30 anni fa ci lasciava Massimo Troisi: quanto ci manca il Pulcinella senza maschera?

Massimo Troisi, il Pulcinella senza maschera, ci lasciava esattamente 30 anni fa: lo omaggiamo oggi, ricordando uno dei suoi più grandi successi, Ricomincio da tre e con il documentario di Martone, Laggiù qualcuno mi ama.

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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30 anni fa, all’età di soli 41 anni, ci lasciava Massimo Troisi, uno dei maggiori interpreti del teatro e del cinema italiano. Il suo cuore ha smesso di battere la notte del 4 giugno 1994 a casa di sua sorella Annamaria all’Infernetto, pochissimo tempo dopo aver girato il suo ultimo film, Il postino.

Massimo Troisi è universalmente noto e apprezzato per il suo stile di recitazione, quasi interamente improvvisato, sentito, molto vicino alla quotidianità, tanto che sembrava sempre discostarsi dal copione.

Dall’esordio in TV con La Smorfia trio comico formato assieme a Lello Arena ed Enzo Decaro fino alla regia e la sceneggiatura dei suoi stessi film, Massimo Troisi non smette di farci ridere ed emozionare ancora oggi con la sua saggezza e la sua ironia tagliente.

Perché Massimo Troisi è conosciuto come Pulcinella senza maschera?

Massimo Troisi era originario di San Giorgio a Cremano, un paese in provincia di Napoli. Nato nel 1953, si è avvicinato al teatro e al mondo della poesia fin dalla sua adolescenza. Amico di vecchia data di Lello Arena, proprio con quest’ultimo nel 1970 assieme a Peppe Borrelli e Costantino Punzo ha portato in scena ’E spirete dint’ ‘a casa ‘e Pulcinella.

Nella farsa di Antonio Petito, uno degli ultimi Pulcinella napoletani molto apprezzato dai giovani attori, Massimo Troisi ha innestato un elemento assolutamente rivoluzionario: era necessario mantenerne la forza e lo spirito del personaggio, ma senza l’uso della maschera.

Massimo Troisi, quindi, si è fatto paladino dell’improvvisazione, esibendosi con il materiale scritto da suo pugno, mantenendo elementi della comicità tipica napoletana. Ecco cosa aveva rivelato in passato, come riporta “ANSA”:

Già scrivevo poesie, ma solo per me, poi ho cominciato a buttare giù canovacci e tra parentesi mettevo ‘lazzi’, quando si poteva lasciare andare la fantasia.

A me divertiva proprio uscire coi ‘lazzi’, improvvisare, per poi tornare al copione.

Era il momento del teatro alternativo d’avanguardia e tutti volevano usare Pulcinella, c’era Pulcinella-operaio, e cose del genere.

A me questa figura pareva proprio stanca.

Pensavo che bisognasse essere napoletano, ma senza maschera, mantenere la forza di Pulcinella, l’imbarazzo, la timidezza, il non sapere mai da che porta entrare e le sue frasi candide.

Il successo al botteghino di Ricomincio da tre nella stagione 1980-1981

Massimo Troisi ha debuttato al cinema come regista con l’iconico Ricomincio da tre. Arrivato sul grande schermo nel 1981, la pellicola ha incassato 14 miliardi di lire, diventando uno dei film campione di incassi di quell’anno.

Ricomincio da tre ha ottenuto il David di Donatello per il miglior film e Massimo Troisi ha vinto il premio come migliore attore protagonista, un Nastro d’Argento per il miglior regista e miglior attore esordiente, nonché per il miglior soggetto. Tra i riconoscimenti anche la Grolla d’Oro nel 1981 ancora per il miglior attore esordiente a Troisi e miglior attrice esordiente a Fiorenza Marchegiani.

Non si può non ricordare l’iconica battuta che dà il nome al film: “Basta, ricomincio da tre. […] Nossignore, ricomincio da… cioè… Tre cose me so’ riuscite dint’a vita, pecché aggi’a perdere pure chelle? Aggi’a ricomincià da zero? Da tre!”.

Laggiù qualcuno mi ama, nel ricordo di Massimo Troisi

Mario Martone, nel 2023, ha voluto fare un omaggio personale a Massimo Troisi, realizzando il documentario prodotto da Indiana Production, Laggiù qualcuno mi ama, per cui ha vinto anche il David di Donatello. Co-scritto con Anna Pavignano ― sceneggiatrice e storica compagna di Troisi ― Martone ricorda il grande attore attraverso clip inedite e il racconto dei suoi amici e colleghi, tra cui Francesco Piccolo, Paolo Sorrentino e Ficarra e Picone.

Dalla sua infanzia all’esordio e al successo sul grande schermo, come ha definito questo viaggio nel genio di Troisi lo stesso Mario Martone al Festival internazionale del cinema di Berlino lo scorso anno come riporta “Sky TG24”:

Avevo capito che l’unico modo per raccontare Massimo fosse quello di avere un confronto personale, un dialogo “tra di noi”.

Poi l’ho raccontato attraverso spezzoni dei suoi film che ho montato nel documentario.

In questo modo è come se il cinema di Troisi tornasse in sala invitando gli spettatori a guardare non soltanto il grande comico o attore, ma anche il grande regista e la coerenza del suo fare cinema […]

Massimo è stato un dono che il Dio del cinema e dell’arte ha fatto a tutti noi.

In lui si univano grazia e potenza, in una dimensione umana bellissima e dolce che non saprei come descrivere se non appunto come un dono.

Leggi anche: Chi è Stefano Veneruso, nipote di Massimo Troisi e regista di “Da domani mi alzo tardi”

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