Chi era Antonino Cattaneo, pioniere della ricerca sull’Alzheimer che lavorò con Rita Levi Montalcini

Si è spento a 71 anni Antonino Cattaneo, neuroscienziato e luminare nella ricerca sull'Alzheimer. Nella sua carriera ha pubblicato oltre 200 articoli, lavorato insieme a Rita Levi Montalcini e ispirato generazioni di nuovi scienziati.

Giorgia Fazio
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Addio ad Antonino Cattaneo, il neuroscienziato che si è distinto per le proprie ricerche soprattutto in merito alla lotta all’Alzheimer. Come fa sapere La Stampa, a dare la notizia della sua scomparsa è stata la Scuola Normale di Pisa, dove Cattaneo insegnava disiologia e dirigeva il Laboratorio di Biologia.

Il luminare, inoltre, ha lavorato come postdoc e poi come ricercatore con Rita Levi Montalcini all’Istituto di Neurobiologia del Cnr a Roma, divenendo in seguito presidente dell’Ebri, European Brain Research Institute, istituto di ricerca sul cervello fondato dalla stessa Premio Nobel.

Con l’improvvisa scomparsa di Antonino Cattaneo, quindi, la comunità scientifica perde una delle figure più influenti e ispirazionali nel campo delle neuroscienze.

Chi era Antonino Cattaneo

Antonino Cattaneo

Antonino Cattaneo ha rappresentato una delle personalità centrali nel mondo della ricerca scientifica, grazie al suo impegno come neuroscienziato. Come riporta La Stampa, il luminare è nato a Pisa il 6 settembre 1954, ma la sua formazione è avvenuta a Roma, dove ha conseguito una laurea in Biofisica, presso l’Università Sapienza, nel 1976. Cattaneo ha fatto ritorno nella propria città natale per intraprendere il dottorato di ricerca, alla Scuola Normale di Pisa, nel 1980.

Sotto la supervisione del professor Lamberto Maffei, il neuroscienziato si è dedicato allo studio della codifica delle informazioni visive da parte delle cellule della corteccia visiva. Successivamente, ha lavorato come postdoc e come ricercatore insieme a Rita Levi Montalcini, presso l’Istituto di Neurobiologia del Cnr a Roma, e poi con Cesar Milstein al MRC Laboratory of Molecular Biology di Cambridge in Inghilterra.

Nella sua carriera, dal 1991 al 2008, Cattaneo ha ricoperto il ruolo di professore ordinario di Biofisica alla Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati di Trieste, dove è stato Direttore di Dipartimento dal 1991 al 1995 e Vice Direttore della Sissa dal 1996 al 2001. Una volta terminato l’incarico, ha fatto ritorno alla Normale, in qualità di professore ordinario di Fisiologia e Direttore del Laboratorio di Biologia Bio@SNS, fino al pensionamento nel 2023.

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La ricerca di Antonino Cattaneo

Il contributo di Antonino Cattaneo nel mondo scientifico è stato notevole, grazie soprattutto alla sua ricerca altamente innovativa. Nello specifico, sottolinea La Stampa, il luminare si è occupato delle neurotrofine, dell’Alzheimer e degli anticorpi ricombinati. Proprio questi ultimi sono alla base delle attuali terapie in fase di sviluppo per curare la malattia.

Cattaneo, inoltre, ha alle spalle oltre 200 pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali “peer reviewed“, ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi scientifici importanti, come il Premio Domenico Marotta dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, la Medaglia W. Jansenius della Accademia Slovacca delle Scienze e il Premio Internazionale G. Tartufari per la Biologia dall’Accademia Nazionale dei Lincei.

Membro dell’Embo, European Molecular Biology Organization, dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, Socio corrispondente della Accademia Nazionale dei Lincei, dal 2018 è stato presidente dell’Ebri, European Brain Research Institute, l’istituto di ricerca sul cervello fondato da Rita Levi Montalcini. Antonino Cattaneo si è spento ieri, 29 giugno, a Milano, a 71 anni.

A dare la notizia è stata la Scuola Normale di Pisa, che in una nota ripresa da La Stampa ha condiviso: La direzione e tutta la comunità della Scuola Normale si stringono alla famiglia, agli amici, ai colleghi del professor Cattaneo, ricordando oltre all’indiscusso valore scientifico dello studioso, anche la grande umanità, gentilezza e sensibilità dell’uomo. Nonostante la grande perdita, la comunità scientifica e le nuove generazioni di studiosi saranno ispirati dalle ricerche condotte dal luminare.

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