Suviana, chi è il sopravvissuto Nicholas Bernardini, come si è salvato e come sta ora?

Nicholas Bernardini è il 25enne sopravvissuto alla strage di Suviana. Il racconto del padre: "Quando sono arrivato lo stavano medicando. Non ci siamo detti nulla, ci siamo solo abbracciati".

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Continuano le ricerche nella centrale idroelettrica di Bargi dell’Enel Green Power, nel bacino di Suviana, in provincia di Bologna, dove due giorni fa è esploso un alternatore, mentre alcuni dipendenti svolgevano dei lavori.

Sono 3, attualmente, gli operai deceduti a seguito dell’esplosione, 4 dispersi ricercati nell’area dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco e 5 i feriti, alcuni ricoverati con ustioni sul corpo. Tra questi ultimi, uno dei sopravvissuti è il giovanissimo 25enne Nicholas Bernardini.

Ecco il racconto del padre Vittorio al “Corriere della Sera”: “Mio figlio è riuscito a risalire dopo il botto, è corso fuori insieme ai suoi colleghi e ha coperto il viso con una maglia, motivo per cui non ha riportato danni ai polmoni. Mi ha chiamato piangendo, mi ha detto che stava bene e che era lì con i suoi colleghi feriti. Li ha visti andare via con l’elisoccorso”.

Chi è Nicholas Bernardini, operaio 25enne sopravvissuto alla strage di Suviana?

Nicholas Bernardini è il 25enne sopravvissuto alla strage di Suviana. Il giovane è residente a Gaggio Montano, un comune di quasi 5.000 abitanti in provincia di Bologna, che si trova a circa 30 chilometri dal luogo in cui è esploso un alternatore.

Fino alla giornata di ieri è rimasto in osservazione ricoverato presso l’Ospedale Maurizio Bufalini di Cesena a causa di un’ustione a una mano, ma è stato dimesso a seguito di 30 giorni. È poi tornato a casa a Gaggio Montano, dove abita con i suoi genitori.

Il racconto del responsabile nazionale servizio sommozzatori sulle ricerche a Suviana

Il responsabile nazionale servizio sommozzatori dei Vigili del fuoco, Giuseppe Petrone, uno degli uomini che ha tratto in salvo Nicholas Bernardini, ha rivelato al “Corriere della Sera” che quello di Suviana è stato “uno degli interventi più difficili della carriera”.

Petrone, infatti, ha spiegato cheper fare due metri ci possono volere anche venti minuti e che nei luoghi delle ricerche, oltre a penetrare in profondità e al buio, la squadra di soccorso da lui guidata deve destreggiarsi, “oltre a residui di olio e fanghi” anche tra “lastre di calcestruzzo e tondini in ferro”.

Il racconto del papà di Nicholas Bernardini

Nicholas Bernardini è stato salvato dai soccorsi ed ecco cosa ha rivelato suo padre Vittorio subito dopo aver visto suo figlio a seguito dell’esplosione: “Quando sono arrivato lo stavano medicando. Abbiamo pianto insieme, non ci siamo detti nulla. Ci siamo abbracciati e abbiamo pianto“.

Nicholas non ha ancora parlato dell’accaduto e i suoi genitori aspettano il momento giusto, ma il giovane ha confidato, in prima persona a suo padre, quanto sia stato provvidenziale l’arrivo dei soccorsi: “Sono stato molto contento, perché ci hanno aiutati tutti molto, sono arrivate anche le persone del posto a darci una mano e i soccorsi sono arrivati subito”.

Anche lo stesso Vittorio ha tenuto a ringraziare i sommozzatori dei Vigili del Fuoco, come riporta ancora il “Corriere della Sera”:La macchina dei soccorsi è stata rapida ed efficiente, dobbiamo ringraziare davvero tutti per quanto hanno fatto e stanno facendo“.

Leggi anche: Sartori, sopravvissuto 20 ore sotto la neve: “Ho indurito i muscoli per non far spezzare le gambe”

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Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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