Il primo vaccino a mrna contro il cancro è stato somministrato a Napoli

Al via la sperimentazione al vaccino a mRna per la cura contro i tumori al Pascale di Napoli: "Anche se ci vorrà qualche anno prima di avere i risultati, la nostra speranza è quella di poter dare una nuova e più efficace opzione terapeutica a quanti più pazienti possibili".

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Nuovo traguardo raggiunto nel campo dei tumori. Il paziente Alfredo De Renzis di Carovilli, un piccolo paese in provincia di Isernia, è stato il primo italiano a ricevere il vaccino anticancro sperimentale a mRna contro la malattia.

La dose è stata somministrata oggi all’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli, struttura presso cui il 71enne è in cura da settembre seguito dall’oncologo Paolo Ascierto. Secondo quest’ultimo “oggi è un grande giorno, e anche se ci vorrà qualche anno prima di avere i risultati di quest’ultima fase, la nostra speranza è poter dare una nuova e più efficace opzione terapeutica a quanti più pazienti possibili in Italia“.

Perché Alfredo De Renzis è stato il primo a ricevere la dose del vaccino mRna?

Alfredo De Renzis è un medico di base, sposato con due figli e due anni scopre di avere un melanoma. Dopo le prime cure ad Isernia, contatta l’équipe medica guidata dal professore Paolo Ascierto del Pascale e a settembre dello scorso anno viene rilevata una comparsa di metastasi linfonodali inguinali.

In seguito a un’operazione e l’inizio dell’immunoterapia viene avanzata ad Alfredo De Renzis una proposta: aderire alla III fase del primo vaccino a mRna sviluppato da Moderna, ovvero l’ultima fase che garantisce l’autorizzazione delle autorità per la somministrazione a tutti i futuri pazienti.

Il medico, in questo caso paziente, Alfredo De Renzis afferma di non aver mai avuto paura:Ho accettato subito, e mi sembrava doveroso per il mio ruolo di medico dare un contributo alla ricerca e perché confido molto in questa cura, nonostante sia ancora una fase di sperimentazione”.

Come funziona il vaccino a mRna somministrato a De Renzis?

L’Irccs partenopeo presso cui Alfredo De Renzis è in cura, ha da sempre un ruolo di preminenza nella ricerca, specialmente in quella sui vaccini antitumorali ed è lo stesso professore Ascierto, che lo segue, a spiegare come agisce il vaccino a mRna:

Il vaccino prodotto da Moderna si basa sulla stessa tecnologia adottata per quelli contro il Covid.

Ovvero utilizza mRNA sintetici che sono progettati per ‘istruire’ il sistema immunitario a riconoscere specifiche proteine, chiamati ‘neoantigeni’, espressione di mutazioni genetiche avvenute nelle cellule malate.

Prosegue Ascierto: Lo scopo non è quello di prevenire la malattia, ma di aiutare e supportare il sistema immunitario dei pazienti a riconoscere e ad attaccare ancor più efficacemente la malattia”. E a proposito della fase di sperimentazione afferma: “Trovandoci nella delicata III fase, potremmo trovarci di fronte a una dose di placebo. Sapremo alla fine della sperimentazione quali sono gli esiti”.

Infatti, la III fase di somministrazione del vaccino è appena iniziata, ma sono già altri 18 i pazienti selezionati per il prosieguo della ricerca. E anche il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi si mostra fiducioso dei futuri risultati: Siamo onorati che il Pascale sia il primo centro in Italia a partecipare alla sperimentazione del primo vaccino a mRna contro il cancro. Si apre una nuova frontiera e siamo orgogliosi di esserne protagonisti”.

Leggi anche: Salvato 13enne, cos’è la dermatomiosite giovanile: esistono solo 7 casi al mondo

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