Rivoluzione del vaccino contro l’herpes-zoster: “Protegge da infarto e ictus”

Uno studio sudcoreano ha dimostrato come il vaccino contro l'herpes-zoster, che protegge dal "fuoco di Sant'Antonio", ha ripercussioni positive sulle malattie cardiovascolari. Proteggerebbe, infatti, da ictus e infarto.

Ad image

Uno studio sudcoreano ha dimostrato come il vaccino contro l’herpes-zoster riduce il rischio di contrarre ictus e infarto. La ricerca condotta ha evidenziato come il 23% dei soggetti vaccinati abbia mostrato una riduzione della possibilità di presentare malattie cardiovascolari.

Il vaccino, che protegge dall’infiammazione tipicamente chiamata “fuoco di Sant’Antonio”, influisce positivamente anche sulla comparsa dell’Alzheimer, bloccandola. Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori del Kyung Hee University College of Medicine di Seul, è stato pubblicato sull’European Heart Journal.

Nonostante ci siano alcuni aspetti ancora da chiarire circa i dati raccolti, la ricerca si pone come apripista per una serie di analisi che potrebbero essere condotte nel resto nel mondo, sulla prevenzione da malattie cardiovascolari. Vediamo meglio ora di cosa si tratta.

Com’è stato condotto lo studio sul vaccino

Lo studio è stato condotto, come riporta il Quotidiano Nazionale, da un gruppo di ricercatori del Kyung Hee University College of Medicine di Seul e pubblicato sull’European Heart Journal. Gli esperti, quindi, hanno preso in esame, dal 2012 a oggi, i dati di quasi 1,3 milioni di “over 50” residenti in Corea del Sud e hanno confrontato il loro stato vaccinale per l’herpes-zoster con l’incidenza di eventi cardiovascolari.

Sono state prese in considerazione, inoltre, variabili come età, sesso, condizioni socioeconomiche e stile di vita. Dalla ricerca è emerso che nei soggetti vaccinati c’era una riduzione del 23% del rischio di presentare problemi cardiovascolari.

Nello specifico, una riduzione del 26% rispetto ai non vaccinati, circa la possibilità di ictus, infarto, scompenso cardiaco e morte per problemi cardiaci. Il 22% in meno di possibilità, invece, di insorgenza di una cardiopatia cronica, ossia la diminuzione dell’afflusso di sangue al cuore a causa della restrizione oppure ostruzione delle arterie.

Leggi anche: Sperimentato un vaccino anti-cancro: sarà efficace contro più forme di tumore?

Come agisce il vaccino?

Rivoluzione del vaccino contro l'herpes-zoster: "Protegge da infarto e ictus" 2

Il vaccino agisce contro il virus herpes-zoster. Si tratta di un’infezione che provoca l’infiammazione dei vasi sanguini, con possibili danni o formazioni di coaguli, quindi a un amento dell’esposizione a rischi cardiovascolari. Esteriormente, il virus si manifesta con un’eruzione cutanea fastidiosa, il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio”, e può favorire la comparsa dell’Alzheimer.

Quindi, gli apporti positivi che il vaccino ha sul paziente sono numerosi, se si considerano i benefici alla salute del cuore e dell’apparato circolatorio. I risultati, secondo il professor Dong Keon Yon, che ha coordinato il team di ricercatori sudcoreani, hanno un effetto protettivo maggiore nei 2 o 3 anni successivi alla vaccinazione, anche se si mantiene fino a 8 anni.

Inoltre, si è notato che a essere più soggetti a benefici evidenti sono gli uomini, di età inferiore ai 60 anni, che hanno stili di vita poco salutari, come nel caso di fumatori, consumatori abituali di alcol e persone sedentarie.

Leggi anche: Arriva il vaccino che previene l’Alzheimer: quando i test sulle persone?

Aspetti da approfondire

Il Giornale Nazionale evidenzia alcuni aspetti ancora da chiarire della ricerca sudcoreana. Innanzitutto, ai pazienti è stato somministrato un vaccino vivo attenuato contro l’herpes-zoster, contenente una versione indebolita del virus. In molti Paesi, però, viene utilizzata la versione ricombinante non viva, che usa una proteina del virus.

Sono in corso, quindi, ulteriori studi per valutare se la protezione contro le problematiche cardiovascolari valga indipendentemente dal tipo di vaccino somministrato. Bisogna sottolineare, poi, che la ricerca è stata condotta prendendo in esame solo ed esclusivamente soggetti asiatici e che non dimostrano un rapporto di causa-effetto diretto.

A ogni modo, i dati ottenuti, vista la loro ampiezza e la qualità statistica, rendono valide le conclusioni a cui sono arrivati i ricercatori. Questo studio, dunque, può essere un ottimo punto di partenza per ulteriori analisi internazionali, che si concentrino sulla correlazione tra prevenzione dell’herpes-zoster e la sicurezza per il cuore.

Condividi
Ad image