Endoscopia del futuro, è in atto una rivoluzione tra videocapsule e IA: “Gli esami faranno meno paura”

Le nuove frontiere della gastroenterologia, tra diagnosi precoci e interventi meno invasivi grazie a dispositivi intelligenti.

Elena Orsatti
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Sottoporsi a una colonscopia o a una gastroscopia, oggi, fa sempre meno paura. La gastroenterologia sta vivendo una vera e propria rivoluzione tecnologica. L’ingresso in sala endoscopica di sistemi più avanzati e algoritmi di intelligenza artificiale sta trasformando esami storicamente temuti in procedure sempre più confortevoli.

Per tracciare l’evoluzione dell’endoscopia, abbiamo intervistato il dottor Luigi Schiffino, medico chirurgo specializzato in gastroenterologia, endoscopia digestiva, chirurgia generale e idrologia medica, che ci ha raccontato quali tecnologie sono già realtà nelle sale endoscopiche italiane e cosa, invece, potrebbe arrivare nei prossimi anni.

Da endoscopi sempre più avanzati alle videocapsule intelligenti, fino a futuri dispositivi flessibili robotici, scopriamo l’evoluzione delle nuove frontiere dell’endoscopia digestiva, dove le nuove innovazioni promettono procedure meno traumatiche e più precise.

La rivoluzione tecnologica in endoscopia: meno dolore, meno paura

endoscopia

La paura dell’esame e il disagio fisico sono i motivi principali per cui gli italiani evitano gli screening preventivi. Il dottor Schiffino afferma che nel nostro Paese l’adesione ai test per il tumore del colon-retto è inferiore al 40%. Negli ultimi anni, però, la tecnologia sta offrendo soluzioni promettenti per invertire questa tendenza.

In attesa di strumenti a guida robotica, gli endoscopi tradizionali offrono dei vantaggi non solo dal punto di vista diagnostico e terapeutico, ma anche della sicurezza. Il dottor Schiffino, al riguardo, chiarisce:

Abbiamo a disposizione dell’endoscopista strumenti dotati di magnificazione, che ingrandiscono l’immagine, dotati di colorazioni virtuali che consentono una migliore e maggiore visione, utile nella diagnosi precoce delle malattie gastrointestinali.

Oggi la tecnologia è talmente avanzata che ci ha consentito di operare, per via endoscopica, lesioni che in passato erano riservate solo alla chirurgia.

Uno degli strumenti a disposizione degli specialisti è l’ecoendoscopio, che permette di ottenere immagini ultrasonografiche endocavitarie, in particolare dell’apparato digerente superiore, nel campo della diagnostica e stadiazione neoplastica.

Inoltre interviene endoscopicamente in diverse patologie, in particolare quelle dell’albero biliopancreatico.

Secondo quanto ci ha raccontato l’esperto, la tecnologia robot probabilmente permetterà, in futuro, di facilitare l’esecuzione dell’esame endoscopico, consentendo una maggiore accettabilità da parte del paziente e avanzamenti sia nella diagnosi che nel trattamento delle patologie gastrointestinali.

La robotica, infatti, consentirebbe all’endoscopio di seguire più facilmente le curve dell’intestino e ridurre la pressione sulle pareti, diminuendo dolore e fastidio durante l’esame e il rischio di complicanze, in particolare la perforazione: “Per questo motivo gli esami endoscopici oggi possono fare meno paura e la colonscopia robotica può essere una valida alternativa nei pazienti, in particolare in coloro che non sono riusciti a completare l’esame a causa del dolore, o in pazienti fragili”, spiega Schiffino.

Restano però alcuni limiti. Attualmente questi sistemi richiedono una preparazione intestinale più accurata, tempi di esecuzione più lunghi e strumenti ancora in fase di sviluppo, aspetti che ne limitano la diffusione nella pratica clinica. Nonostante ciò, le prospettive sono incoraggianti: “I progressi nelle piattaforme endorobotiche, soprattutto se supportate dall’intelligenza artificiale, sono destinati a ridefinire lo screening del tumore del colon-retto.”

Endoscopia e Intelligenza Artificiale: verso una medicina di precisione

Guardando ai prossimi cinque anni, la vera rivoluzione non sarà solo negli strumenti fisici, ma nei dati. L’IA diventerà il più potente alleato dei medici, non solo per migliorare la precisione visiva durante gli esami, ma nella prevenzione delle malattie. Ci spiega il dottor Schiffino: “Le applicazioni cliniche dei sistemi dell’intelligenza artificiale includono l’identificazione di lesioni pre-maligne o maligne, lo sviluppo di sistemi di score obiettivi per la stratificazione del rischio, la valutazione della prognosi delle malattie o la risposta al trattamento”.

Da un punto di vista diagnostico, quindi, l’IA ottimizzerà la medicina di precisione, che mira da una parte a una maggiore prevenzione, in ambito oncologico, e dall’altra a un migliore trattamento, in ambito endoscopico, dove le tecnologie assistite dall’AI miglioreranno la qualità delle cure mediche e aumenteranno le tipologie di interventi, eseguibili in maniera mini invasiva.

Comfort e Diagnosi più tempestive con la videocapsula endoscopica

Lo sviluppo delle nuove frontiere endoscopiche prosegue anche in direzione della videocapsula endoscopica, un piccolo device ingeribile dotato di telecamera che permette la visione dall’interno dell’intero tratto digerente: “L’integrazione dell’intelligenza artificiale ridurrà lo sforzo diagnostico, facilitando un’identificazione più rapida e precisa delle lesioni, essenziale per una gestione tempestiva di patologie come il morbo di Crohn o le emorragie gastrointestinali”.

Spiega ancora lo specialista, immaginando capsule future capaci anche di eseguire biopsie o somministrare farmaci:

Capsule dotate di dispositivi per la biopsia e la somministrazione di farmaci potrebbero eliminare la necessità di interventi chirurgici invasivi.

Inoltre, capsule manipolate magneticamente o roboticamente potrebbero facilitare indagini mirate, migliorare l’accuratezza diagnostica e garantire il comfort del paziente.

L’immancabile sguardo al microbiota umano

Attenzione particolare della comunità scientifica è puntata sul microbiota umano, ovvero quell’ecosistema composto da trilioni di microrganismi che popolano il nostro tratto gastrointestinale: “Sono molte le patologie, non solo gastrointestinali, ma anche relative ad altri ambiti (neurologico, psichiatrico, uroginecologico, polmonare, cardiovascolare) che oggi fanno riferimento ad un’alterazione del microbiota, in particolare fecale”.

Secondo l’esperto, uno studio più approfondito dei batteri e dei suoi metaboliti ci consente di spiegare, attraverso percorsi più attuali, l’origine e le cause di molte malattie, che possono essere trattate in maniera differente rispetto a quelle considerate, fino ad oggi, tradizionali. A questo proposito, il dottor Schiffino precisa:

Molti ricercatori sono impegnati in questo studio combinato per identificare biomarcatori derivati ​​da microbiota predittivi di cancro del colon-retto e lesioni adenomatose o alla base di molte patologie organiche e funzionali dell’apparato gastrointestinale.

In questo momento gli studi sono diretti anche all’alterazione del microbiota con alcune patologie diverse, come ad esempio i disordini metabolici (obesità, diabete di tipo 2), o quelli del sistema nervoso centrale, connessi a interazioni bidirezionali dell’asse intestino-cervello (malattie di Alzheimer, Parkinson, disordini dello spettro autistico), lo stress o nell’ambito della longevity.

Siamo dunque all’inizio di una nuova era medica. Come dichiara Schiffino: “Questo approccio ad una ‘gastroenterologia predittiva’, inoltre, si affianca ancor più ad una ‘medicina di precisione’. Entrambe permetteranno di ottenere un approccio medico ‘cucito’ su più peculiari caratteristiche dei pazienti e del loro specifico problema”. La tecnologia non allontanerà il medico dal paziente, ma permetterà cure sempre più efficaci, meno invasive e sempre più personalizzate.

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