Una cisti ovarica di 33 centimetri e del peso di circa 7 kg rimossa senza compromettere la fertilità della paziente e lasciando soltanto una piccola cicatrice. È questo il risultato dell’intervento eseguito all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma su una ragazza di 16 anni, protagonista di un caso che, per complessità e tecnica adottata, ha pochi precedenti in ambito medico.
Come riporta “Repubblica”, a eseguire l’operazione è stata un’équipe multidisciplinare guidata dai chirurghi Massimiliano Silveri e Lorna Spagnol, che ha scelto un approccio mininvasivo con un duplice obiettivo: asportare completamente la cisti preservando l’ovaio e la fertilità della paziente, riducendo al minimo anche l’impatto estetico dell’intervento.
La diagnosi e l’intervento

La paziente è stata presa in carico dall’Unità di Chirurgia Andrologica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, diretta da Massimiliano Silveri, con il coinvolgimento della chirurga pediatrica Lorna Spagnol. Spiegano i due specialisti a “Repubblica”:
La paziente è arrivata da noi attraverso il riferimento di una struttura ginecologica per adulti, dove si era recata per problemi nell’irregolarità del ciclo.
Dopo che i medici hanno identificato la presenza di questa enorme massa nell’addome, abbiamo preso in carico il caso e programmato l’intervento accogliendo anche i timori della ragazza, spaventata per la possibile presenza di una cicatrice piuttosto invasiva.
Invece di procedere con una laparotomia mediana, che prevede una grossa incisione lungo tutto l’addome, abbiamo pianificato e costruito un nuovo tipo di intervento chirurgico, che tenesse conto sia delle dimensioni della cisti che delle aspettative della ragazza.
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L’operazione e l’esito positivo
L’operazione è stata realizzata nella sede di Palidoro del Bambino Gesù, e il procedimento operativo, organizzato dalla squadra di specialisti dell’ospedale pediatrico, ha previsto tre passaggi fondamentali basati essenzialmente su un modus operandi di tipo mininvasivo. Stando alla spiegazione congiunta dei dottori Massimiliano Silveri e Lorna Spagnol, è stata realizzata una piccola incisione per poter lavorare sulla cisti senza intaccare gli altri organi adiacenti, poi, una volta confermata la diagnosi, l’équipe ha provveduto all’asportazione definitiva:
Abbiamo fatto una piccola incisione di pochi centimetri sopra il pube, così da avere un accesso tramite cui svuotare la cisti, impossibile in laparoscopia, lentamente, per evitare sbalzi di pressione e circolazione sanguigna.
Dopo lo svuotamento siamo intervenuti con la laparoscopia, e abbiamo potuto confermare la diagnosi, una cisti ovarica.
Per ultimo, lavorando in modalità extracorporea, abbiamo asportato quanto rimaneva della massa selettivamente, in modo da risparmiare l’ovaio.
A intervento riuscito e ultimato, gli esami istologici hanno evidenziato un cistoadenoma sieroso, un tumore benigno dell’ovaio, e grazie all’intervento tempestivo dell’équipe del Bambino Gesù, ora la ragazza sta bene e può tornare serenamente a svolgere le attività quotidiane.
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