

Alcuni hanno lanciato pietre e bottiglie d’acqua contro la polizia, accendendo fuochi e abbattendo le barricate della polizia, nella stessa giornata nel quartiere di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme est, erano scoppiati scontri vicino alla moschea

Decine di palestinesi hanno combattuto ulteriori tentativi dei coloni israeliani di sfrattarli dalle loro case.

Impressionante vedere come migliaia di Israeliani si siano radunati nella serata di ieri per celebrare l’attacco missilistico di Israele su Gaza e l’incendio della moschea Al Aqsa.

Mentre sullo sfondo la moschea di Al-Aqsa bruciava, israeliani festeggiano e cantano.

Medici palestinesi hanno affermato che 88 persone sono state portate in ospedale e più di 200 ferite, per lo più da proiettili di gomma, granate assordanti e percosse, tra le proteste per minacce di sfratto e presunti tentativi di frenare la libertà religiosa tra i musulmani a Gerusalemme.

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Tommaso Panza
Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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