Dimissioni Sgarbi: l’attività di conferenziere è davvero in conflitto di interessi con il suo ruolo?

Cosa ha spinto Vittorio Sgarbi a dimettersi e quanto il suo ruolo da sottosegretario entra in conflitto con l'attività di conferenziere?

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.
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Vittorio Sgarbi si è dimesso da sottosegretario alla Cultura. Ad annunciarlo è stato lui stesso, parlando dal palco dell’evento pubblico ‘La ripartenza’, organizzato a Milano dal giornalista Nicola Porro. Ecco le parole del critico d’arte, pronunciate a margine dell’incontro:

Mi dimetto con effetto immediato da sottosegretario del governo e lo comunicherò nelle prossime ore a Giorgia Meloni.

La decisione giunge qualche ora dopo che l’Antitrust si è espressa riguardo alla sua attività da conferenziere che, secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sarebbe in contrasto con il suo ruolo istituzionale.

Il critico d’arte con l’occasione non ha neanche chiesto scusa ai giornalisti, nei confronti dei quali si era lasciato andare, come suo solito, con affermazioni poco eleganti. Ecco quanto ha specificato: “Non mi devo scusare con nessuno, ho espresso le mie imprecazioni come fa chiunque. Quelle erano immagini rubate. E uno nel suo privato può dire quello che vuole”.

Sgarbi spiega il perché della sua decisione

Vittorio Sgarbi e Nicola Porro

Vittorio Sgarbi ha spiegato di aver meditato, nelle ore precedenti, su quale fosse la decisione più giusta da prendere, dopo che “l’Antitrust aveva mandato una molto complessa e confusa lettera dicendo di aver accolto due missive anonime, inviate dal ministro della Cultura” in cui si indicava appositamente che il critico non poteva parlare di arte alla conferenza da Porro, per evitare il conflitto d’interessi.

Anche se poi ammette: La legge consente che io, attraverso il Tar, indichi quelle cose che ho detto. Non può essere in conflitto di interessi chi non ha un lavoro, chi non fa l’attore, chi non fa il professore, chi è in pensione come professore e come sovrintendente”, sottolineando di aver partecipato occasionalmente alle conferenze. Poi però chiarisce che la conferenza, secondo l’Antitrust, “risulta incompatibile, illecita, fuorilegge”. A motivo di ciò Sgarbi dichiara di aver preso la sua decisione:

Per evitare che tutti voi siate complici di un reato, io parlo da questo momento libero del mio mandato di sottosegretario. Avete comunque un ministro e altri sottosegretari.

Io riparto e da ora in avanti potrò andare in tv e fare conferenze.

Sgarbi sottosegretario e conferenziere: cosa dice la legge al riguardo?

Secondo il Fatto Quotidiano, primo a sollevare la questione, il 24 ottobre 2023, degli incassi extra di Sgarbi in qualità di conferenziere, percepire denaro tramite una qualsiasi attività parallela sarebbe incompatibile con ogni ruolo istituzionale. Si legge, infatti, nell’articolo 2 della legge 215/2004 sul conflitto di interessi:

Il titolare di cariche di Governo non può esercitare attività professionali o di lavoro autonomo in materie connesse alla carica di Governo, di qualunque natura, anche se gratuite, a favore si soggetti pubblici e privati.

Sono mesi che il critico si trova al centro dell’attenzione mediatica, e non sappiamo se con le sue dimissioni l’interesse nei suoi confronti scemerà. Ad attirare la stampa è stato anche il presunto riciclaggio di un quadro del Seicento rubato nel 2013 dal castello di Buriasco, in Piemonte, la ‘Cattura di San Pietro’ di Rutilio Manetti, e poi riapparso in una mostra del critico d’arte nel 2021. La notizia, affrontata da il Fatto e Report, ha avuto risonanza internazionale tanto da essere ripresa anche dal New York Times.

A questo punto non stupisce che non abbia speso belle parole nei confronti dei giornalisti. Riguardo alla vicenda del conflitto di interessi, e alla sua risoluzione ufficiale, occorrerà attendere il 15 febbraio, termine entro il quale l’Antitrust dovrà pronunciarsi sull’incompatibilità tra le attività extra Governo di Sgarbi e il suo ruolo presso il Ministero della Cultura.

Leggi anche: Meloni annuncia la Legge Ferragni: come funziona e cosa cambia nella beneficenza

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