Il cervello seleziona i suoi neuroni alla nascita: cosa comporta allo sviluppo dei bambini?

Un recente studio ha evidenziato che il cervello elimina i neuroni danneggiati già in una fase prenatale. Un punto di svolta nell'esplorazione di condizioni che spesso emergono nell’infanzia, come l'autismo

Giorgia Fazio
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Come si sviluppa il cervello umano? La risposta risiederebbe già nei primi momenti di vita, come dimostrato dallo studio condotto dal Boston Children’s Hospital e da Harvard, in relazione al controllo di qualità genetico cerebrale. Come fa sapere “Mondosanità”, il cervello non si limita solo a produrre cellule e collegamenti, ma una parte di questi viene eliminata quando nasciamo.

Nello specifico, i ricercatori hanno analizzato 2.357 singoli neuroni provenienti da cervelli umani post mortem, dalla vita fetale all’età avanzata, notando che nei campioni di corteccia cerebrale precedenti alla nascita il 25,9% dei neuroni aveva ampie variazioni del numero di copie de tratti di DNA, mentre la percentuale si riduceva a 6-7 dopo la nascita. Lo studio è ancora da approfondire, soprattutto per superare limiti ed evitare fallacie, ma indica già un punto importante nell’esplorazione di condizioni che spesso emergono nell’infanzia, come l’autismo.

Quando inizia il controllo qualità del cervello?

Cervello

Quello della nascita rappresenta, per il cervello umano, il momento in cui si compie un controllo qualità genetico, ossia dopo il parto i neuroni con estese alterazioni cromosomiche diventano meno frequenti. Questo è ciò a cui sono arrivati i ricercatori del Boston Children’s Hospital e di Harvard, il cui studio è stato pubblicato il 28 ottobre 2026 su “Nature”.

L’importanza della ricerca risiede, come sottolinea “Mondosanità”, nel passaggio decisivo dello sviluppo. Il cervello, infatti, per costruire le proprie reti non si limita a produrre collegamenti e cellule, ma alcune di esse vengono eliminate. Gli studiosi, per comprendere meglio tale fenomeno, hanno analizzato 2.357 singoli neuroni provenienti da cervelli umani post mortem, dall’età fetale a quella avanzata.

Nei campioni di corteccia cerebrale precedenti alla nascita, il 25,9% dei neuroni è apparso con ampie variazioni del numero di copie di tratti di DNA, spesso su più cromosomi, cioè le strutture nelle quali il materiale genetico è organizzato. Dopo la nascita, invece, i neuroni con queste alterazioni erano del 6-7%, una riduzione di circa quattro volte e mezzo. Ciò vuol dire che le alterazioni non scompaiono, ma si attutiscono quelle più estese, sulla base di un andamento che suggerisce una forte selezione nella fase perinatale, il periodo intorno al parto.

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Cosa comporta allo sviluppo dei bambini?

Per capire da dove deriva questa selezione, i ricercatori hanno analizzato ulteriori 44.861 nuclei cellulari, soffermandosi sulle anomalie cromosomiche in relazione all’attività dei geni. È emerso, come fa sapere “Mondosanità”, che tra i neuroni più carichi di alterazioni, una parte presentava una minore attività dei geni legati alle sinapsi e segnali più intensi dei programmi di morte cellulare.

Qui si comprende il possibile collegamento, ovvero che una cellula geneticamente compromessa potrebbe avere maggiori difficoltà a inserirsi nei circuiti nervosi ed essere eliminata attraverso i naturali processi di morte programmata. Allo stesso modo, nei tessuti fetali erano più evidenti i micronuclei, minuscole strutture contenenti materiale cromosomico, mentre nei neuroni rimasti risultavano meno alterazioni inerenti ai geni importanti per lo sviluppo cerebrale e per il funzionamento delle sinapsi.

Il tutto è compatibile con un filtro biologico che riduce la presenza delle cellule compromesse. Quindi, non è una scelta consapevole che fa il cervello, bensì il risultato di processi che favoriscono la sopravvivenza di alcuni neuroni rispetto ad altri. Lo studio deve essere ancora approfondito e migliorato, superando eventuali limiti. A ogni modo, potrebbe rappresentare un grande punto di svolta nell’esplorazione di condizioni che spesso emergono nell’infanzia, come per esempio il disturbo dello spettro autistico, l’epilessia e altri disturbi del neurosviluppo.

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