“VERO O FALSO? I miti della nutrizione sotto la lente della scienza”: arriva l’evento di Unicusano

Unicusano presenta l'evento "VERO O FALSO? I miti della nutrizione sotto la lente della scienza" su come orientarsi senza trappole nelle scelte alimentari di ogni giorno. Interverranno la Prof. Arcese, il Dott. Scarparo e il Prof. D'Aleo.

Silvia Buffo
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Si terrà domani, 14 luglio, presso l’Università Niccolò Cusano, l’incontro dal titolo VERO O FALSO? I miti della nutrizione sotto la lente della scienza. L’evento intende affrontare le credenze alimentari più diffuse da un punto di vista biologico, economico e psicologico, grazie al contributo del Dottor Tiziano Scarparo, medico nutrizionista, del Dottor Ettore D’Aleo, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo clinico, docente di valutazione della personalità presso l’Università Niccolò Cusano, e della Professoressa Gabriella Arcese, economista, professore ordinario di Scienze Merceologiche e direttore del Dipartimento EPsiCoForM.

Si affronteranno i cinque principali miti sulla nutrizione, partendo dalla relazione tra grassi e colesterolo, per poi terminare con un approfondimento sulle strategie di comunicazione che a volte ingannano i consumatori. A fare da scenario è l’Unicusano, che unisce l’aspetto telematico con l’organizzazione tradizionale degli atenei.

“I miti della nutrizione sotto la lente della scienza”

L’Università Niccolò Cusano di Roma è impegnata, da vent’anni, nella costruzione quotidiana di uno spazio in cui 30mila studenti attivi possono godere di esperienze telematiche e, allo stesso tempo, più tradizionali. L’ateneo, infatti, dispone di un campus a Roma, dotato di aule, biblioteche, laboratori, mensa e palestra, ossia luoghi che consentono la creazione di gruppi di studio e condivisione tra gli studenti.

Attenta alle questioni più attuali, l’Unicusano ospiterà l’incontro VERO O FALSO? I miti della nutrizione sotto la lente della scienza, evento incentrato su uno dei temi più caldi tra i giovani. A sfatare le convinzioni più comuni sull’alimentazione sarà il team multidisciplinare. Il Dottor Tiziano Scarparo, medico nutrizionista, anticipa alla redazione del quotidiano Il Digitale:

Il nostro obiettivo è smontare i troppi falsi miti sul cibo grazie alla scienza, ma non solo.

Insieme a psicologia ed economia, sveleremo i meccanismi inconsci e le trappole del marketing che influenzano la nostra spesa ogni giorno.

L’Università Niccolò Cusano è l’anello di giunzione perfetto per questa sinergia: un punto di riferimento istituzionale per restituire ai cittadini una consapevolezza alimentare autentica e senza inganni.

I 5 miti della nutrizione da sfatare

Tra biologia, psicologia e marketing, la Professoressa Arcese, il Dottor Scarparo e il Prof. D’Aleo affronteranno la questione alimentare perseguendo sempre il benessere della persona. Verranno sfatati cinque miti della nutrizione, che sono sempre più radicati nella società, seppure abbiano origini poco fondate. Al termine dell’evento sarà aperto uno spazio in cui gli specialisti potranno rispondere alle domande dei presenti.

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1. Il colesterolo è causato dai grassi in eccesso

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Il Dottor Tiziano Scarparo aprirà l’incontro ponendo l’accento sulla correlazione tra colesterolo e grassi in eccesso. Tale credenza risale agli studi condotti da Ancel Keys negli anni Cinquanta, il quale utilizzò i dati di 7 Paesi, occultandone altri 15 che smentivano la sua tesi. Accanto a ciò va unita l’influenza della lobby dello zucchero, che al tempo finanziò Harvard per far cadere la colpa della presenza del colesterolo sui grassi.

Ad avvalorare la tesi, nel 1977, la piramide alimentare USA inserì i carboidrati alla base, ufficializzando il paradigma. A smentire quanto creduto a lungo è stata la realtà scientifica, la quale dimostrò che l’80% del colesterolo viene prodotto autonomamente dal fegato e solo il 20% proviene dal cibo.

Quindi, è l’eccesso d zuccheri che, attraverso l’insulina, stimola il fegato a produrne di più, mentre i grassi sani, come olio d’oliva, pesce e avocado, aumentano il colesterolo “buono” HDL. Se proprio bisogna indicare un colpevole per l’ipercolesterolemia, la comunità scientifica lo ritrova nello zucchero.

2. La colazione è il pasto più importante della giornata

Sarà sempre il Dottor Scarparo a parlare della credenza per cui la colazione sia il pasto più importante della giornata. L’idea risale al 1944, quando iniziò a diffondersi uno slogan pubblicitario della General Foods, finalizzato a incrementare le vendite dei cereali. A supportare la tesi fu John H. Kellogg, secondo cui la colazione industriale rappresentava una “necessità morale”.

Il “mito” è diventato sempre più convincente, tanto da essere considerato quasi una regola a tutti gli effetti. Eppure, la realtà scientifica sostiene altro. Saltare la colazione, infatti, non rallenta il metabolismo, in quanto ad avere rilevanza è ciò che viene ingerito nelle 24 ore.

Il cortisolo mattutino fornisce già al corpo un’energia naturale e il digiuno prolungato attiva processi positivi, come l’autofagia e la concentrazione mentale. Dunque, conta cosa si mangia nell’arco del giorno, non l’ora in cui si consuma il primo pasto.

3. La disbiosi si risolve eliminando tutti i cibi che gonfiano

Il Dottor Scarparo proseguirà con un’analisi di quello che è un pensiero comune, ovvero “mangio un cibo, mi gonfio, elimino il cibo, risolvo il problema. Seppure agire in questo modo comporti un benessere immediato, spegne il sintomo ma non ne cura la causa.

Di conseguenza sono aumentati i test di intolleranza alimentare pseudoscientifici e le relative diete che escludono i cibi ritenuti colpevoli dei processi infiammatori e di questo dettaglio determinante Scarparo ne parlerà approfonditamente. Eliminare un cibo non vuol dire risolvere un problema.

Occorrerà indagare sullo squilibrio batterico a monte, come la SIBO, la sovracrescita batterica nell’intestino tenue. Questo vuol dire che più alimenti si sottraggono, più si perde tolleranza nei loro confronti. Il consiglio che danno gli esperti è quello di rieducare l’intestino, non di impoverirlo.

Inoltre, il tema delle diete drastiche verrà affrontato sia da un punto di vista biologico sia psicologico. D’Aleo si soffermerà sulle restrizioni alimentari che attivano meccanismi ormonali di sopravvivenza, come l’aumento di grelina, ormone della fame, e la diminuzione della leptina, ormone della sazietà, nonché degli aspetti psicologici legati a tutti i meccanismi di sopravvivenza.

4. L’effetto yo-yo delle diete restrittive

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Si tratta di una ribellione del corpo alla fame artificiale, che mette in moto anche delle dinamiche psicologiche. Ad affrontarle sarà il Prof. D’Aleo, il quale esaminerà i tre meccanismi d’ostacolo che la mente attua in contesti simili. Il primo è il “pensiero tutto-o-nulla”, ossia vivere lo sgarro come un fallimento della dieta.

Il secondo è l’effetto “what-the-hell”, quindi trasformare uno strappo alla regola in un’abbuffata, sostenendo che ormai tutto sia stato compromesso. Infine, c’è la “fame emotiva”, cioè il cibo come una unica via per calmarsi. A tal proposito, D’Aleo dichiara a Il Digitale:

Il lato meno raccontato dell’alimentazione è quello che accade nella mente quando una dieta diventa troppo rigida.

Perché l’effetto yo-yo non è un difetto di volontà né una debolezza del carattere, ma il risultato prevedibile di meccanismi psicologici precisi, oggi ben documentati dalla letteratura scientifica.

Bisogna spostare lo sguardo dal piatto alla persona e riconsiderare l’idea, tanto diffusa quanto dannosa, secondo cui basterebbe ‘avere più disciplina’ per riuscire a cambiare il proprio rapporto con il cibo.

5. Le etichette “verdi” garantiscono sempre un prodotto migliore

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La Professoressa Gabriella Arcese, economista e Direttrice del Dipartimento di Scienze Economiche, Psicologiche, della Comunicazione, della Formazione e Motorie dell’Università Niccolò Cusano, analizzerà, infine, l’asimmetria informativa tra produttore e consumatore. Arcese mostrerà quelle che sono le strategie di marketing adottate, incorrendo nel greenwashing. Si parlerà, quindi, di packaging verdi “natura”, carte ruvide che rimandano a sacchetti artigianali, claim nutrizionali su prodotti che, in realtà, sono ricchi di zucchero.

Da parte dei consumatori ci deve essere, però, la consapevolezza che se si desidera mangiare bene bisogna scegliere cibi di qualità. Arcese spiegherà quali regole economiche si “nascondono” dietro al prezzo di un prodotto alimentare. La professoressa anticipa il focus del suo intervento a Il Digitale: “La sostenibilità passa oggi anche dalla qualità dell’informazione. Solo con dati chiari, trasparenti e verificabili il consumatore può scegliere in modo realmente consapevole, contrastando il greenwashing e rafforzando la fiducia nel mercato. Le analisi multidisciplinari si confermano strumento chiave per leggere criticamente le informazioni sui beni di consumo, offrendo al pubblico gli strumenti per orientarsi tra qualità, trasparenza e sostenibilità nelle scelte di ogni giorno”.

La parola ritornerà al Dottor Scarparo deciso nel ribadire l’importanza di ignorare i claim sulle confezioni e di esaminare sempre la lista degli ingredienti presente sul retro.

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