sabato, 11 Luglio 2020

Acquamarina: una pietra preziosa dalle mille qualità

Trae il suo nome dal mare e ne racchiude la bellezza: è l'acquamarina, pietra apprezzata per il suo colore azzurro chiaro che rimanda all'elemento acquatico.

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Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, 33 anni, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

L’acquamarina è una pietra preziosa azzurra che appartiene, come lo smeraldo, a una delle varietà colorate del minerale berillo. Le gemme di questa famiglia sono composte per lo più da silicati e alluminio, con tracce di altri minerali.

Utilizzata sin dall’antichità sia in cristalloterapia che nella realizzazione di gioielli, l’acquamarina si trova in natura sotto forma di cristalli esagonali, anche di grandi dimensioni. Basti pensare che il cristallo di acquamarina più grande mai ritrovato, all’inizio del Novecento, pesava 110 chili ed era lungo quasi mezzo metro!

I giacimenti più abbondanti si trovano in Brasile, da dove provengono le gemme azzurre più pregiate, ma si possono trovare anche in Pakistan, dove le miniere si collocano a più di 4000 m di altitudine, in Afghanistan, Nigeria, Madagascar, Mozambico, Zambia e in alcune regioni isolate degli Stati Uniti.

Acquamarina significato e leggende

La pietra acquamarina, dal sostantivo latino aqua, ae = acqua e dall’aggettivo marinus, a, um = del mare, prende il nome dall’acqua di mare per via del suo colore, dall’azzurro chiaro al verde acqua, e della sua trasparenza. Plinio stesso ricordava che la varietà più pregiata di acquamarina fosse quella che, una volta immersa nel mare, non potesse essere distinta dall’acqua.

Miti e leggende accompagnano il suo uso attraverso i secoli, indice di quanto questa pietra abbia da sempre affascinato l’uomo.

Per i romani l’acquamarina era una pietra sacra a Nettuno, dio del mare, e veniva lanciata in acqua in caso di tempeste e maremoti per placare la sua ira.

Una leggenda antica narrava che queste pietre fossero custodite negli scrigni delle sirene e che quindi avessero poteri magici. Era infatti consuetudine per i marinai e per i pescatori portare con sé un frammento o un cristallo di acquamarina, che li avrebbe protetti dalla furia dei venti e al sicuro dall’annegamento.

Per i Pakistani le acquemarine sono appannaggio delle fate e per raccoglierle è necessario avere il loro consenso, attraverso riti sciamanici.

I colori dell’acquamarina

Tipicamente azzurro chiaro, a volte tendente al verde acqua, raramente blu, il colore dell’acquamarina è determinato principalmente dalla presenza nel cristallo di tracce di ferro, la cui concentrazione aumenta o diminuisce l’intensità e la profondità del colore azzurro della pietra.

Più la pietra preziosa azzurra è scura, maggiore è il suo valore, motivo per cui anche il trattamento e il taglio della gemma cercano di esaltarne e intensificarne il colore.

Gioielli con acquamarina

L’acquamarina è stata una delle prime gemme a essere utilizzate nella produzione di bigiotteria e gioielli. Egizi, Assiri e Babilonesi la conoscevano, così come i Greci. Alcuni reperti risalenti agli anni tra il 480 e il 300 a.C. sono gioielli dove la gemma è incastonata sia da sola che con altre pietre semipreziose.

Il potere apotropaico attribuito alla pietra ha stimolato produzione di amuleti e pendenti a partire dalla pietra non lavorata, in modo che la vendita fosse a portata di tutti.

Oggi viene utilizzata in qualsiasi tipo di gioielli per il suo colore e per la luce che irradia attraverso le sue sfaccettature trasparenti: anelli, collane, pendenti, orecchini, bracciali, spille, diademi ma anche orologi e gemelli.

Essendo molto dura e avendo una lucentezza simile a quella del vetro, le gemme di acquamarina sono impiegate soprattutto per i castoni su anelli e collane. I tagli più comuni conferiscono alla pietra forme rotonde, a goccia, rettangolari o quadrangolari.

Acquamarina con taglio a goccia

I gioielli con questa pietra decorativa sono preferibilmente sfoggiati durante la stagione estiva, quando la luce ne esalta i riflessi. Il suo pleocroismo, ovvero la capacità di acquistare colori di versi a seconda dell’incidenza da cui si guarda, e la sua qualità bifrangente, che riflette due volte la luce che l’attraversa, rendono l’acquamarina un gioiello ricco di luminosità e brillantezza.

Facilmente disponibile sul mercato e largamente abbinabile con qualsiasi tipo di colore, l’acquamarina è l’alternativa tra i berilli di più largo uso. A differenza del cugino smeraldo, ad esempio, è particolarmente indicata per essere incastonata su anelli, senza necessariamente essere sottoposta a costosi trattamenti migliorativi o stabilizzanti.

Acquemarine celebri

La regina di Inghilterra Elisabetta II ha ricevuto nel 1953 una tiara commemorativa di acquemarine dal popolo brasiliano, che aveva già donato alla moglie del presidente Roosevelt nel 1935 una gemma gigantesca, da 1847 carati.

L’acquamarina più grande mai intagliata è conosciuta con il nome di Dom Pedro: pesa 10395 carati ed è un obelisco di acquamarina realizzato dall’artista specializzato nel design di pietre preziose Bernd Munsteiner, oggi esposto al Smithsonian National Museum of Natural History di Washington.

Leggi anche: Lunghe file per vendersi gli ultimi gioielli di famiglia: ecco i nuovi poveri italiani

Valori e prezzi dell’acquamarina

Per valutare il valore di un’acquamarina bisogna tenere in considerazione diversi aspetti, ma i due principali sono il colore e la sua trasparenza o, ancora meglio, la sua purezza. In seconda battuta si valutano le sfumature della pietra e le sue dimensioni.

Come accennato, più la pietra ha un colore intenso e senza venature grigio-verdognole, maggiore è il valore commerciale attribuitole. Spesso si ottengono acquemarine più scure attraverso un trattamento termico oltre i 400°C che ne esalti il colore. Se una pietra grezza azzurro chiaro si aggira intorno ai 65 euro a carato, una lavorata e sottoposta al trattamento termico può raggiungere i 180 euro a carato.

Alcune imperfezioni caratteristiche della famiglia dei berilli, tuttavia, possono constatare la genuinità dell’acquamarina, senza sminuirne il valore. Così, alcune gemme molto costose possono contenere inclusi che hanno la forma di aghi lunghi e stretti, inclusioni dalla forma tubolare. L’acquamarina stellata, una delle più ricercate e pregiate, presenta tracce di altri minerali che creano l’effetto brillante del cat-eye, o di stella a sei punte, o di asterismo, specialmente quando la pietra è tagliata a cabochon: questi elementi conferiscono alla pietra una lucentezza e dei riflessi che ne fanno aumentare il costo.

Per la cristalloterapia e per la bigiotteria vengono impiegate acquemarine grezze, che hanno un costo estremamente contenuto.

Cristalli di acquamarina

Proprietà cristallo-terapiche

Alla pietra azzurra acquamarina sono da sempre state attribuite le virtù di donare pace alla mente e al corpo. Grazie al suo colore distensivo che richiama l’elemento acquatico per eccellenza, viene utilizzata in cristalloterapia per diversi scopi.

Una doverosa precisazione va fatta prima di elencare i benefici dell’acquamarina: le proprietà cristalloterapiche delle pietre non sono mai state verificate. Tuttavia il legame tra cosmo, salute e pietre è da sempre stato oggetto di studio e credenze da parte dell’uomo. Pertanto, in caso di patologie è bene sempre rivolgersi al medico, e valutare quale sia la migliore terapia da seguire.

Comunemente associata al 5° chakra, ossia quello della gola, possiede il potere di riequilibrare l’emotività, infondendo in chi la indossa fiducia in se stesso e serenità. Può essere portata o in corrispondenza del cuore o della gola, a seconda degli effetti che si desidera ottenere.

Se si soffre di difficoltà di comunicazione, ad esempio, la pietra stimola l’autoespressione creativa, favorendo al tempo stesso la chiarezza mentale. I suoi influssi aiutano a schiarirsi le idee, eliminando la confusione, oltre a dare l’energia necessaria per affrontare situazioni in sospeso o stressanti.

Viceversa, se si è in preda all’ansia o a stati di insofferenza, avvicinandola al petto la pietra aiuta nel rilassamento, nella meditazione e nel recupero della stabilità emotiva. Avere un’acquamarina come amuleto può confortare e infondere speranza nei momenti difficili della vita.

Nell’antichità si pensava che fosse di buon auspicio regalarla agli sposi nel giorno delle nozze, sia perché avrebbe preservato il matrimonio da possibili scontri, sia perché propiziatrice di fecondità e felicità. Nel medioevo era usanza scambiarsela anche tra amici, in segno di rispetto e affetto. Anche i romani credevano che intagliando una rana su un’acqua marina potesse trasformare in amico un nemico.

Una panacea per molte malattie

Sin dai tempi antichi l’acquamarina è stata utilizzata come rimedio per innumerevoli tipologie di mali: era il cristallo dei guaritori per eccellenza. L’acqua dove era stata immersa una di queste pietre veniva impiegata per alleviare e guarire le malattie del cuore, dello stomaco, del fegato, della gola e della bocca, oltre che nei trattamenti contro l’avvelenamento.

Più recentemente si ritiene che contrasti le infezioni e che calmi le irritazioni che affliggono le vie respiratorie, come sinusite, laringite, tonsillite e rinite. Mitiga l’eccessiva reattività del sistema immunitario, soprattutto nel caso di allergie.

Una delle qualità per cui viene maggiormente apprezzata è quella di combattere la temutissima ritenzione idrica.

Acquamarina e spiritualità

La connessione con l’acqua, e quindi con le emozioni, rendono l’acquamarina una delle pietre più indicate per rimettersi in contatto con la propria sfera spirituale e con il trascendentale, ma anche con gli altri, essendo conosciuta come pietra della giustizia.

La dimensione dello specchio, data dai suoi riflessi, come quelli del mare, aiuta a riflettere sulle proprie paure e ansie, circoscrivendone gli effetti negativi, rimodulando la percezione di se stessi e aiutando a distinguere il vero dal falso.

Il colore dell’acqua marina rimanda al concetto di purezza e stimola il ritorno ad essa. 

L’acquamarina e l’astrologia

L’acquamarina è una delle pietre portafortuna dei nati sotto il segno dei pesci a marzo. Insieme all’ametista si pensa che questa gemma aiuti i marzolini a lavorare sulle proprie emozioni.

Poiché il segno zodiacale dei pesci è dominato da Nettuno, l’acquamarina è un valido alleato per placarne, come abbiamo visto, le turbe emotive, in particolare gli eccessi di tristezza e paure.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, 33 anni, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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