Tumore della cervice, uno studio trova la cura che si adatta all’evoluzione della malattia

Un trial clinico internazionale ha mostrato come una risonanza possa seguire l'evoluzione del tumore della cervice, così da rendere le terapie personalizzate e più precise. A prendere parte alla ricerca anche l'INT di Milano.

Giorgia Fazio
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Il trattamento del tumore della cervice uterina localmente avanzato punta a essere sempre più preciso, modificandosi nel corso della terapia. A renderlo noto, come riporta “Mondosanita”, sono i primi risultati del trial clinico internazionale EMBRACE 2, a cui ha partecipato come unico centro italiano la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Nello specifico, la ricerca ha stabilito nuovi standard per l’esecuzione della radioterapia, della chemioterapia concomitante e della successiva brachiterapia, con intento curativo. Gli ultimi dati, emersi nel 2025, hanno evidenziato una sopravvivenza mai raggiunta in precedenza nell’ambito di questi trattamenti, contribuendo a modificare la pratica clinica.

Tumore della cervice, lo studio rivoluzionario

Tumore della cervice

Il trial clinico internazionale EMBRACE 2 ha evidenziato novità importanti nel trattamento del tumore della cervice uterina localmente avanzato, che rende le cure più precise e adattate all’evoluzione della malattia, modificando così la pratica clinica. Uno degli elementi più rilevanti dello studio, riporta “Mondosanita”, riguarda la brachiterapia guidata dalle immagini di risonanza magnetica.

In questo modo è possibile pianificare il trattamento, evidenziando seduta dopo seduta come cambia la malattia e ottimizzando la somministrazione delle dosi. È in tale contesto che l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si è imposto come unico centro italiano, coinvolgendo Radioterapia, Fisica Sanitaria e Radiodiagnostica.

È stato possibile realizzare la pianificazione attraverso risonanza magnetica, con la possibilità per le pazienti di accedervi quotidianamente. La dottoressa Brigida Pappalardi, specialista in Radioterapia Oncologica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha commentato così la ricerca:

EMBRACE 2 ha consentito di individuare e condividere con la comunità scientifica internazionale precisi standard di qualità per la radioterapia, la chemioterapia concomitante e la successiva brachiterapia.

La possibilità di pianificare la brachiterapia attraverso le immagini di risonanza magnetica ci permette di osservare seduta dopo seduta come cambia il tumore e, di conseguenza, di ottimizzare le dosi.

I risultati presentati hanno mostrato dati di sopravvivenza mai raggiunti prima nell’ambito di questi trattamenti e hanno contribuito a cambiare la pratica clinica.

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Come si è svolta la ricerca

La ricerca ha contribuito a stabilire nuovi standard per l’esecuzione della radioterapia, della chemioterapia concomitante e della successiva brachiterapia. È proprio in questo modo, evidenzia “Mondosanita”, che le pazienti hanno accesso a cure personalizzate e mirate. I risultati ottenuti nel 2025 hanno mostrato dati di sopravvivenza mai raggiunti prima nell’ambito di questi trattamenti.

Fondamentale nell’ottenere tali risultati è stato un modello fortemente multidisciplinare da parte dell’INT, che ha coinvolto oncologi radioterapisti, ginecologi, fisici sanitari, tecnici sanitari di radiologia medica, personale infermieristico, specialisti della diagnostica e anestesisti. È proprio la brachiterapia, eseguita in sedazione, a richiedere una fitta collaborazione tra i vari specialisti. Queste le parole della dottoressa Pappalardi:

È un percorso costruito intorno alle esigenze delle pazienti e reso possibile dalla collaborazione di molte professionalità.

Il risultato raggiunto non appartiene quindi soltanto alle persone direttamente coinvolte nel trial, ma rappresenta il lavoro di un’intera squadra e testimonia il valore della collaborazione multidisciplinare nella ricerca clinica e nell’assistenza.

L’importanza e la rivoluzionarietà di EMBRACE 2 sono state riconosciute anche da ESTRO, la Società Europea di Radioterapia, che ha assegnato al team internazionale il Donal Hollywood Award. Si è trattato di un momento senza precedenti, in quanto mai prima d’ora il premio era stato attribuito a un intero gruppo di lavoro. Per l’Istituto Nazionale dei Tumori sono stati indicati la dottoressa Pappalardi, nel ruolo di principal investigator locale, la dottoressa Delle Curti e il dottor Giandini come co-PI.

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