Tumore spinale in gravidanza, intervento record al Gemelli salva mamma e bambina

Intervento record al Gemelli di Roma, dove un team multidisciplinare ha asportato un tumore spinale in una donna al settimo mese di gravidanza. La paziente, con difficoltà di deambulazione per la massa, e la bambina stanno bene.

Giorgia Fazio
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Una donna di sette mesi, con un tumore spinale che le impediva di camminare, è stata operata al Gemelli di Roma, grazie a un team multidisciplinare. L’intervento record ha salvato la vita sia alla mamma che alla bambina che portava in grembo, nata al termine della scadenza senza alcun problema.

Come fa sapere il sito ufficiale del Policlinico, i medici hanno rimosso la neoformazione e permesso alla quarantenne di portare a termine la gravidanza in sicurezza. A seguire il team è stato il professor Ghi, che ha commentato: “La scelta di procedere ad un intervento chirurgico maggiore sulla madre con feto in utero e di differire il parto non è così comune“.

Tumore spinale in gravidanza rimosso al Gemelli

Tumore in gravidanza

Il Policlinico Gemelli di Roma è stato il protagonista di una storia conclusasi con un lieto fine. Una donna di 40 anni, affetta da un tumore spinale che le impediva di camminare e incinta di sette mesi, si è sottoposta a un intervento neurochirurgico delicatissimo, di rimozione della massa. L’operazione, inoltre, ha permesso alla paziente di proseguire la gravidanza senza ripercussioni sulla propria bimba.

Il tumore, come fa sapere il sito “policlinicogemelli.it”, stava comprimendo il midollo osseo della donna, alla 37esima settimana di gestazione, la quale presentava difficoltà a deambulare, frequenti cadute a terra e formicolii agli arti inferiori. La 40enne, dunque, è stata ricoverata presso l’Unità Operativa Complessa di Patologia Ostetrica, diretta dal professor Tullio Ghi, dove si è sottoposta a una risonanza magnetica del rachide dorsale, che ha evidenziato la presenza di una neoformazione epidurale responsabile di una severa compressione del midollo spinale.

L’intervento ha richiesto la collaborazione del professor Ghi, del professor Marco Rossi, Direttore della UOC Chirurgie Specialistiche e Terapia del Dolore 1 e del dottor Filippo Maria Polli, Responsabile della UOS di Neurochirurgia Spinale, afferente alla UOC di Neurochirurgia diretta dal professor Francesco Doglietto. Gli aspetti che i medici hanno preso in considerazione sono stati relativi alla possibilità di uno sviluppo dei danni neurologici nella paziente e un eventuale espletamento del parto prima dell’intervento chirurgico.

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Come si è svolto l’intervento

I medici hanno optato per la rimozione chirurgica della massa tumorale, mettendo in pratica misure straordinarie di monitoraggio fetale e di supporto materno per tutta la durata dell’operazione. A guidare il team di chirurghi è stato il dottor Polli, in collaborazione con il gruppo anestesiologico del professor Rossi, ha consentito la rapida e completa asportazione della neoformazione.

Il professor Ghi, come riporta “policlinicogemelli.it”, ha sottolineato: “Il monitoraggio multiparametrico delle funzioni vitali e della adeguata perfusione emodinamica distrettuale ha consentito di svolgere un’anestesia in assoluta sicurezza per la paziente e impostare una adeguata analgesia multimodale“.

In seguito all’intervento, la 40enne ha mostrato una rapida regressione dei deficit neurologici ed è stata dimessa in breve tempo. Dall’esame istologico è emersa la natura benigna della neoformazione, un angiolipoma, che ha consentito alla donna di proseguire la gravidanza in tranquillità e far nascere la bambina al termine. I medici hanno commentato:

Grazie al lavoro sinergico dei team multidisciplinari che coinvolgono le eccellenze del nostro Policlinico, abbiamo potuto assicurare le migliori cure alla paziente e al suo bambino, permettendo alla donna di tornare presto a camminare e di proseguire la gravidanza in sicurezza.

Il professor Ghi, invece, ha aggiunto: “La scelta di procedere ad un intervento chirurgico maggiore sulla madre con feto in utero e di differire il parto non è così comune ed è stata possibile in quanto l’intervento ha comportato un sanguinamento limitato e la gestione anestesiologica ha minimizzato le ripercussioni emodinamiche dell’anestesia, garantendo per tutta la procedura condizioni di benessere ottimale della bimba“.

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