domenica, Agosto 7, 2022

Vaiolo delle scimmie, pronte 5200 dosi di vaccino: a chi spettano

Il vaiolo delle scimmie si sta diffondendo nel mondo e in Italia sarebbero attualmente 505 i contagiati. Vediamo a chi spetteranno i vaccini che stanno per arrivare.

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

Il vaiolo delle scimmie ha contagiato finora 22mila persone nel mondo e 505 in Italia, dove il Ministero della Salute sta mettendo a punto una circolare per definire le persone a rischio di immunizzazione. Inoltre è prevista anche una quarantena per i contatti stretti.

Il vaiolo delle scimmie non è una malattia grave per le persone sane, causa febbre, vescicole sulla pelle e spossatezza per 2-3 settimane oltre ad essere poco contagiosa. Di conseguenza non è prevista una vaccinazione di massa ma è consigliata solo per le persone a rischio. La vaccinazione per il vaiolo delle scimmie potrebbe partire già dalla prossima settimana. Le dosi, proprio come per il Covid, sono state acquistate dall’Unione Europea. Al nostro Paese spettano 16mila dosi, di cui 5.200 sono già arrivate mentre le altre sono attese per fine agosto, oltre ad un’ulteriore tranche prevista per fine anno.

Dei 505 contagiati in Italia, 501 sono uomini e 4 donne, di cui 232 in Lombardia, 104 nel Lazio, 57 in Emilia Romagna, 33 in Veneto, 18 in Piemonte e 17 in Toscana. Valle D’Aosta, Umbria, Molise, Calabria e Basilicata non hanno casi al momento.

Vaccino per vaiolo delle scimmie: di quale si tratta

Il vaccino utilizzato è il medesimo utilizzato per il vaiolo umano, esistente dal 1980, ed efficace anche per il vaiolo delle scimmie. In realtà quello che si utilizza oggi non è lo stesso di quaranta anni fa ma un vaccino di terza generazione a base di virus vivo incapace di replicarsi e quindi non pericoloso come quelli utilizzati in passato, che causavano anche effetti collaterali.

Essendo il vaiolo già debellato nessuno si aspettava una possibile epidemia quindi anche per questo i vaccini scarseggiano. L’unico produttore è la danese Bavarian Nordic, che da sola non è in grado di soddisfare tutte le richieste.

Il vaccino si chiama Imvanex in Europa e Jynneos negli Stati Uniti, ma pur trattandosi dello stesso è chiamato con due nomi differenti essendo fabbricato in due paesi diversi. Le fiale vanno conservate a meno 15 gradi e il vaccino è somministrato con un’iniezione sul braccio in due dosi ad almeno 28 giorni di distanza.

Vaiolo delle scimmie: a chi spetta il vaccino

vaiolo delle scimmie_

Il Ministero della Salute italiano nella prima circolare emanata martedì ha imposto l’isolamento a chi è contagiato e ricordato che il preservativo non è sufficiente per prevenire il contagio. Ma per il momento non è stata definita ancora a chi spetterà la priorità, anche se al momento il 98% dei contagiati sono uomini.

La Gran Bretagna ha deciso che offrirà i vaccini a gay, bisessuali e uomini che hanno rapporti con altri uomini e sarà il medico a indicare l’immunizzazione, nello specifico a chi ha più partner o pratica sesso di gruppo. Negli Stati Uniti invece verrà dato a chi ha avuto contatti a rischio, anche sessuali, o ha avuto partner multipli in luoghi dove il virus ha circolato. La Francia prevede l’immunizzazione per gli uomini che hanno relazioni sessuali con uno o più uomini, per le persone trans con partner multipli e i lavoratori del sesso.

Vaiolo delle scimmie: il commento di Fabrizio Pregliasco

Fabrizio Pregliasco, il virologo dell’università Statale di Milano, ha così commentato la situazione riguardo al vaiolo delle scimmie:

Il vaiolo delle scimmie è un virus che nelle sue variazioni ha ridotto un po’ la sua sintomatologia. In Africa i casi si riferivano a persone devastate da vescicole al volto, al torace e al palmo delle mani, mentre ora molte forme si riferiscono a qualche vescicola al pube. Ha quindi una grande capacità diffusiva dal punto di vista del comportamento dei singoli.

Quello che ci fa paura è che ci possa essere un contagio su alcuni roditori e che diventi endemico, perchè in Africa si trasmette attraverso i morsi dei topi.

E riguardo al metodo di trasmissione ha dichiarato:

Qui da noi la via principale è invece legata alle vescicole che si rompono durante un atto sessuale.

È un po’ come il Covid, e anche se ha una minore capacità di diffusione lo si prende stando vicino ad una persona infetta. Questo può accadere anche attraverso i droplets (le goccioline di saliva che fuoriescono dalla bocca quando si parla, ndr), anche se è necessaria una vicinanza notevole.

Può essere trasmesso anche con il liquido seminale ma il contagio avviene soprattutto attraverso lo sfregamento delle vescicole piene di virus.

Leggi anche: Pavullo, vaccini conservati male somministrati a 33 bambini

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

Ultime notizie