Demenza, 5 buone pratiche che possono prevenirla: cos’è la brain longevity?

Prevenire la demenza è possibile mettendo in pratica alcuni accorgimenti. Ecco 5 metodi per favorire la brain longevity, dall'attività fisica al benessere interiore.

Giorgia Fazio
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Secondo i professionisti, il 45% dei casi di demenza può essere prevenuto agendo su alcuni fattori di rischio. Si tratta di un dato importante in quanto, come riporta Vanity Fair, l’Italia è uno dei Paesi più anziani al mondo, con oltre 4,5 milioni di individui over 80, età che comporta diversi rischi.

Esistono, dunque, dei rimedi che preservano la brain longevity, ossia la longevità cerebrale, metodo sviluppato dall’Alzheimer’s Research and Prevention Foundation di Tucson, in Arizona. Alla base della scoperta c’è un mix di cura dell’alimentazione, gestione dello stress, esercizio fisico e mentale, benessere spirituale.

demenza, cos’è la brain longevity

L’Italia è uno dei Paesi più anziani del mondo, con circa 14,8 milioni di persone over 65 e oltre 4,5 milioni che hanno superato gli 80 anni. Con l’avanzare dell’età aumenta anche il rischio di sviluppare problematiche come la demenza, considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una priorità della salute pubblica.

Come fa sapere Vanity Fair, però, il 45% dei casi di demenza può essere prevenuto agendo su alcuni fattori di rischio, preservando la brain longevity. La longevità cerebrale è un metodo sviluppato dall’Alzheimer’s Research and Prevention Foundation di Tucson, in Arizona, che da decenni studia e sperimenta modi che mantengano giovane e attivo il cervello.

In particolare, si è giunti alla conclusione che l’attività cerebrale può essere preservata a lungo unendo cura dell’alimentazione, gestione dello stress, esercizio fisico e mentale e benessere spirituale. Il Professor Andrea Ungar, Past President della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria e Docente ordinario di Geriatria all’Università di Firenze, sostiene a tal proposito:

Per la longevità, in generale, sono diversi gli aspetti da considerare.

In primo luogo, il concetto stesso di longevità è molto cambiato, perché oggi i nostri longevi sono persone che vogliono continuare a dedicarsi a ciò che amano, ai loro hobby, a conoscere.

Una longevità felice e appagante ruota intorno al benessere del corpo, ma anche della mente e dello spirito, al di là della sola condizione fisica.

In questo contesto, coltivare lo stimolo a mantenersi attivi, seguire le proprie passioni e non perdere il senso di scopo è fondamentale per contrastare il declino emotivo e cognitivo, che è poi all’origine di molte delle forme di demenza.

Leggi anche: Rischio demenza senile, un esame del sangue può escluderlo fino a 10 anni prima

5 modi per mantenere giovane il cervello

Demenza accorgimenti

Come già detto, è possibile prevenire la demenza e mantenere il cervello giovane a lungo attuando una serie di accorgimenti. Francesca Buffa, Brain Longevity Specialist e responsabile delle attività di Brain Longevity interne di Guild Living, prima destinazione di longevità in Italia, ha dichiarato quanto ripreso da Vanity Fair:

Il cervello, grazie alla neuroplasticità, è un organo in continua evoluzione, e, dato che alcune funzionalità iniziano a rallentare e diminuire già dai 30 anni, la brain longevity resta una buona abitudine da introdurre a qualsiasi età.

Dopo i 60, però, alcuni accorgimenti ad hoc permettono di dedicarsi a questa pratica in modo più specifico e accessibile a tutti.

Di seguito ecco 5 consigli degli specialisti per poter contrastare l’avvento della demenza.

1. Scegliere un’alimentazione varia

Tra i principali aspetti da prendere in considerazione c’è l’alimentazione. Mangiare in modo sano e vario permette, soprattutto, di scoprire sapori nuovi. Dunque, non solo si assicura il giusto apporto nutrizionale, ma si mantiene un atteggiamento aperto e flessibile anche quando si è maturi.

2. Respirare bene

Per gestire al meglio lo stress è bene respirare in modo corretto. Secondo Buffa:

Spesso, a una certa età, si ha uno schema consolidato anche per quanto riguarda il respiro: un fattore cruciale, perché si tratta di un aspetto che influisce sull’energia.

Il punto di partenza, in questo caso, è la postura.

Allineando la postura, come se un filo immaginario tendesse il corpo a partire dalla sommità del capo, il respiro cambia, espandendosi anche al ventre, al costato e alla zona clavicolare.

A questo punto, si è pronti per un focus dedicato: basta ritagliarsi pochi minuti, ma liberi da connessioni o distrazioni, inspirando ed espirando profondamente, a ritmo lento.

3. Camminare, soprattutto a piedi nudi

Muoversi è una delle basi della giovinezza. Non serve per forza essere degli atleti, ma basta non condurre uno stile di vita sedentario. Va bene camminare, concentrandosi su passi lenti e connettendosi con l’ambiente circostante, soprattutto naturale. Un ottimo consiglio è quello di fare passeggiate all’aperto a piedi nudi, così da consolidare il legame con il terreno. Ciò che importa è concentrarsi su ogni singolo movimento.

4. Curare il benessere spirituale

Il quarto consiglio degli esperti riguarda la cura del proprio benessere interiore. Lo si può fare svolgendo un’attività di svago, oppure esplorare i mantra e le vocalizzazioni. Queste ultime attivano la vibrazione e la corrente sonora, stimolando le aree del palato collegate all’ipotalamo, la parte più antica del cervello.

5. Guardare oltre la propria prospettiva

Infine, è utile a mantenere giovane il cervello e a prevenire la demenza lasciarsi alle spalle la rigidità e i giudizi. Francesca Buffa sostiene:

Non c’è un momento migliore di un altro per porsi davanti a una piccola sfida, come provare qualcosa che difficilmente si farebbe durante la propria giornata.

Non deve essere qualcosa di eclatante, in questo caso è l’atteggiamento a fare la differenza, la priorità è decidere davvero di mettersi a disposizione dell’esperienza, lasciando spazio a nuove prospettive.

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