mercoledì, 17 Luglio 2024
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Alzheimer, vaccino sperimentale può prevenire e rallentare la malattia

Un nuovo vaccino sarebbe in grado di prevenire o rallentare il decorso della malattia: "Prende di mira le cellule tossiche che causano l'infiammazione nel cervello nei pazienti che soffrono di Alzheimer".

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.

Sagp, il vaccino che può rallentare o prevenire l’Alzheimer. Secondo una ricerca che verrà presentata a Boston, all’American Heart Association’s Basic Cardiovascular Sciences Scientific Sessions 2023, il nuovo vaccino sperimentato all’università privata di Juntendo a Tokyo si rivelerebbe essere un passo importante per i pazienti affetti da Alzheimer. Infatti, andrebbe a colpire le cellule cerebrali infiammate, influenzando il decorso della malattia, rallentandolo, e sarebbe anche in grado di prevenire l’insorgenza del morbo.

Dagli esperimenti condotti è stato notata una riduzione di biomarcatori, come ad esempio una sequenza di DNA che indica la presenza di una malattia o la predisposizione patologica ad una determinata malattia, e un conseguente miglioramento dell’infiammazione cerebrale.

Alzheimer, ricercatori giapponesi creano un vaccino contro la malattia

Il vaccino è stato soprannominato Sagp, come il tag molecolare delle cellule “senescenti”, ovvero quelle vecchie e quelle più tossiche. Già precedentemente, i ricercatori avevano pensato a un vaccino per eliminare le cellule senescenti, quindi, un vaccino senolitico in grado di contrastare varie malattie legate all’età, come anche l’aterosclerosi e il diabete di tipo 2.

E nel recente studio giapponese è stato dimostrato anche che la proteina SAGP si trova vicinissima a cellule cerebrali, quelle della microglia, che svolgono un ruolo importante nella difesa immunitaria del sistema nervoso centrale. Talvolta, però, può capitare che inducano a un’infiammazione cerebrale, causando il danneggiamento dei neuroni e peggiorare il declino cognitivo in una persona, una delle possibili cause proprio della malattia di Alzheimer.

L’autore dello studio sul vaccino: “Il test del nostro vaccino è molto innovativo”

L’autore dello studio, Chieh-Lun Hsiao, Dottore in Filosofia, e borsista post-dottorato del dipartimento di biologia e medicina cardiovascolare dell’Università di Medicina di Juntendo a tal proposito ha così dichiarato:

Attualmente la malattia di Alzheimer rappresenta il 50% – 70% dei casi di demenza nel mondo.

Il test del nostro vaccino innovativo offre una potenziale via per prevenire o modificare la malattia.

Studi precedenti che utilizzavano diversi vaccini per trattare il morbo di Alzheimer hanno avuto successo nel ridurre i depositi e i fattori infiammatori.

tuttavia, ciò che rende diverso il nostro studio è che il nostro vaccino SAGP ha anche alterato il comportamento di risposta.

Leggi anche: Alzheimer: autorizzato farmaco che rallenta il declino cognitivo della malattia

Hsiao e il vaccino contro l’Alzheimer: “È in grado di rimuovere cellule tossiche”

Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio, basandosi su ricerche precedenti, la proteina SAGP è molto elevata nella microglia e Hsiao ha sottolineato quanto sia importante agire proprio su questa:

Rimuovendo le microglia che si trovano nello stato di attivazione, anche l’infiammazione nel cervello può essere controllata. 

Un vaccino potrebbe prendere di mira la microglia attivata e rimuovere queste cellule tossiche, riparando infine i deficit comportamentali subiti nell’Alzheimer.

Inoltre, secondo le stime dell’American Heart Association del 2023, circa 3,7 milioni di americani, che hanno un età pari o superiore a 30 anni, presentavano la malattia di Alzheimer nel 2017 e si presume che questo numero possa salire a 9,3 milioni entro il 2060. Un vaccino che possa incidere sulla malattia si rivelerebbe un alleato estremamente efficace.

Leggi anche: Alzheimer, un sonnifero ne ritarda gli effetti

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Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.

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