domenica, Gennaio 16, 2022

Pasqua e pasquetta blindate, tutta Italia sarà zona rossa dal 3 al 5 aprile

Zona rossa per tutti nei giorni delle feste pasquali. Questo è quanto trapelato dalla riunione di ieri tra Governo e regioni. Dopo il Cdm di questa mattina, atteso il discorso di Draghi alla ore 15.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Non è ancora ufficiale ma lo sarà presto. Per la Pasqua, a prescindere da quale sia il colore della regione nei giorni precedenti, tutta Italia sarà in zona rossa.

Restrizioni sul modello di quelle applicate durante le feste di Natale per evitare assembramenti incontrollati.

Arriva la zona rossa: la curva dei contagi non scende

L’ultimo bollettino della Protezione civile continua a dare un quadro di quella che è la situazione del Paese: 25.673 i contagi e 373 i decessi.

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ospite in giornata a Uno mattina, si è così espresso sulle possibilità di una zona rossa nazionale:

Se ci saranno restrizioni sarà una decisione giusta.

dai dati che abbiamo vediamo che le varianti sono molto, molto pericolose.

Mi permetto di suggerire che l’ unica cosa che ci salva, al di là delle ulteriori restrizioni, sarà la responsabilità civile.

Lunedì 15 entrerà in vigore il nuovo decreto legge, che rafforzerà l’ultimo Dpcm avviato il 6 marzo.

Di fatto da lunedì la gran parte delle regioni italiane sarà in zona rossa e quindi in lockdown, dal 15 marzo al 6 aprile.

Inclusa la possibilità di andare a trovare parenti e amici una volta al giorno: le regole della zona rossa

In zona rossa le scuole di ogni grado resteranno chiuse e torneranno alla didattica a distanza. Bar, ristoranti e negozi chiusi. Si potrà uscire di casa solo per motivi di salute, esigenze lavorative o situazioni di prima necessità.

Si potrà rientrare presso la propria abitazione o il proprio domicilio, a meno di cambiamenti dell’ultimo secondo.

Non sarà possibile, quindi, organizzare il pranzo di Pasqua al ristorante, ma ci si potrà recare da amici o parenti secondo delle precise regole. Per prima cosa sarà concessa una sola uscita al giorno verso un’altra abitazione privata che si trova nella stessa Regione. Gli spostamenti nelle abitazioni private , saranno quindi consentiti a Pasqua in tutta Italia all’interno della stessa Regione e vietati dal 15 marzo al 2 aprile nelle zone rosse. Per i giorni di Pasqua e Pasquetta (e anche per il sabato prima di Pasqua) sarà quindi possibile andare a fare visita a parenti e amici per un massimo di due persone, eventualmente accompagnate da minori di 14 anni o conviventi disabili o non autosufficienti.

A certificare il nuovo peggioramento della situazione in tutto il Paese sono i dati del monitoraggio settimanale, così il Consiglio dei ministri darà il via libera alle nuove misure per un’ulteriore stretta.

Inasprire le misure è necessario alla luce della crescita dei contagi dovuta alle varianti diffuse ormai su tutto il territorio e responsabili di oltre la metà dei nuovi casi accertati.

I dati ufficiali arriveranno solo dopo la riunione della Cabina di regia e la validazione da parte del Comitato tecnico scientifico, ma la tendenza è già chiarissima, tanto che diversi presidenti di Regione hanno annunciato loro stessi il passaggio in zona rossa.

I dati del monitoraggio: sopra Rt 1,25 scatta la zona rossa

zona rossa

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, dovrebbe firmare il via libera alle ordinanze dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto legge.

Il provvedimento più importante sarà quello in base al quale con un’incidenza settimanale di 250 casi ogni 100 mila abitanti si entrerà in automatico in zona rossa. Ciò significa quindi che con un Rt superiore a 1,25 scatta la zona rossa.

Per Pasqua (3-4-5 aprile), come a Natale, invece tutta Italia sarà zona rossa a prescindere dai dati.

Basilicata, Campania e Molise sono già rosse da una settimana. A queste si aggiungeranno sicuramente a partire da lunedì: Piemonte (Rt a 1,41), Lombardia (Rt a 1,3), Emilia Romagna (incidenza oltre 400) , Friuli Venezia Giulia (Rt a 1,3) e Marche (incidenza sopra 250). E, con ogni probabilità, anche il Veneto che ha un Rt sopra 1,25 e uno scenario in netto peggioramento.

Ancora: Provincia di Trento e Bolzano (che hanno un’incidenza sopra i 300 casi ogni 100 mila abitanti), Abruzzo, Toscana, Liguria, Puglia e Valle d’Aosta.

Il Lazio resta al limite tra l’arancione e il rosso, mentre Umbria e Calabria dovrebbero rimanere in arancione. In queste ultime due Regioni rimarranno aperti gli esercizi commerciali.

La Sicilia sarà l’unica regione a rimanere in zona gialla. Mentre la Sardegna invece continuerà a essere, per la seconda settimana consecutiva, l’unica regione in zona bianca, quella in cui sono previste aperte tutte le attività.

Il ruolo delle regioni

antonio decaro in zona rossa

Alle misure nazionali si affiancheranno poi quelle locali. Saranno i presidenti di Regione o i sindaci a dover adottare le ordinanze quando province o comuni superano la soglia di 250 casi ogni 100mila abitanti.

Dopo aver disposto il coprifuoco alle 19, il primo in una grande città, Antonio Decaro, sindaco di Bari, ha chiuso anche giardini e parchi pubblici, la stessa misura adottata da Vincenzo De Luca per tutta la Campania.

E con l’Italia che tornerà per buona parte in zona rossa, aumenteranno anche i controlli. 

Leggi anche: Nuovo decreto Draghi, attesa la stretta: sarà lockdown nel weekend?

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Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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