venerdì, Dicembre 2, 2022

Alexa e nuova funzione shock: “Potrà imitare e riprodurre qualsiasi voce, persino quella di un defunto”

Durante la conferenza a Las Vegas, il colosso di Amazon ha presentato la nuova inquietante funzione di Alexa che sarà in grado di riprodurre anche la voce dei nostri parenti defunti. È già polemica.

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

Alexa, l’assistente vocale di Amazon, potrà imitare e riprodurre la voce di qualsiasi persona, anche quelle dei defunti più cari. Questa nuova funziona, già divenuta oggetto di dibattito, è stata presentata alla conferenza Re:MARS Conference di Las Vegas da Rohit Prasad, il Vicepresidente della sezione che si occupa di aggiornamenti e di sviluppi digitali.

Per dimostrare questa attività, il capo senior del team ha scelto di riprodurre un video in cui Alexa legge la favola della buonanotte ad una bambina con la voce della nonna defunta.

Durante il convegno è stato dimostrato che il training di memorizzazione richiede non più di un minuto di ascolto di un file audio della persona che si intende imitare.

Alexa presenta la nuova funzione: riprodurrà la voce di qualsiasi persona viva e morta

È già polemica per la funzione choc di Alexa, l’assistente vocale di Amazon, che imiterà le voci di qualsiasi persona dopo circa un minuto di ascolto di un file campione.

Il portavoce della società ha dichiarato ad Engadget, blog di tecnologia e di elettronica di consumo, che per replicare la voce di un nostro caso basterà pochissimo tempo. Questo sistema, molto più veloce rispetto ai precedenti che invece richiedevano molte ore di ascolto e di memorizzazione, calibra l’output del text-to-voice modulando i toni per rappresentare i timbri più disparati.

Viviamo in un’epoca d’oro dell’intelligenza artificiale e se l’a.i. non può eliminare il dolore di una perdita, può di sicuro far sì che le memorie rimangano.

Ha commentato Prasad.

Alexa: la nuova funzione presenta dei punti oscuri

Nonostante l’esaltazione e l’entusiasmo per una funzionalità che permetterebbe di fare qualcosa che non è mai stato fatto: come riascoltare la voce di nostra nonna ormai defunta, la nuova funzione presenta dei punti oscuri.

Il primo, riguarderebbe la sfera etica: dal momento che l’imitazione della voce è ricopiata con l’ascolto del timbro e dell’intensità di un suono, rappresenterebbe una sorta di deepfake, una tecnica per la sintesi, usata dall’intelligenza artificiale per clonare, imitare, sovrapporre immagini, audio o video già esistenti.

Inoltre, la persona alla quale la voce è stata rubata, potrebbe non aver mai dato l’autorizzazione a subire questa procedura.

Il secondo, invece, interesserebbe la possibilità di accelerare la messa in opera di truffe che potrebbero utilizzare la tecnologia di imitazione vocale per fatti illeciti, come avvenne lo scorso anno, quando un criminale tech impersonò un dirigente della banca degli Emirati Arabi e trasferì 30 milioni di euro sul proprio conto.

La nuova funzionalità di Alexa si scontra con l’elaborazione del lutto

Da diverso tempo, numerose realtà scientifiche stanno sviluppando quello a cui Alexa mira oggi: riprodurre e imitare post-mortem la voce dei singoli individui, automatizzando con l’aiuto della A.I., la quantità dei dati raccolti.

Circa un anno fa, anche Microsoft aveva dichiarato che stava pensando di lavorare alla stesso progetto e creare una sorta di chatbox per clonare la voce del defunto.

Il tentativo di sfruttare la tecnologia per colmare la perdita di una caro, se da un alto ci affascina e ci permette di non dimenticare la voce di nostra madre o nonna, dall’altro, però, ci allontana dal processo di elaborazione del lutto che ci consente con il tempo, una sana attenuazione del dolore legato ad un’assenza.

Il continuo ascolto della voce del proprio caro o peggio ancora l’interazione prolungata tra i noi e chi non c’è più, può accentuare e alimentare l’insorgere dell’autoaffabulazione che caratterizzerebbe in modo innaturale la mancata accettazione del lutto da parte di una persona.

L’imitazione della voce di un morto potrebbe accrescere in noi la terribile sensazione di un vuoto che vivremmo patologicamente a livello indeterminato.

Leggi anche:“Alexa, dimmi cos’hai sentito”, Amazon testimonia contro la violenza domestica

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

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