lunedì, Ottobre 18, 2021

Terza ondata, quando arriverà e cosa dobbiamo aspettarci?

Con l'avanzare della variante Delta, ormai una terza ondata di Covid sembra ineluttabile. Ma cosa dobbiamo aspettarci?

Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

L’allarmante ascesa dei casi di variante Delta di Covid-19, ha portato l’OMS a parlare di terza ondata, uno scenario che avremmo preferito non ipotizzare, ma che sembra ormai ineluttabile. Dopo dieci settimane di calma, si è registrato nei giorni scorsi, un aumento di casi del 10%, con la curva di contagi che è tornata a salire dopo oltre due mesi.

ECDC: “a settembre la variante Delta rappresenterà il 90% dei nuovi casi”

“La scorsa settimana, il numero di casi è aumentato del 10% a causa di un aumento di viaggi, assembramenti e allentamento delle restrizioni.”

Queste le parole di Hans Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa, che ha anche sottolineato il pericolo rappresentato dalle persone non ancora vaccinate:

“Questo sviluppo arriva nell’ambito di una situazione in rapida evoluzione con la variante Delta che preoccupa con milioni di persone non ancora vaccinate.”

Secondo le stime del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), entro la fine di agosto la variante Delta rappresenterà il 90% dei nuovi casi di Covid-19 nell’UE, nonostante l’EMA rassicuri sul fatto che la doppia dose dei quattro vaccini approvati sia efficace anche contro questa mutazione. Resta però la preoccupazione dell’OMS: non tutta la popolazione europea sarà completamente immunizzata per quella data, considerato che “il 63% sta ancora aspettando la prima dose”

Variante Delta, alto tasso di diffusione, ma meno ricoveri

La principale caratteristica di questa variante è l’alto tasso di contagio. Nel Regno Unito, il Paese più colpito, si sono registrati nelle ultime 24 ore, oltre 32.500 nuovi contagi, numeri che non si vedevano da febbraio, quando il Paese era in lockdown. Complice l’allentamento delle misure e gli assembramenti legati agli Europei di calcio, la Delta si diffonde continua a diffondersi a ritmi serrati. Tuttavia, con l’86,6% della popolazione vaccinato con almeno una dose, sembra che il numero dei ricoveri sia comunque contenuto seppur in leggero aumento. 

Johnson va verso il “freedom day”, ma secondo gli esperti la situazione è ancora troppo incerta 

Il governo di Boris Johnson ha attualmente intenzione di porre fine a tutte le misure di restrizione il 19 luglio, data del cosiddetto “freedom day”, ma la realtà è che è praticamente impossibile prevedere cosa questo comporterà per i cittadini e per l’eventuale sviluppo di nuove varianti.

“La terza ondata avrà caratteristiche diverse rispetto a prima, ma la situazione è molto complessa per poter essere modellizzata. Ci sono molte persone vaccinate, ci sono quelle parzialmente immuni perché sono già state infettate, e poi ci sono le persone non vaccinate e i giovanissimi”.

Afferma Ravi Gupta, professore di microbiologia clinica all’Università di Cambridge.

Gli anziani potrebbero essere di nuovo in pericolo

Anche se nel Regno Unito le vaccinazioni procedono spedite, con l’86,6% di cittadini vaccinati con almeno una dose, resta comunque una percentuale di persone non protette. Martin Landray, professore di medicina ed epidemiologia presso l’Università di Oxford, sottolinea che ci sarà comunque una percentuale di individui anziani che non hanno sviluppato una risposta immunitaria completa al vaccino, e che gli effetti potrebbero iniziare a svanire in altri che hanno ricevuto il vaccino nei primi mesi della campagna.

Landray teme che se il numero dei casi continuerà a salire, il virus alla fine raggiungerà quegli individui vulnerabili nei mesi a venire, causando potenzialmente un nuovo picco di ricoveri. 

Anche i vaccinati potranno contagiare con la variante Delta

Uno dei problemi è che le persone che sono state completamente vaccinate potrebbero essere ancora in grado di trasmettere in una certa misura la variante Delta. Gupta indica uno studio sugli operatori sanitari indiani, che ha dimostrato che anche le persone che avevano ricevuto due dosi di vaccino stavano ancora contribuendo alle catene di trasmissione all’interno degli ospedali, alimentando la pandemia.

Vaccinare gli adolescenti servirà a tutelare gli anziani

Martin McKee, professore di salute pubblica europea alla London School of Hygiene and Tropical Medicine, crede che il governo debba considerare la vaccinazione degli adolescenti come un modo per mitigare la minaccia della terza ondata per le categorie vulnerabili:

“Il Comitato congiunto per la vaccinazione e l’immunizzazione sta esaminando attentamente i rischi e i benefici per i bambini stessi, ma esiste una lunga tradizione di Paesi che vaccinano per persone per un beneficio più ampio. Si vaccinano i bambini contro l’influenza in parte perché non vogliamo che la prendano, ma soprattutto perché non vogliamo che infettino i loro nonni”.

Crisanti: “non ci sarà una terza ondata”

In un suo intervento alla trasmissione Otto e mezzo di qualche giorno fa, il professor Andrea Crisanti si dice sicuro del fatto che non ci sarà una terza ondata di Covid:

“Non credo ci sarà una terza ondata. Penso che l’ottimismo derivi dalla prudenza, non è un’attitudine a priori. Se uno vede che un’auto va a 250 all’ora in autostrada e dice che potrebbe esserci un incidente, è realista e non pessimista”

E a proposito della variante Delta aggiunge: 

“La variante indiana è più contagiosa e porta una novità: sembra che le persone vaccinate con una sola dose abbiano una protezione piuttosto bassa. Ne è testimone il fatto che l’Inghilterra, che ha vaccinato l’80% delle persone almeno con una dose, ieri abbia avuto 11mila casi. Le persone vaccinate con 2 dosi sono molto più protette e, se si ammalano, lo fanno in forma molto lieve. Per stare tranquilli bisogna sequenziare le varianti e tracciare nelle zone in cui viene individuata la variante indiana: non è colpa degli italiani se questo non viene fatto. È naturale che, dopo 18 mesi, vogliano andare al mare…”.

Crisanti si mostra fiducioso anche nei confronti dei vaccini:

“Non credo ci sarà una terza ondata, i vaccini funzionano e spero ci sia il tempo di agire tempestivamente se dovessero emergere varianti. I vaccini mRna, poi, possono essere facilmente riprogrammati perché le sequenze possono essere cambiate rapidamente. Questi vaccini non devono subire un lungo processo di elaborazione e di verifica”.

Galli: “non ci sarà un nuovo lockdown”

“Non penso possa esserci come le precedenti, i vaccini ci sono ed è difficile pensare a un’ondata con una connotazione che abbiamo già  visto. Solo che vedere un altro morto è inaccettabile, anche se purtroppo ci toccherà forse vederlo”.

Queste le parole del professor Mario Galli, intervistato alla trasmissione Agorà su Rai 3 rassicura sul fatto che lo scenario di un nuovo lockdown sia altamente improbabile:

“A parte qualche disgraziata situazione locale in cui sarà necessario per fermare dei focolai, a livello nazionale credo francamente di no. Se riusciamo a essere rispettosi di qualche non proprio soffocante regola da qui all’autunno, la campagna vaccinale ci mette nelle condizioni di reggere l’impatto della variante Delta che giustamente preoccupa”.

La scelta di un nuovo lockdown potrebbe essere una decisione morale dei singoli governi 

La terza ondata sarà quasi certamente molto diversa da prima. Ci saranno inevitabilmente nuovi decessi, ma non dei livelli delle due ondate precedenti. Di conseguenza, alcuni medici ritengono che qualsiasi decisione sulla reimplementazione delle restrizioni nei mesi a venire sarà probabilmente una questione morale ed etica, piuttosto che una necessità medica.

“Penso che durante la prima e la seconda ondata fosse chiaro che ci fosse un’enorme quantità di infezioni, ricoveri e decessi. Ora è diverso. Non penso che queste siano più decisioni mediche, ma saranno decisioni etiche, morali e sociali e devono essere risolte dalla società, dai governi e dalle istituzioni”.

Afferma Matt Morgan, consulente di medicina intensiva all’università del Galles. 

Leggi anche: Variante Delta, dominante ad agosto. A spaventare però è la sottovariante che sfugge ai vaccini

Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

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