sabato, Luglio 2, 2022

Sanremo, Saviano ricorda Falcone e Borsellino: “La Mafia non è riuscita a sporcarli”

Saviano a Sanremo ricorda le stragi di mafia soffermandosi su Falcone e Borsellino. Anche se in vita non erano acclamati come eroi la mafia non è riuscita a sporcare il loro esempio.

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

Saviano a Sanremo porta una sorta di orazione civile ricordando sul palco dell’Ariston le stragi di Capaci e via d’Amelio, nelle quali hanno perso la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Il monologo dello scrittore si sofferma su Rita Atria, prima testimone di giustizia la quale aveva denunciato quella mafia che aveva ucciso il padre e il fratello, e come testimone di giustizia era accompagnata da Paolo Borsellino. Poi con la strage di via D’Amelio la ragazza a soli 17 anni si tolse la vita in preda allo sconforto, dopo aver perduto il suo vero punto di riferimento.

Il discorso di Saviano, che dal 12 febbraio condurrà su Rai3 Insider, si conclude con un messaggio destinato a tutti noi: “Se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo!

Saviano a Sanremo: “Falcone e Borsellino non considerati eroi in vita”

saviano a sanremo_monologo su falcone e borsellino

Saviano a Sanremo inizia così il suo monologo, a 30 anni dalle stragi di mafia:

Ricordare non è un atto passivo. Viene da ‘recordari’, che significa rimettere nel cuore perché per gli antichi il cuore è la sede della memoria.

Il coraggio è sempre una scelta e non scegliere non significa essere neutrali ma essere complici.

Lo scrittore ha ricordato Falcone e Borsellino, due giudici che hanno scelto pur sapendo di rischiare e sono stati ammazzati dalla mafia.

Saviano ha poi sottolineato come prima della loro morte fossero stati accusati di cercare notorietà. Ciò nonostante “la mafia non è riuscita a sporcare l’esempio delle loro scelte coraggiose”. All’epoca, prima delle stragi, non erano considerati come eroi ma tutt’altro:

Furono accusati di spettacolarizzare il loro lavoro, di Falcone si arrivò a dire che la borsa con 58 candelotti all’Addaura se l’era messo da solo: non c’erano i social ma c’erano gli hater.

Quel fango li aveva isolati e resi facili obiettivi, ma non è riuscito a sporcare il loro esempio.

Saviano a Sanremo: l’esempio di Rita Adria e il concetto di silenzio

Saviano a Sanremo ha raccontato la storia di Rita Atria, la quale a soli 17 anni portò alla condanna di molti mafiosi, divenendo la prima testimone di giustizia in Italia. Ciò avvenne anche grazie all’aiuto di Paolo Borsellino. Dopo la sua morte purtroppo la ragazza scelse di togliersi la vita.

Di contro lo scrittore si è soffermato sul danno del silenzio e della neutralità:

La neutralità non ci tiene in sicurezza, ci costringe a rinunciare alla libertà, alla dignità, al diritto di ricercare la felicità. Il silenzio favorisce le mafie e lascia solo chi le contrasta.

Per Saviano Falcone, Borsellino e Rita Adria rimangono “semi che sono germogliati, semi che possono diventare radici”.

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Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

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