Dariya Derkach è la nuova campionessa europea nel salto triplo, titolo che arriva come coronamento di un’importante storia, agonistica e personale. Arrivata in Italia dall’Ucraina nel 2022, l’atleta ha potuto gareggiare con la maglia azzurra solo a 20 anni, dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana.
Lo sport ha sempre fatto parte della sua vita e, nel corso del tempo, ha raggiunto traguardi di rilievo, sia nel settore giovanile che assoluto. Il momento più complicato è arrivato lo scorso anno, quando Dariya ha subìto un infortunio al tendine d’Achille a cui sono seguiti vari interventi.
La medaglia d’oro nel salto triplo a Birmingham è frutto degli sforzi e della perseveranza che l’hanno accompagnata in questi mesi. Dopo la vittoria, Derkach ha confessato: “L’anno scorso è stato complicato, difficile. Ho superato tutto, la voglia di fare è stata più forte“.
Chi è Dariya Derkach
Dariya Derkach è nata a Vinnycja, nell’Ucraina centrale, il 27 marzo 1993. La passione per lo sport l’ha accompagnata fin da bambina, complici i genitori, entrambi molto attivi in pista. Come riporta il Corriere della Sera, la madre Oksana è stata una triplista ucraina di discreto valore, mentre il padre Serhij era specializzato nelle prove multiple.
La vita di Dariya ha subìto una svolta importante nel 2002, quando ha seguito la famiglia in Italia, arrivata alla ricerca di un futuro migliore. I Derkach si sono stabiliti a Pagani, una cittadina in provincia di Salerno, dove l’atleta, allora di soli 9 anni, costruisce piano piano il proprio futuro. L’altro impegno, oltre alla scuola, è sempre stata l’attività sportiva.
Il padre di Dariya l’ha indirizzata fin da subito verso le prove multiple, poi nel salto in lungo e infine nel triplo. Si è allenata, quindi, a Salerno e a Nocera Inferiore, vestendo le maglie del Cus Salerno e dell’Atletica Vis Nova, con cui ha conquistato i primi trofei. In carriera ha vinto 26 titoli giovanili e 15 italiani assoluti.
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La maglia azzurra e il sogno olimpico

Per via delle norme vigenti, Dariya Derkach non ha potuto gareggiare con la maglia azzurra fino al 2013, anno in cui ha ottenuto la cittadinanza italiana. In precedenza, non ha mai accettato di tesserarsi per altre Nazionali, come la Federazione ucraina. A 20 anni il sogno dell’atleta diventa quindi realtà.
Come riporta il Corriere della Sera, partecipa agli Europei a squadre, a Gateshead, dove arriva sesta nel salto in lungo. Ai Mondiali di Mosca non si qualifica per la finale ma, l’anno seguente, vince due medaglie ai Giochi del Mediterraneo under 23 in Francia. Successivamente arrivano le prime esperienze olimpiche, prima a Rio de Janeiro 2016, poi a Tokyo 2021 e a Parigi 2024.
Dariya, negli anni, continua la sua esperienza europea, crescendo sempre più. Dal 2023 gareggia solo nel salto triplo e agli Europei indoor di Istanbul conquista la medaglia d’argento. Ai Mondiali di Budapest arriva ottava, stessa posizione ottenuta ai Giochi di Parigi. Il gradino più alto del podio è arrivato invece ieri sera, agli Europei di Birmingham.
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Dariya Derkach, dall’ospedale agli Europei
La vittoria di Dariya Derkach agli Europei di Birmingham non era affatto scontata. Solo un anno fa l’Azzurra era in un letto d’ospedale, dopo l’ennesimo intervento al tendine d’Achille, causato da un infortunio subìto nel febbraio 2025 durante una gara indoor.
L’atleta ha dimostrato grande spirito combattivo nel corso dei mesi ed è arrivata in Inghilterra con la voglia di vincere. Dariya, sottolinea Il Fatto Quotidiano, ha conquistato la medaglia d’oro già con il primo salto di 14.53, che le ha permesso di posizionarsi in testa e non spostarsi più da lì. Argento alla belga Saliyya Guisse, che ha raggiunto 14.46, e bronzo alla bulgara Aleksandra Nacheva, con 14.40.
Al termine della competizione, l’Azzurra ha confessato: “Questa serata è la più bella della mia carriera, è stata una bella gara. Avevo una tensione pazzesca addosso. L’anno scorso è stato complicato, difficile. Ho superato tutto, la voglia di fare è stata più forte”. Un importante vittoria, quindi, per Dariya, che la fa ben sperare per l’Olimpiade di Los Angeles 2028.

