Dottorato ad honorem a Vasco Rossi: “Nelle sue canzoni la voce individuale è esperienza collettiva”

Vasco Rossi ha ricevuto il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione, presso l'Università di Salerno. L'Ateneo ha riconosciuto la capacità del rocker di dare forma a un linguaggio poi divenuto fenomeno culturale, grazie alle sue canzoni.

Giorgia Fazio
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Vasco Rossi dottore ad honorem presso l’Università degli Studi di Salerno, in Politica e Comunicazione. Il riconoscimento, come fa sapere “AGI”, evidenzia l’abilità del cantautore nel comunicare a un vasto pubblico, dando forma a un linguaggio che nel tempo è diventato un vero e proprio fenomeno culturale.

Seppure l’artista non abbia mai fatto parte del mondo della politica o della comunicazione in senso stretto, durante la sua lectio magistralis ha affermato: “Le ho vissute, le ho subite e qualche volta, lo ammetto, anche provocate. Ho scritto canzoni. Dopo quasi cinquant’anni scopro che possono diventare perfino una tesi di laurea. Che meraviglia!“.

Dottorato honoris causa a Vasco Rossi

Vasco Rossi Dottorato

Vasco Rossi ha ricevuto il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione presso l’Università degli Studi di Salerno ieri, 7 ottobre, nell’aula magna “V. Buonocore” di Fisciano. A presiedere la cerimonia è stato il Rettore Virgilio D’Antonio, i cui saluti istituzionali sono stati seguiti dall’introduzione della professoressa Carla Pedicino, presidente del Consiglio didattico di Scienze Politiche.

L’Ateneo ha riconosciuto nel rocker la capacità di aver formato intere generazioni grazie alle sue canzoni, dando vita a nuove forme di politica e comunicazione. È lo stesso artista ad aver sottolineato questo aspetto, durante la lectio magistralis. Ecco le sue parole, riprese da “AGI”:

Politica e comunicazione non le ho studiate sui libri.

All’università ho fatto economia e commercio.

Però, le ho vissute, le ho subite e qualche volta, lo ammetto, anche provocate.

Ho scritto canzoni.

Dopo quasi cinquant’anni scopro che possono diventare perfino una tesi di laurea.

Che meraviglia!

Quando ho saputo che il conferimento di questo dottorato era stato votato all’unanimità sono rimasto davvero sorpreso.

All’unanimità?

A me?

Io che sono sempre stato considerato divisivo.

Ho pensato: possibile che non ci fosse nemmeno uno contrario?

Questa unanimità, per me, è la prova concreta che lo studio e la conoscenza aprono le menti e rendono davvero liberi dall’ignoranza e dai pregiudizi.

Non è la prima volta che Vasco viene insignito di un riconoscimento accademico. Era già successo nel 2005 con la laurea ad honorem in Scienze della Comunicazione, presso lo Iulm di Milano. Oltre vent’anni dopo, il modo di esprimersi del rocker continua a essere inteso come un vero e proprio fenomeno culturale, che ha segnato lo stile comunicativo contemporaneo.

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L’importanza delle parole di Vasco

Attraverso le sue canzoni, Vasco Rossi è in grado di dare forma a immaginari facilmente riconoscibili. Nei testi, infatti, sono racchiuse le fragilità, la quotidianità e i desideri che chiunque ha provato almeno una volta nella vita. I suoi brani, immortali, sono rimasti nel tempo, diventando la colonna sonora di intere generazioni. Sul potere delle parole, il Blasco ha confessato quanto riporta “AGI”:

Quando una canzone entra nella vita degli altri non appartiene più soltanto a chi l’ha scritta.

Questa è la sua forza e anche il suo rischio.

Per questo, cerco la parola giusta, quella che dice una cosa vera senza mettersi in posa.

Comunicare non significa soltanto farsi capire, significa assumersi il peso di ciò che si mette nel mondo.

Se esiste una ‘poetica di Vasco Rossi’, forse è tutta qui: dire le cose come le sento, senza trasformare la fragilità in una vergogna e senza confondere la libertà con il diritto di fregarsene degli altri.

La ribellione non è soltanto dire di no.

È rifiutare le parole già confezionate, le identità imposte, le risposte facili.

È cercare un modo personale per stare nella realtà e, quando serve, provare a cambiarla.

Dello stesso avviso anche il Rettore dell’Università di Salerno, D’Antonio: “Le parole dell’artista non sono rimaste soltanto le parole dell’autore. Sono diventate parole di chi le ha ascoltate. Sono entrate nel circolo di vita di persone, hanno accompagnato amori, viaggi, solitudini, perdite, i passaggi della vita di ciascuno di noi. La voce individuale è diventata esperienza collettiva“. In conclusione il rocker ha aggiunto, come riprende “Fanpage.it”:

La politica non è soltanto quella dei palazzi, delle elezioni e dei programmi.

È anche il modo in cui una società decide chi ascoltare, chi proteggere e chi lasciare ai margini.

Una canzone non dà istruzioni per vivere, non sostituisce l’impegno politico, il lavoro civile o le decisioni concrete.

Però può preparare il terreno.

Può far capire che un problema esiste e che non siamo obbligati ad accettarlo in silenzio.

Può aprire uno spazio nel quale le persone discutono e si sentono meno sole.

Può dare voce ad un disagio.

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