lunedì, Ottobre 25, 2021

Scontri a Roma gestiti male: arriva stretta sui cortei. Draghi abbraccia Landini, Procura apre 2 fascicoli

Mantovano, ex sottosegretario del ministro dell'Interno, sostiene che gli scontri a Roma siano stati gestiti male e sottovalutati: il Viminale fa autocritica e pensa a una stretta sui cortei. Draghi incontra Landini, mentre la Procura apre due fascicoli e il Pd presenta mozione per sciogliere Fn.

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Scontri a Roma: la manifestazione di No Vax e neofascisti dello scorso sabato, che ha messo sotto scacco le vie del centro fino a tarda notte ed è culminata con l’assalto alla sede della Cgil, forse si sarebbe potuta evitare. O, quantomeno, prevedere: a dirlo è Alfredo Mantovano, l’ex sottosegretario al Ministero dell’Interno.

La critica è soprattutto nei confronti della gestione della sicurezza pubblica, che avrebbe potuto, e dovuto, essere preparata meglio. “Quello che ho imparato negli anni al Viminale è che l’ordine pubblico di tutto il comparto sicurezza è la fetta più difficile di tutte perché la piazza è la parte conclusiva di un lavoro che conosce una lunga parte di preparazione” ha spiegato Mantovano a Il Giornale.it e ha aggiunto “solo il coraggio e la capacità dei poliziotti hanno impedito che l’altro ieri a Palazzo Chigi si ripetesse quello che è successo a Washington a inizio anno. Però è accaduto alla sede della Cgil”.

Scontri a Roma, Mantovano: “A un sistema di sicurezza attento non sfugge l’arrivo della folla”

Scontri a Roma, Mantovano: "A un sistema di sicurezza attento non sfugge l'arrivo della folla"

Scontri a Roma gestiti male. Secondo Alfredo Mantovano, il fattore sorpresa non può giustificare la mala gestione della manifestazione di sabato, che ha riunito una folla di 10mila persone. Tutti, dice Mantovano, avevano letto l’informativa del ministro dell’Interno risalente a un mese fa in cui, sulla base degli alert di Servizi segreti e della Digos, veniva lanciato l’allarme sul rischio di degeneraziione violenta delle manifestazioni di No Vax e No Green Pass. L’ex sottosegretario del ministro dell’Interno ha aggiunto:

Mi viene da chiedermi perché non siano state adottate tutte le misure necessarie. Mi sembra una vicenda simile a quella del rave party. Ieri su Twitter, qualche ora prima della manifestazione, il messaggio dominante era: ‘ prendiamoci Roma’.

Prendersi Roma significa puntare alle sedi istituzionale. A un sistema di sicurezza con le antenne ben tese non sfugge la quantità di persone affluite nella Capitale. Mi faccio una domanda: ‘che tipo di preparazione vi è stata dietro a questa manifestazione?’ Il messaggio che viene fuori è che ognuno fa quello che vuole.

Cosa fare per poter cambiare tutto questo? Mantovano sembra avere una soluzione: rendere la gestione dell’ordine pubblico meno tollerante nei confronti di queste aggressioni e dare maggiore fiducia al lavoro delle forze di polizia.

Scontri a Roma, Viminale fa autocritica: arriva la stretta sui cortei

Scontri a Roma, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese fa autocritica: la piazza della Capitale, riconosce, è stata decisamente sottovalutata. Anche perché i manifestanti sarebbero potuti essere al massimo 3mila. Ma adesso la preoccupazione è per quanto avverrà nei prossimi giorni. Fonti del Ministero hanno spiegato che si aspettano “giorni caldi e l’appuntamento del G20 del 30 ottobre sarà per l’Italia una vetrina mondiale: sarà messo a punto un forte rafforzamento dell’ordine pubblico. C’è una stagione in cui la politica del contenimento non basta più, esso è una scelta non solo della politica, ma anche dei tecnici. Bisognava rispondere prima e avere in campo gli uomini necessari per farlo”.

Anche se, sottolinea il prefetto: “Solo alla fine, quando le persone giungevano nella Capitale da tutta Italia, è stato possibile comprendere l’alto livello di partecipazione, oltre che l’elevato gruppo di facinorosi all’interno di essa”. Per questo il Viminale pensa a nuove regole, una sorta di “stretta sui cortei” che garantisca la non-degenerazione delle manifestazioni.

Stando a quanto riportato da Il Corriere della Sera, adesso il via libera a un corteo arriverà solo dopo una rigorosa valutazione dei rischi: questo significa che le autorizzazioni si potranno ottenere solo se ci saranno garanzie reali di rispetto delle regole da parte degli organizzatori. In caso contrario, la manifestazione dovrà essere vietata, impedendo a chi ne ha presentato richiesta di scendere in piazza.

Scontri a Roma: l’alleanza esplosiva tra No Vax, No Green Pass e neofascisti

Scontri a Roma: l'alleanza esplosiva tra No Vax, No Green Pass e neofascisti
Pamela Testa durante gli scontri a Roma dello scorso sabato

Gli scontri a Roma sarebbero il frutto di un piano nero ben congeniato. Una fonte dell’intelligence ha spiegato a la Repubblica che la manifestazione di sabato non è altro che il concretizzarsi di un timore non certo degli ultimi giorni, ovvero quello che “i neofascisti potessero sfruttare quel disagio, in apparenza apolitico, per generare rivolte violente”.

E così è stato, soprattutto grazie al contributo di Pamela Testa, 39enne romana esponente di Forza Nuova, nonché il punto di raccordo tra neofascisti e No Vax. La donna avrebbe detto in un audio su Telegram prima di sabato: “La manifestazione è solo un simbolo, l’obiettivo è crescere finché ci sarà libertà da difendere, andare nel resto d’Italia e continuare a far sentire la nostra voce”.

Uniti al grido “Basta dittatura!”, No Green Pass e neofascisti si sono trovati dalla stessa parte: il risultato di questo mix è stato a dir poco esplosivo. L’esercito di Forza Nuova e dei gruppi neofascisti è stato l’ideale per concretizzare quella ribellione, ritenuta lecita e necessaria. Mentre il malumore dei No Vax ha giustificato l’intervento squadrista della folla. Un’escalation che ha visto questa curiosa alleanza progredire dal 28 agosto, quando 3mila No Green Pass sono scesi in piazza a Milano, fino a sabato scorso. Quando è bastata una frase di Castellino (“i criminali sono loro, i sindacati”) a dare il là per l’assalto alla sede della Cgil in corso Italia, un durissimo attacco al lavoro, una dolorosa ferita alla democrazia.

Scontri a Roma, Draghi in visita alla Cgil abbraccia Landini, Procura apre 2 fascicoli. Mozione Pd per sciogliere Fn

Scontri a Roma, Draghi in visita alla Cgil abbraccia Landini, la Procura apre 2 fascicoli. Mozione Pd per sciogliere Fn

Il Premier Mario Draghi si è recato poche ore fa nella sede nazionale della Cgil, esprimendo solidarietà a Maurizio Landini, che lo ha accolto all’ingresso assieme ad altri dirigenti sindacali e ad un centinaio di iscritti. Un lungo applauso ha accompagnato l’abbraccio tra il Presidente del Consiglio e il segretario della Cgil, che ha sottolineato come la visita del Premier sia manifestazione di “vicinanza sua e delle istituzioni per impedire il ritorno a un passato che non vogliamo ritorni, un fatto non scontato ma particolarmente importante e significativo.

La Procura di Roma, nel frattempo, ha aperto due fascicoli di indagine: il primo riguarda i sei arrestati ritenuti promotori della rivolta, responsabili dell’assalto alla sede della Cgil, ovvero i leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino, l’ex Nar Luigi Aronica, l’attivista Pamela Testa e il leader del movimento IoApro Biagio Passaro. I magistrati contestano loro i reati di istigazione a delinquere, devastazione e saccheggio. Poi, c’è il secondo fascicolo, che riguarda gli altri sei arrestati in flagrante, per i quali già è stata chiesta la condanna: a seconda delle posizioni, questi ultimi sono accusati di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e lesioni aggravate.

Poi, come anticipato ieri dal segretario dem Enrico Letta, il Pd ha presentato al Senato, a prima firma Malpezzi-Parrini, una mozione in cui impegna il Governo «a dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente adottando i provvedimenti di sua competenza per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana». Un’altra mozione simile è stata presentata in Senato da Nencini (Psi) e Faraone (Iv).

Leggi anche: Roma assaltata da No Vax e neofascisti, Pd: “Sciogliere Forza Nuova”. Ora si teme l’escalation

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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