giovedì, Giugno 30, 2022

La sfida di Aboubakar: “Mai più invisibili, daremo voce a chi non l’ha mai avuta”

Il nuovo progetto politico portato avanti da Aboubakar Soumahor si chiamerà “Comunità Invisibili in Movimento”, aiuterà le classi più emarginate.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Aboubakar Soumahoro, uno dei più “agguerriti” sindacalisti italiani, è tornato a parlare dei diritti delle classi di lavoratori intrappolate nella crisi del precariato. Condizione ovviamente esasperata dal Covid, ma che affonda le sue radici da ormai troppi anni in Italia.

In un’intervista rilasciata recentemente per Affaritaliani.it, Aboubakar Soumahoro ha parlato di una leadership collettiva, al centro di un progetto che ha come obiettivo quello di dare alle persone la possibilità di uscire dall’invisibilità del precariato e dal dolore che “spesso nessuno vede perché ha a che fare con la solitudine”.

Aboubakar Soumahoro e il progetto Comunità Invisibili in Movimento

Aboubakar Soumahoro  e il progetto Comunità Invisibili in Movimento

Durante un’intervista rilasciata ad Affaritaliani.it, Aboubakar Soumahoro ha voluto rimarcare l’importanza del suo progetto socio-politico, in uno dei passaggi dell’intervista, il noto sindacalista ha tenuto a rimarcare che:

Sono anni che camminiamo nel fango dell’impoverimento costante, sistematico e generale.

Abbiamo bussato inutilmente alle porte del “Palazzo” e, voglio specificarlo, per me “il Palazzo” è un luogo da salvaguardare assolutamente, in quanto è il presidio della nostra amata Costituzione.

Il problema è che dovrebbe anche essere il luogo dell’ascolto delle grida di sofferenza delle nostre famiglie.

C’è un milione di nuovi poveri che si aggiunge a quelli già esistenti, altro che “aver abolito la povertà”! Stiamo vivendo una drammatica precarietà lavorativa ed esistenziale, nel quale vanno di mezzo i nostri giovani.

Poi c’è il problema delle periferie, delle quali ci si ricorda solo sotto elezioni: sapete che i giovani sono privi di luoghi di socializzazione e scappano appena possono?

E poi ci sono le donne: si parla tanto dei loro diritti, ma vi rendete conto che conciliare lavoro e tempi di vita è diventato impossibile?!

Tra l’altro secondo l’ultimo rapporto Istat, il quadro dato è che oggi ci sono oltre 1.800.000 persone occupate che temono di perdere il lavoro e di non trovarne più un altro.

Perché il nuovo progetto sociale di Aboubakar Soumahoro

L’importantissimo oltre che ambizioso progetto si definisce come una Comunità Politica di esseri umani con la voglia di emergere “dalle tenebre dell’invisibilità per camminare verso la luce dell’uguaglianza, della giustizia sociale ed ambientale, della libertà e della felicità”.

Il desiderio di rivoluzione è tanto, spirituale e morale. Anche la voglia di idealizzare e magari un giorno concretizzare un nuovo modello di società, basato sulla solidarietà e sulla generosità, dove l’economia è al servizio dell’individuo in quanto membro attivo della vita del paese. Un modello di società dove anche la politica sia in grado di dare speranza.

Obiettivo quello anche di promuovere migliorie socio-culturali, con la finalità di migliorare le condizioni di tutti i cittadini che abitano il suolo italiano indipendentemente dalla loro estrazione sociale, “dalla loro provenienza geografica, dal loro colore della pelle, dal loro genere, dalla loro età, della propria condizione fisica, dal loro orientamento sessuale o dalla loro appartenenza religiosa”.

ridare voce a chi l’ha persa o non l’ha mai avuta.

Una nobile causa con la voglia di favorire, non solo l’aggregazione sociale (anche fisica quando si potrà), ma anche con la brama di sconfiggere l’individualismo che porta spesso le persone a isolarsi, perché troppo impegnate a sopravvivere, finendo col diventare ostaggi delle proprie problematiche.

Da Whirlpool ad Amazon, le proteste degli “invisibili”

Il primo evento dove Aboubakar Soumahoro e Invisibili in Movimento hanno contribuito nella lotta all’invisibilità del precariato e all’affermazione diritti dei lavoratori è stato lo scorso 31 Gennaio , dalla Whirlpool di Via Argine a Napoli. Un luogo simbolo della crisi operaia ormai da più di due anni.

Quel giorno di due mesi fa si sono incrociate le esperienze di tanti invisibili. Braccianti, riders, attori, partite iva, insegnanti precari. Le storie che il progetto di Aboubakar Soumahoro vuole portare alla luce. A margine di quell’evento il sindacalista ha infatti dichiarato:

Non siamo espressione di spontaneismo, vogliamo sollevare dal fango dello sfruttamento gli invisibili e portarli alla luce della speranza, della giustizia, della libertà e della felicità.

Vogliamo dare un volto a ognuno di loro, favorire la solidarietà tra soggetti diversi accomunati dagli stessi bisogni.

Aboubakar: “Solidarietà ai lavoratori di Amazon”

Amazon ieri si è fermato 24 ore per lo sciopero degli addetti degli hub e di quelli alle consegne, e dei circa 40mila driver in tutta Italia.

Si è trattato infatti del primo sciopero, in Italia, di tutta la filiera e dei dipendenti che hanno incrociato le braccia, dalle 7, davanti ai cancelli degli stabilimenti del colosso del commercio elettronico, chiedono la solidarietà dei consumatori invitandoli a evitare acquisti per l’intera giornata.

Siamo con le lavoratrici e i lavoratori di Amazon per la dignità del lavoro.Sosteniamo le lavoratrici e i lavoratori di Amazon, comprese le aziende di fornitura di servizi di logistica e di movimentazione, oggi in sciopero. Sono lavoratrici e lavoratori che vivono sempre più sulla propria pelle il paradigma della creazione di “valore” che impone competitività, massimizzazione dei profitti e ritmi di lavoro frenetici.Dietro il "costo zero" sulle consegne promesso dalle aziende di e-commerce al momento dell'acquisto, si cela un costo reale elevatissimo, che non possiamo far finta di non vedere: è la disgregazione del tessuto sociale, è la negazione dei diritti, è la svalutazione del lavoro.Lo sciopero è uno strumento per far sentire la propria voce, protestando contro la precarietà e l’impoverimento. #Invisibili in movimento sostiene lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori Amazon.
Siamo con le lavoratrici e i lavoratori di Amazon per la dignità del lavoro.
Sosteniamo le lavoratrici e i lavoratori di Amazon, comprese le aziende di fornitura di servizi di logistica e di movimentazione, oggi in sciopero. Sono lavoratrici e lavoratori che vivono sempre più sulla propria pelle il paradigma della creazione di “valore” che impone competitività, massimizzazione dei profitti e ritmi di lavoro frenetici.
Dietro il “costo zero” sulle consegne promesso dalle aziende di e-commerce al momento dell’acquisto, si cela un costo reale elevatissimo, che non possiamo far finta di non vedere: è la disgregazione del tessuto sociale, è la negazione dei diritti, è la svalutazione del lavoro.
Lo sciopero è uno strumento per far sentire la propria voce, protestando contro la precarietà e l’impoverimento.
#Invisibili in movimento sostiene lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori Amazon.

Lo sciopero è stato indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, e Uiltrasporti riguarda tutto il personale dipendente di Amazon Logistica Italia cui è applicato il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, Amazon Transport Italia e di tutte le società di fornitura di servizi di logistica, movimentazione e distribuzione delle merci che operano per Amazon Logistica ed Amazon Transport.

Il coraggio e i traguardi di Aboubakar Soumahoro

Il coraggio e la forza di Aboubakar Soumahoro

Aboubakar Somahoro è arrivato in Italia a soli 19 anni dalla Nigeria. Nel 2010 si laurea in Sociologia all’Università Federico II di Napoli con voto 110/110 con una tesi su “Analisi sociale del mercato del lavoro. La condizione dei lavoratori migranti nel mercato del lavoro italiano: persistenze e cambiamenti”.

Negli anni le sue battaglie in difesa dei diritti sono state tantissime. Ma, soprattutto, sono evidenti i risultati raggiunti dalla sua risolutezza. Come ad esempio quando nel 2018 si è battuto per la richiesta al primo governo Conte, e ottenuta del Tavolo operativo di contrasto al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura in seguito all’uccisione di Soumaila Sacko (bracciante e sindacalista USB, ammazzato in Calabria il 2 giugno 2018).

Il 16 giugno scorso si è incatenato nei pressi di Villa Doria Pamphili, località degli Stati Generali dell’Economia presieduti da Giuseppe Conte, dichiarando uno sciopero della fame e della sete con lo scopo di essere ascoltato dal Governo. Dopo diverse ore è riuscito ad essere ascoltato dal Presidente Conte, facendo così richiesta al Governo di una “patente del cibo”.

Il 5 luglio 2020 ha organizzato in piazza San Giovanni, a Roma, gli Stati Popolari degli Invisibili con l’obiettivo di dare loro voce e unire le diverse istanze e vertenze.

Dopo 20 anni di militanza, si è dimesso dall’USB il 27 luglio 2020.

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Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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