Intervenire sulla propria memoria e proteggerla in età avanzata è possibile. A confermarlo, come riporta Ok Salute e Benessere, è una ricerca condotta dai ricercatori della NYU Grossman School of Medicine e pubblicata sulla rivista scientifica Neurology Open Access. Lo studio ha evidenziato tre fattori di rischio vascolare controllabili nella mezza età.
Si tratta di fumo di sigaretta, ipertensione arteriosa e diabete di tipo 2. Dal lavoro svolto dagli specialisti è emerso che gestire tempestivamente queste tre condizioni intorno ai 56 anni può ritardare la comparsa della demenza di almeno tredici anni. In questo modo si può vivere un decennio in più con perfetta lucidità mentale.
proteggere la memoria fino a 80 anni, lo studio

Neurodegenerazione e decadimento cognitivo sono condizioni che possono essere controllate, almeno in parte. Ad affermarlo è un studio condotto dai ricercatori della NYU Grossman School of Medicine e pubblicato sulla rivista scientifica Neurology Open Access, organo ufficiale dell’American Academy of Neurology.
Come riporta OK Salute e Benessere, la ricerca ha coinvolto oltre 12.400 adulti inseriti nel rinomato studio di coorte Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC), che ha seguito quasi 15.800 persone negli Stati Uniti per un periodo mediano di ben 26 anni. I dati dei soggetti interessati sono stati analizzati dagli specialisti, i quali hanno quantificato l’impatto di tre specifici fattori di rischio vascolare controllabili nella mezza età, ovvero il fumo di sigaretta, l’ipertensione arteriosa e il diabete di tipo 2:
- in assenza dei fattori di rischio, i partecipanti hanno vissuto in media 30,1 anni liberi da demenza dopo la mezza età
- con tutti e tre i fattori di rischio, gli anni vissuti in salute cognitiva si sono ridotti a 17,5 anni
- entro gli 85 anni di età, solo il 7% dei soggetti con tutti e tre i fattori negativi è rimasto libero da demenza, mentre il 35% non presentava alcuna di queste tre condizioni.
In aggiunta, nei partecipanti che presentavano contemporaneamente ipertensione, diabete e vizio del fumo, è stata rilevata intorno ai 56 anni una probabilità più che doppia di sviluppare demenza e oltre cinque volte superiore di andare incontro a una morte prematura per altre cause vascolari.
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Come proteggere la memoria
I ricercatori della NYU Grossman School of Medicine hanno, quindi, dimostrato come il legame tra apparato cardiovascolare e tessuto cerebrale sia profondo e inscindibile. La presenza prolungata di pressione alta, elevati livelli di glucosio nel sangue e sostanze tossiche derivate dal fumo può danneggiare la microcircolazione e i vasi sanguigni di tutto il corpo.
Quando il flusso ematico al cervello si riduce, diminuisce anche l’apporto di ossigeno e nutrienti fondamentali, rendendo il tessuto cerebrale più incline alla neurodegenerazione, all’accumulo di placche e all’insorgenza dell’Alzheimer o della demenza vascolare.
Nello specifico, riporta OK Salute e Benessere, circa il 45% dei casi di demenza nel mondo sia riconducibile a fattori di rischio modificabili, che si basano sullo stile di vita di ogni individuo. Per contrastare ipertensione e diabete di tipo 2, le linee guida riconosciute a livello internazionale suggeriscono di:
- seguire un’alimentazione a base vegetale, come la dieta DASH, Dietary Approaches to Stop Hypertension, o la Dieta Mediterranea, ricche di fibre, grassi buoni e povere di grassi saturi
- svolgere attività fisica regolarmente, così da stabilizzare la glicemia, abbassare la pressione e migliorare la plasticità neuronale
- tenere sotto controllo la pressione e il sonno, gestendo lo stress cronico e garantendo un riposo notturno di qualità che favoriscano i processi di pulizia metabolica del cervello.
Per quanto riguarda il fumo di sigarette, gli esperti consigliano di provare ad allontanarsi dalla nicotina variando la propria routine quotidiana per almeno sei mesi, aumentando notevolmente le probabilità di successo a lungo termine e proteggendo il cervello dagli insulti ossidativi. In conclusione, la ricerca evidenzia come la chiave per proteggere la mente risieda nell’agire sui vasi sanguigni partendo già dai 50 anni.
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