Istituita una borsa di studio nel nome di Sveva Cicala, la biologa che studiò la sua malattia

La borsa di studio in nome di Sveva Cicala, la biologa che studiò il glioblastoma e donò le sue cellule alla scienza, è pensata per i giovani che fanno ricerca su tumori rari e aggressivi.

Giorgia Fazio
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La Federazione nazionale degli Ordini dei Biologi ha istituito una borsa di studio internazionale che porta il nome di Sveva Cicala, la biologa che ha passato gli ultimi tempi della propria vita a studiare la malattia che poi l’ha portata via. Come riporta il “Corriere della Sera”, il fondo è stato pensato per i giovani che fanno ricerca sui tumori rari e aggressivi.

La 29enne si era laureata con una tesi sul glioblastoma, tema scelto dopo aver scoperto di esserne affetta. La sorella Giorgia, alla consegna della targa, ha espresso tutta la gratitudine della famiglia Cicala: “È il riconoscimento più grande che si potesse sperare, perché Sveva si è dedicata anima e corpo alla ricerca fino all’ultimo momento“.

Una borsa di studio in nome di Sveva Cicala

Sveva Cicala borsa di studio

La Federazione nazionale degli Ordini dei Biologi ha consegnato una targa ai genitori di Sveva Cicala, simbolo dell’istituzione della borsa di studio internazionale che porta il nome della 29enne scomparsa il 9 aprile scorso. Il riconoscimento è stato pensato per i giovani che fanno ricerca sui tumori rari e aggressivi, riporta il “Corriere della Sera”, proprio come aveva fatto Sveva durante il suo percorso accademico.

La biologa, infatti, si era laureata con una tesi sul glioblastoma, la stessa malattia che l’ha portata via precocemente. L’annuncio dell’iniziativa della Fondazione è arrivata durante la cerimonia di consegna della targa, presso il Renaissance Naples Hotel Mediterraneo. A consegnarla il presidente della FNOB, Vincenzo D’Anna, nel corso della serata “Mezzo secolo in biologia”, organizzata dall’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise.

A ritirare il riconoscimento c’erano i genitori della 29enne, Alessandra e Alessandro, il fratello Giuseppe e la sorella Giorgia. Proprio quest’ultima si è espressa così ricordando Sveva e sottolineando l’importanza della borsa di studio istituita nel suo nome: “È il riconoscimento più grande che si potesse sperare, perché Sveva si è dedicata anima e corpo alla ricerca fino all’ultimo momento“.

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La storia di Sveva Cicala

Sveva Cicala aveva 26 anni quando, nel giugno 2022, ha avuto una crisi epilettica che l’ha portata alla diagnosi: glioblastoma al quarto stadio. In seguito all’intervento ha deciso di studiare la propria malattia, concentrandosi su SETD8, un enzima indicato come possibile bersaglio terapeutico.

Nel 2024, sottolinea il “Corriere della Sera”, ha discusso la tesi magistrale presso l’Università Federico II di Napoli e ha donato alla ricerca sul cancro la borsa di studio vinta con quel lavoro. Dallo studio condotto da Sveva, durante la seduta di laurea, è emerso che il 95% dei pazienti affetti da glioblastoma non ce la fa. Il dato è stato ripreso durante la cerimonia di consegna della targa, quando la sorella Giorgia ha ricordato:

Si è parlato del 95 per cento, ma lei credeva di far parte del 5 per cento fino alla fine.

Si è aggrappata a questa speranza e ha contribuito allo studio delle sue cellule tumorali perché prima o poi venisse trovata una cura.

Speriamo che questo piccolo mattoncino che ha lasciato alla ricerca possa diventare qualcosa di molto più grande.

Il fratello Giuseppe Cicala, poi, si è aggiunto al ricordo, dando un proprio punto di vista su quello che spera sia il futuro della ricerca: “Forse voleva e sperava di rientrare in quel 5 per cento. Ma la ricerca che ha seguito serviva a dare a un futuro paziente la stessa speranza che lei riponeva in se stessa, e ad aumentare quella percentuale. Se si fa qualcosa oggi, non è solo per chi lo sta facendo. È per chi verrà“.

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