Superbonus, stop a sconti in fattura e cessioni del credito: cosa prevede il piano di Governo?

Superbonus, il consiglio dei Ministri vara delle nuove regole, tra cui una nuova sanzione: quali sono le novità?

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Nel corso dell’ultimo Consiglio dei Ministri, che ha avuto luogo nella giornata di ieri 26 marzo, è stato approvato un nuovo decreto legge, non previsto, che riguarda il Superbonus.

Questa volta, però, il testo si concentra su alcuni punti ben precisi, come ha sostenuto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti: Il Governo ha approvato un decreto legge in materia di bonus edilizi ed energetici che sostanzialmente elimina ogni tipo di sconti in fattura e di cessione del credito per tutte le tipologie che ancora lo prevedevano. Abbiamo eliminato la disposizione dell’Istituto della rimessione in bonus che avrebbe consentito fino al 15 ottobre 2024 le correzioni ― con il pagamento di una minima sanzione ― di tutte le comunicazioni già intervenute “.

Tale provvedimento è stato preso per “chiudere definitivamente la eccessiva generosità della misura”. Non solo lo sconto in fattura sarà eliminato, ma è prevista anche una limitazione della cessione del credito, dal momento che si era perpetuato un uso spropositato e ― in qualche caso ― fraudolento di tale norma.

L’obiettivo finale del Governo, quindi, è “mettere un punto finale rispetto all’impatto sul 2023 del Superbonus, fatto salvo le valutazioni definitive di Eurostat, che ha causato gravi effetti sulla finanza pubblica e i cui effetti, definitivamente, potremo contabilizzare tra pochi giorni quando si caricherà la finestra per tutte le fatture e i lavori eseguiti entro il 31 dicembre 2023″.

Quali sono le spese dello Stato con il decreto Superbonus?

Secondo gli ultimi dati forniti da ENEA, L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, fino allo scorso febbraio con decreto Superbonus sono stati eseguiti lavori su 480.815 edifici e sono stati detratti 104,4 miliardi.

Si tratta di una spesa che, secondo il ministro Giorgetti, il Governo non può più sostenere, motivo per cui ha ritenuto necessario presentare questa nuova norma nel consiglio dei Ministri, non all’ordine del giorno:

Il fatto che introduciamo delle norme di monitoraggio testimonia che queste misure sono nate in modo totalmente scriteriato e hanno prodotto dei risultati devastanti per la finanza pubblica.

Attendiamo i dati definitivi, le sorprese purtroppo su questa vicenda non sono mancate, sempre in negativo.

Già il conto è salatissimo, anche se qualcuno in qualche modo è entusiasta.

Il prezzo per la finanza pubblica, in particolare l’onere del debito, graverà per diversi anni a venire.

Cos’altro è previsto nel nuovo decreto Superbonus?

Il ministro Giorgetti ha introdotto una nuova direttiva: “Abbiamo poi previsto per tutte le nuove fattispecie una comunicazione preventiva, nel momento in cui si inizia la presentazione del lavoro, in modo da avere un monitoraggio preventivo rispetto al fenomeno e non al momento in cui le fatture vengono caricate sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate”.

Inoltre, ha continuato Giorgetti: Abbiamo esteso a questa fattispecie la compensazione rispetto ai debiti di coloro che intendono usufruire dei crediti d’imposta rispetto ai debiti effettivamente accertati nei confronti dell’Erario. Se uno ha un ruolo definitivamente accertato prima si compensa su quello”. Questa nuova norma indica che, per evitare la restituzione del Superbonus da parte di chi ha debiti nei confronti dell’erario, sarà prevista la sospensione dell’erogazione del Bonus fino a concorrenza dell’importo dovuto.

Infine, viene introdotta anche una nuova sanzione:L’omessa trasmissione di tali informazioni, se relativa agli interventi già avviati, determina l’applicazione di una sanzione amministrativa di euro 10.000, mentre per i nuovi interventi è prevista la decadenza dall’agevolazione fiscale”.

Leggi anche: Superbonus, il decreto diventa legge: cosa cambia, le novità e quali sono le agevolazioni

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