Tumore al colon retto, storica scoperta in Italia: “Niente chemio, curabile con immunoterapia”

Uno studio italiano ha scoperto il punto debole di un particolare tipo di tumore al colon retto, che rappresenta la seconda causa di morte per motivi oncologici a livello mondiale.

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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Scoperto il punto debole di un particolare tipo di tumore al colon retto, che rappresenta la seconda causa di morte per motivi oncologici a livello mondiale. La possibile svolta è stata annunciata a seguito dello studio di un team di ricercatori dell’Università di Torino e dell’Istituto Fondazione Oncologica Molecolare di Milano (Ifom), finanziato dalla fondazione Airc per la ricerca contro il cancro.

Attraverso una nota diffusa da UnitoNews, gli studiosi hanno annunciato di aver individuato una terapia che permetterà di curare i pazienti colpiti da tumore al colon retto.

Tumore al colon retto: la cura senza chemio con l’immunoterapia

La svolta sul tumore al colon retto è arrivata a seguito di alcuni esperimenti condotti su topi da laboratorio in cellule di coltura. Il risultato storico è stato poi pubblicato sull’autorevole rivista medico-scientifica Cancer Cell, che ha dedicato allo studio dei ricercatori italiani la copertina. Dal comunicato diffuso sul sito di notizie dell’Università di Torino si apprende:

La terapia potrebbe convertire tali tumori, oggi difficili da curare, in malattie trattabili con immunoterapia, aumentando potenzialmente la percentuale di pazienti che potrebbero beneficiare di questa opzione, per ora applicabile solo nel 5% dei casi con questo tipo di tumori.

Questo significa che lo studio dei ricercatori italiani punta ad abbandonare la chemioterapia (che distrugge le cellule tumorali tramite sostanze chimiche) e a sostituirla con una terapia immunoterapica, che invece stimola il sistema immunitario dell’organismo.

Tumore al colon retto: lo studio italiano

Lo studio è partito da un dato: nel 95% dei pazienti metastatici i tumori al colon retto sono “freddi”, ovvero resistenti all’immunoterapia. Solo il restante 5% è rappresentato da tumori “caldi”, quelli che invece possono trarre beneficio da questo tipo di trattamento.

Alberto Bardelli, Direttore del programma di ricerca IFOM e docente universitario, ha spiegato che nei pazienti metastatici “caldi” il tumore perde il meccanismo di riparazione del DNA, motivo per cui produce una quantità elevata di proteine alterate chiamate “neoantigeni”. Si tratta di proteine preziose perché attraggono le cellule del sistema immunitario e rendono il tumore trattabile con immunoterapia in modo efficace.

Così Bardelli e il collega Vito Amodio, qualche anno fa, hanno tentato di comprendere se fosse possibile identificare tumori “freddi” che nascondono una componente “calda”. Attraverso esperimenti e analisi bioinformatiche, i ricercatori hanno ottenuto la risposta che cercavano nel farmaco 6-Tioguanina, già utilizzato nel trattamento di alcune leucemie.

Tale farmaco aumenta la frazione di cellule tumorali “calde”, quindi quelle in grado di attrarre antigeni, e rende il tumore al colon retto vulnerabile all’azione del sistema immunitario.

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