domenica, Gennaio 16, 2022

Vaccino ogni 4 mesi, Crisanti: “Non è salutare per il sistema immunitario”

Gli esperti si stanno chiedendo quanto sia salutare un richiamo del vaccino ogni 4 mesi. Molti ritengono che non lo sia, come Crisanti che ipotizza un vaccino di lunga durata.

Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

L’ipotesi del vaccino ogni 4 mesi è molto discussa dagli esperti. L’opinione comune è che i continui richiami non aiuterebbero il sistema immunitario. Sono di questo parere Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, il professore Massimo Galli ma anche Marco Cavaleri, responsabile per i vaccini dell’Ema.

Favorevole invece sembra essere Matteo Bassetti.

Vaccino ogni 4 mesi: il parere di Crisanti

vaccino ogni 4 mesi_crisanti_

Vaccino ogni 4 mesi. Andrea Crisanti, ospite a Non è l’arena, ha espresso il suo parere riguardo ai continui richiami del vaccino Codiv e alle conseguenze negative che questi potrebbero avere:

È salutare per un organismo stimolare il sistema immunitario ogni 3 o 4 mesi? Sicuramente non lo è.

Bisognerebbe arrivare ad un vaccino di seconda o terza generazione, penso ci arriveremo nel giro di un anno o due.

Crisanti ha proposto quale potrebbe essere l’ipotesi migliore per la vaccinazione. Ecco cosa ha detto, durante la trasmissione Otto e mezzo:

Se avessimo avuto un vaccino capace di indurre un’immunità di 2-3 anni, oggi non saremmo in questa situazione.

La priorità è produrre vaccini più duraturi e alla portata anche di paesi a medio-basso reddito. Non credo che la soluzione al problema possa arrivare dal vaccino mRna che Pfizer o Moderna produrranno per la variante Omicron.

Galli conferma l’opinione di Crisanti

Dello stesso parere di Crisanti anche il professor Massimo Galli, il quale ospite di Cartabianca ha dichiarato:

Siamo davanti a una realtà diversa, quasi un virus diverso: bisogna riaggiustare il tiro. In Israele stanno facendo la quarta dose, aspettiamo i dati.

Ma non è una strategia sostenibile vaccinarsi ogni 3-4 mesi con il solito vaccino, non è una strategia nemmeno praticabile. È vero, il vaccino tiene fuori dalla rianimazione e dal cimitero. I non vaccinati rappresentano il polmone per il virus e l’elemento di pressione per gli ospedali. Una delle cose da fare è vaccinare alla grande i più piccoli.

Vaccino ogni 4 mesi: dubbi anche dall’Ema

Marco Cavaleri, responsabile per i vaccini dell’Ema, durante un briefing video con la stampa in collegamento da Amsterdam, dove l’agenzia ha sede, ha espresso chiaramente il suo parere contrario al vaccino ogni 4 mesi. Ecco cosa ha detto:

Non abbiamo ancora visto i dati sulla quarta dose di vaccino anti-Covid. Siamo abbastanza preoccupati per una strategia che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve.

Non possiamo continuare a dare dosi di richiamo ogni tre o quattro mesi.

Bassetti uno dei pochi favorevoli al vaccino ogni 4 mesi

Per il professor Matteo Bassetti i continui richiami del vaccino non sembrano rappresentare un problema, dissociandosi dall’opinione contraria di molti altri esperti, compresa l’Ema. Ecco cosa ha detto, ospite a Cartabianca:

Ci dobbiamo abituare, con questo virus dobbiamo vaccinarci una o due volte l’anno. Gli hub vaccinali dovranno rimanere aperti per un paio d’anni, le persone dovranno avere la possibilità di andare a vaccinarsi con una cadenza di due volte l’anno.

La variante Omicron nei soggetti vaccinati provoca una sindrome molto meno imponente rispetto alla variante Delta. Per i non vaccinati, invece, con Omicron cambia poco. Dovremo abituarci a vaccinarci una o due volte l’anno con questo virus.

Leggi anche: Perché Omicron contagia anche chi ha fatto la terza dose di vaccino

Non perderti nemmeno un'articolo Seguici su Google News
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Ultime notizie