Orecchio bionico permette di sentire senza dispositivi esterni: primo intervento a Piacenza

Impiantato a Piacenza un orecchio bionico completamente interno, che permette di sentire anche mentre si dorme o si fa sport. Una rivoluzione rispetto ai tradizionali dispositivi cocleari.

Giorgia Fazio
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A Piacenza è stato impiantato per la prima volta un orecchio bionico di ultima generazione, ovvero un impianto completamente sotto pelle che permette di sentire senza l’utilizzo di dispositivi esterni. Di conseguenza, riporta “Mondosanità”, l’orecchio bionico continua a funzionare anche mentre il paziente sta dormendo.

L’intervento è avvenuto il 12 ottobre scorso, nell’ambito di un’esperienza pilota promossa dalle Regioni Emilia-Romagna e Toscana. La stessa operazione, infatti, è stata condotta nella stessa giornata anche a Siena. Si tratta di un importante passo nell’evoluzione delle tecnologie per la riabilitazione uditiva.

Orecchio bionico impiantato a Piacenza

L’ospedale di Piacenza è una delle prime strutture italiane in cui è stato condotto un intervento di impianto cocleare totalmente interno. Il dispositivo, sottolinea “Mondosanità”, è in grado di restare nascosto sotto la pelle, senza la necessità di aggiunte esterne, come microfoni. Ciò rappresenta una grande opportunità per chi è affetto da sordità grave o profonda.

L’operazione è stata condotta sia a Piacenza che a Siena, nell’ambito di un’esperienza pilota promossa dalle Regioni Emilia-Romagna e Toscana. L’obiettivo dell’orecchio bionico è ridurre la dipendenza dai dispositivi indossati e rendere l’ascolto compatibile con situazioni quotidiane come il riposo notturno o l’attività fisica. Negli impianti cocleari tradizionali, infatti, alcune componenti esterne devono essere indossate per ascoltare e poi essere rimosse in determinate situazioni.

Il nuovo dispositivo supera tali limiti, rimanendo attivo 24 ore su 24, continuando a funzionare anche sotto l’acqua. Per ricaricare la batteria basta appoggiare un apposito caricatore sulla zona dell’impianto, senza dover spegnere l’impianto durante la ricarica. Inoltre, l’assenza di elementi esterni riduce il rischio di perdere o danneggiare alcuni pezzi, per esempio mentre si pratica sport.

Va sottolineato, però, che la possibilità di un ascolto continuo non equivale a un’ottima qualità di recezione dei suoni. Devono essere ancora valutati rumore di fondo, comprensione del parlato e caratteristiche di ogni singolo paziente, contesto in cui appaiono indispensabili l’esperienza clinica e il monitoraggio dei pazienti.

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Come funziona l’orecchio bionico

Orecchio bionico

Per capire come funziona il dispositivo bisogna comprendere prima il funzionamento dell’orecchio. Normalmente, le onde sonore raggiungono la coclea, una struttura interna che trasforma le vibrazioni in segnali elettrici trasmessi al cervello attraverso il nervo uditivo. Fa sapere “Mondosanità” che quando le cellule sensoriali sono gravemente danneggiate, questa conversione può non avvenire in modo sufficiente.

In questo modo, l’impianto cocleare stimola elettricamente le fibre del nervo uditivo mediante degli elettrodi inseriti nella coclea, permettendo al cervello di ricevere informazioni che può imparare a interpretare come suoni. L’orecchio bionico comprende dei microfoni progettati proprio per rilevare le vibrazioni sonore attraverso i tessuti e la cute, evitando aiuti esterni, elaborando i segnali e trasformandoli in impulsi elettrici diretti all’orecchio interno.

Mentre le protesi esterne amplificano i suoni sfruttando le strutture uditive ancora funzionanti, l’impianto modifica i suoni restituiti in base alle condizioni cliniche, alla corretta programmazione e al percorso di adattamento del paziente. Una volta eseguito l’intervento, infatti, sono necessarie l’attivazione del dispositivo, le regolazioni audiologiche e, quando indicato, la riabilitazione uditiva.

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Chi può partecipare all’intervento

“Mondosanità” sottolinea che per poter partecipare all’intervento i pazienti vengono selezionati in base a delle valutazioni specialistiche, proprio perché l’impianto non rappresenta una soluzione universale per chi ha problemi di udito. Sul territorio nazionale, Piacenza si inserisce tra le strutture d’eccellenza per questo tipo di operazioni.

L’ospedale dispone di un team specializzato in otorinolaringoiatria e audiologia, esperto nella gestione degli impianti cocleari in età pediatrica e adulta. Già nel 2024 era stato svolto un intervento su un giovane paziente utilizzando un elettrodo particolarmente lungo, che stimolava un numero maggiore di frequenze. Il nuovo impianto totalmente interno rappresenta un ulteriore passo in avanti verso soluzioni sempre più specifiche per i singoli individui.

Possono sottoporsi all’operazione solo coloro che presentano caratteristiche specifiche per tipo e gravità della sordità, ma anche determinati benefici ottenuti con altre soluzioni e dalle caratteristiche del singolo caso. Sono indispensabili, poi, dati clinici ampi che consentano di valutare durata, affidabilità, manutenzione e risultati nel tempo. La vera rivoluzione è, quindi, consentire ai pazienti di sentire costantemente, senza bisogno di un dispositivo esterno.

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