Chi era Elena Pero, voce del tennis in Italia: “Ha attraversato con le sue cronache generazioni di campioni”

Addio a Elena Pero, storica voce del tenni italiano per "Sky Sport". Nei numerosi anni di carriera, la giornalista ha raccontato generazioni intere di campioni, con professionalità e passione.

Giorgia Fazio
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Si è spenta ieri, 24 settembre, a 60 anni Elena Pero, giornalista sportiva e voce indimenticabile del tennis in Italia. La cronista lavorava per Sky Sport, dopo anni a Telepiù. A dare l’annuncio della sua scomparsa sono stati i colleghi, che hanno reso nota una lettera in cui la definiscono “anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega. Grande, indimenticabile voce“.

L’ultima telecronaca di Pero, come fa sapere “RaiNews” risale al 12 luglio scorso, in occasione della seconda vittoria consecutiva di Sinner a Wimbledon. La giornalista aveva raccontato anche la prima, storica vittoria di Jannik sull’erba inglese, nel 2025. Molto spesso la telecronista ha condiviso il microfono con l’ex tennista Paolo Bertolucci.

Chi era Elena Pero

Elena Pero

Elena Pero, per gli appassionati di tennis, è e sarà per sempre una voce familiare. La giornalista ha iniziato il suo percorso lavorativo collaborando con la rubrica Il grande tennis su Koper Capodistria, per poi passare, nel 1991, a Telepiù. Qui ha potuto radicare le basi come commentatrice e giornalista sportiva.

Preparazione e competenza hanno portato Pero ad approdare a Sky Sport, nato dalla fusione di Telepiù e Stream, divenendo la principale cronista di tennis. Il direttore responsabile della pay tv, Federico Ferri, ne ha sottolineato la professionalità e la passione con queste parole, riprese da “RaiNews”:

Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia.

L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, il 12 luglio scorso, come aveva fatto per la storica prima volta, il 13 luglio 2025, in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera.

Tra Grande Slam, Masters 1000, Nitto ATP Finals, Elena Pero ha raccontato generazioni di campioni, le loro sfide più grandi, i successi e le sconfitte, con uno stile inconfondibilmente essenziale. Una voce impossibile da dimenticare, che ha abbracciato i numerosi tifosi di tennis nel corso degli anni.

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Addio a Elena Pero

L’addio più difficile a Elena Pero è stato quello dei suoi colleghi di Sky Sport. Il direttore, Federico Ferri, nel ricordarla in una nota scrive: “Elena Pero non c’è più. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre“. Dal testo, pubblicato sul sito ufficiale della pay tv, traspare tutta la stima nei confronti della giornalista:

In questi giorni disperati, l’unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava.

Naturalmente la migliore.

Senza crederlo di sé, e senza avere mai fatto pesare a nessuno di esserlo.

Elena ha illustrato questa testata, Sky Sport, per più di trentacinque anni, da quando si chiamava Telepiù, dove è entrata fin dalla sua fondazione, come giornalista praticante nel 1991, assunta da Rino Tommasi, il suo grande maestro, del quale ha raccolto – unica a poterlo fare – l’eredità più pesante.

La sua voce è, e sempre sarà, un codice di pura bellezza.

Come il suono della palla colpita da Roger Federer, come una volée di Martina Navratilova.

Sarebbe necessaria l’essenzialità del suo racconto – così ricco, preciso, caldo e intenso, ma senza concedere nulla alla retorica, all’eccesso, e senza sprecare un aggettivo – per elencare tutti i successi, tutte le qualità di questa straordinaria professionista.

Di questa donna giornalista, così lontana dal modello svenduto oggi soprattutto sui social, e per questo così attuale e così esemplare, ci auguriamo, per le prossime generazioni di ragazzi e soprattutto di ragazze.

Tanto, tantissimo, ha dato al suo lavoro e tanto, tantissimo ha ricevuto.

Tutto ha dato alla sua famiglia e tutto ha ricevuto, alla figlia Martina, al suo (e nostro) Sergio, grande produttore recentemente premiato dal Club a Wimbledon per la sua rimarcabile carriera, sempre al fianco di Elena anche sul campo.

Oggi non possiamo che rivolgere il nostro pensiero a loro.

Il ricordo della telecronista termina con una rassegna di quella che ha raggiunto nel corso dei numerosi anni di carriera, caratterizzati da una forte passione per il proprio lavoro e, in particolare, per il tennis:

Elena ha amato lo sport e i suoi valori, e ha adorato e onorato il tennis, ricambiata dagli appassionati, quelli che lo sono da sempre e quelli che lo sono diventati grazie a Sinner e compagni.

Ha attraversato con le sue cronache generazioni di campioni e campionesse, accompagnando le loro imprese senza mettersi mai davanti a loro.

Ha imposto il suo stile e la sua preparazione enciclopedica, senza abusarne, non ha mai barattato il rispetto con il tifo, ha sorvolato sulla cattiveria con la leggerezza delle sue parole, sempre quelle giuste.

Ha pianto quel giorno per Jannik a Wimbledon, e noi con lei.

Appartiene al pantheon dove stanno, ne citiamo alcuni, Nicolò Carosio, Nando Martellini, Paolo Rosi, Alfredo Pigna, Adriano De Zan, coloro che hanno raccontato a milioni di italiani le imprese leggendarie del nostro sport, come quelle di Sinner e di quest’epoca d’oro del tennis italiano.

Se n’è andata, come Rino Tommasi e Gianni Clerici.

Non smetteremo di ascoltarti.

E non smetteremo di ricordarti, cara Elena.

Anche se noi di Sky Sport non saremo più gli stessi, ti promettiamo che faremo di tutto per essere degni di quello che ci hai lasciato, del tuo esempio.

E di te.

Anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega.

Grande, indimenticabile voce.

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