Trapianto di cuore da record a Bologna: “Aveva smesso di battere da più di 20 minuti”

Un intervento ai limiti dell'incredible al Sant'Orsola di Bologna, dove un cuore che aveva smesso di battere da più di 20 minuti ha salvato la vita di un paziente.

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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Trapianto di cuore fermo da più di 20 minuti: un intervento ai limiti dell’incredible è andato in scena all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Qui un cuore che aveva smesso di battere da più di 20 minuti ha salvato la vita di un paziente. Il tutto grazie a una procedura innovativa applicata dagli specialisti dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia dell’Ospedale Sant’Orsola, diretta dal prof. Davide Pacini, assieme ai colleghi degli ospedali di Cesena e Ravenna.

L’intervento, che viene definito un trapianto da “donatore a cuore fermo”, è il primo in Emilia-Romagna di questo genere e il settimo in Italia. Al Sant’Orsola, solo da gennaio ad oggi, sono stati effettuati già 39 trapianti di cuore di cui 8 pediatrici. Il nosocomio si conferma così per il terzo anno consecutivo il primo centro nazionale per numero di trapianti.

Trapianto di cuore fermo al Sant’Orsola: la procedura

Il trapianto di cuore fermo portato a termine al Sant’Orsola è il primo in Italia ad essere eseguito in una struttura che non è sede di Cardiochirurgia. Gli specialisti della Cardiochirurgia dell’IRCCS, infatti, si sono recati all’ospedale di Santa Maria delle Croci a Ravenna e lì hanno prelevato il cuore con il supporto dell’ECMO Team di Cesena.

Un’operazione molto delicata, resa possibile dall’applicazione di una tecnica che consente di salvaguardare le funzionalità degli organi e facilitare la ripresa del cuore. Il trapianto dell’organo è stato poi effettuato all’IRCCS a Bologna.

Il suddetto sistema – che prevede lo spostamento della squadra che preleva il cuore verso il donatore e non il contrario – garantisce una replicabilità e performance migliori. Proprio grazie a questa competenza, nel 2022, l’Emilia-Romagna è arrivata a quota 71 organi (tra rene, fegato e polmone), pari quasi al 40% del totale nazionale dei donatori DCD.

Come funziona il trapianto con “donatore a cuore fermo”

Come funziona esattamente il trapianto di cuore fermo che è stato eseguito al Sant’Orsola? Va anzitutto chiarito che il prelievo di un organo a scopo di trapianto viene sempre eseguito su un cadavere, ma con delle differenze che riguardano le modalità di accertamento della morte del donatore: una attraverso criteri neurologici (conosciuta come “morte cerebrale”), l’altra attraverso criteri cardiaci.

Il secondo caso è appunto quello della donazione “a cuore fermo”, una procedura per la quale la legge italiana prevede un tempo di attesa e di osservazione prima del prelievo dell’organo di 20 minuti, contro i 5 minuti della maggior parte degli altri paesi europei.

Ancora oggi, la maggior parte dei trapianti si effettua dopo la morte encefalica, ma le donazioni “DCD” (ovvero Donazione dopo la “morte cardiaca” o a “cuore fermo”) per organi come i reni, il fegato o i polmoni crescono sempre di più. Per il cuore il discorso è diverso, visto che si tratta di un organo complesso e tra i più sensibili alla mancanza di ossigeno durante il periodo di arresto della circolazione sanguigna.

Ma, come testimoniato dal successo dell’operazione al Sant’Orsula, oggi le tecniche di riperfusione più all’avanguardia consentono di recuperare le funzionalità del cuore anche dopo i 20 minuti di arresto previsti per legge.

Motivo per cui il Centro Nazionale Trapianti ha autorizzato la procedura e l’IRCCS si è iscritto nel ristretto gruppo di centri d’eccellenza che hanno le competenze per effettuare anche questo tipo di trapianto, aumentando così le prospettive dei pazienti in attesa, che hanno una possibilità in più di poter accedere all’operazione.

Trapianto di cuore fermo: l’equipe di Ausl Romagna che l’ha reso possibile

Bologna, trapianto di cuore fermo: non batteva da 20 minuti

Ecco di seguito l’elenco di tutti i professionisti di Ausl Romagna coinvolti nel trapianto di cuore fermo:

Marina Terzitta - Direttore anestesia e rianimazione Ravenna
Andrea Nanni - coordinatore medico aziendale procurement - Ausl Romagna
Luca Bissoni - anestesista Cesena
Alessandro Circelli - coordinatore Ecmo Team - anestesista Cesena
Marta Velia Antonini - perfusionista di Cesena
Andrea Rubboli - Direttore cardiologia Ravenna 
Matteo Lisi - cardiologo esperto in ecocardiografia transesofagea Ravenna   
Manila Prugnoli - referente infermieristico aziendale procurement - Ausl Romagna
Filomena Di Antonio - coordinatore medico procurement - Ravenna
Giulia Cavalieri D’Oro e Serena Succi - coordinamento infermieristico procurement - Ravenna
Federica Saporetti - responsabile infermieristica dipartimento chirurgico Ravenna
Massimo Terenzoni - anestesista responsabile blocco operatorio Ravenna
Gianluca Zani - anestesista Ravenna
Claudio Gecele - anestesista responsabile terapia intensiva Ravenna
Valter Virga Maccano - coordinatore infermieristico terapia intensiva Ravenna
Nicola Sangiorgi - responsabile infermieristico blocco operatorio Ravenna-Faenza-Lugo
Federica Rubboli - coordinatore infermieristico blocco operatorio Ravenna 
Vanni Agnoletti - Direttore anestesia e rianimazione Cesena
Paolo Tarlazzi - Direttore presidio ospedaliero di Ravenna
Umberto Carioli - medico direzione presidio di Ravenna
Mauro Taglioni - Direttore direzione infermieristica e tecnica Ausl Romagna
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Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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