Glicemia, come controllarla naturalmente: gli alimenti che stimolano l’ormone GLP-1

Il GLP-1 può essere un ottimo alleato della glicemia dopo i pasti. Un piatto equilibrato di proteine, carboidrati e verdure, insieme ad altri accorgimenti comportamentali, favorisce la stimolazione dell'ormone.

Giorgia Fazio
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Il GLP-1 può essere considerato come un alleato della glicemia. Si tratta di un ormone intestinale che aiuta a gestire meglio la glicemia, per l’appunto, dopo i pasti. Nello specifico, come riporta “mypersonaltrainer.it”, stimola la secrezione di insulina solo nel momento in cui la glicemia è elevata e rallenta lo svuotamento gastrico, favorendo l’assorbimento graduale degli zuccheri.

Esistono, dunque, degli alimenti o combinazioni di nutrienti che comportano un miglior rilascio di GLP-1 in seguito al pasto. Le ricerche scientifiche a riguardo sottolineano che non si tratta di un effetto simile a quello farmacologico, piuttosto un supporto fisiologico che può contenere picchi glicemici e prolungare il senso di sazietà. Ecco tutto quello che c’è da sapere su quale stile alimentare è migliore seguire.

GLP-1, come controllare la glicemia

Glicemia

Il GLP-1, glucagon-like peptide-1, come fa sapere “mypersonaltrainer.it”, è un ormone incretinico prodotto principalmente dalle cellule L dell’intestino tenue e del colon, come risposta al passaggio dei nutrienti. In particolare, aumenta la secrezione dell’insulina dalle cellule beta pancreatiche quando la glicemia aumenta dopo il pasto e, allo stesso tempo, riduce la secrezione di glucagone, l’ormone che tende a far salire la glicemia. Quindi, favorisce una migliore gestione degli zuccheri nel sangue.

Inoltre, il GLP-1 rallenta lo sviluppo gastrico, poiché quando l’ormone aumenta il cibo rimane più tempo nello stomaco, l’assorbimento dei carboidrati è più graduale e il picco glicemico attenuato. Si aggiunge la capacità di agire sul sistema nervoso centrale, modulando i centri della fame e riducendo l’appetito. Se da una parte alcuni farmaci possono inibire il recettore del GLP-1, come quelli utilizzati per il diabete di tipo 2 e l’obesità, l’alimentazione, invece, può solo stimolare l’ormone in maniera naturale.

È stato riscontrato, infatti, che la quantità e il tipo di nutrienti che raggiungono l’intestino e la loro velocità di assorbimento influenzano la secrezione di incretine, compreso il GLP-1. Sono soprattutto proteine e aminoacidi, acidi grassi a catena lunga e fibre fermentabili che attivano i recettori presenti sulle cellule L intestinali, favorendo il rilascio di GLP-1. Si aggiungono i prodotti della fermentazione delle fibre da parte del microbiota, come gli acidi grassi a corta catena.

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Gli alimenti alleati della glicemia

“mypersonaltrainer.it” sottolinea che la risposta del GLP-1 dipende soprattutto dalla composizione complessiva del pasto e dal modo in cui viene consumato. Quindi, si fa riferimento sia a carboidrati, proteine, grassi e fibre, che al grado di lavorazione degli alimenti. Molti studi scientifici dimostrano che pasti ricchi di proteine di qualità, come legumi, pesce, uova e latticini magri aumentano la secrezione di GLP-1 rispetto a pasti ad alto contenuto di carboidrati raffinati.

Alcuni aminoacidi, derivati da proteine del siero del latte e vegetali, sembrano stimolare direttamente le cellule L intestinali. Centrali sono anche le fibre solubili e fermentabili, presenti in cibi come avena, orzo, legumi, frutta e alcune verdure, che rallentano la digestione, modulano l’assorbimento del glucosio e producono acidi grassi a corta catena. Infine, anche i grassi insaturi, soprattutto di olio extravergine di oliva, frutta secca e pesce azzurro, contribuiscono a modulare la risposta del GLP-1.

Dunque, il piatto “perfetto” per favorire una risposta ormonale intestinale ottimale alla glicemia si compone di una fonte di proteine, carboidrati integrali e poco raffinati, una quantità generosa di verdure ricche di fibre. Tra i piccoli accorgimenti comportamentali che si possono seguire rientrano, poi, mangiare con calma, masticare a lungo, iniziare il pasto dalle verdure e dalle proteine prima dei carboidrati, limitare le bevande zuccherate.

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