La chirurgia robotica è una realtà sempre più consolidata in ambito medico. Questo è quanto emerso dall’appuntamento annuale promosso da ICORS, Italian Club of Robotic Surgery, intitolato “Spotlight on Robotic Surgery 2026”, fino al 3 ottobre al Policlinico Federico II di Napoli.
I dati riportati finora sottolineano proprio il passaggio tra il passato e il nuovo nell’ambito della chirurgia mini-invasiva, secondo le recenti ricerche scientifiche internazionali. Come riporta “Ansa”, per Marco Milone, professore di chirurgia generale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II: “Siamo ormai vicini al sorpasso della chirurgia robotica rispetto a quella tradizionale e laparoscopica“.
Chirurgia robotica, la nuova era della medicina?

A Napoli il convegno Italian Club of Robotic Surgery, intitolato “Spotlight on Robotic Surgery 2026”, ha messo in evidenza i vantaggi della chirurgia robotica, in particolare in relazione ai tumori a esofago e stomaco. Nel corso dell’evento sono stati presi in considerazione diversi studi internazionali, come sa sapere “Ansa”.
Tra questi, il primo, pubblicato su The Lancet Gastroenterology & Hepatology, studio clinico RAMIE di fase 3, mette in luce come nei pazienti trattati per carcinoma squamocellulare dell’esofago la chirurgia robotica possa garantire una sopravvivenza a 5 anni superiore rispetto alla laparoscopia o toracoscopia convenzionale. Evidenze maggiori sono state rintracciate nei pazienti sottoposti a terapie neoadiuvanti.
Il secondo studio, improntato su una ricerca condotta sul registro nazionale in Giappone e pubblicato sulla rivista Gastric Cancer, conferma i vantaggi clinici diretti della gastrectomia robotica rispetto a quella laparoscopica nel trattamento del tumore allo stomaco. In particolare è stata notata una riduzione del 33-40% delle perdite ematiche, un passaggio dal 50% al 65% del rischio di conversione all’intervento a cielo aperto, degenze ospedaliere più brevi e minori complicazioni post-operatorie gravi.
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Un evento dedicato alla chirurgia del futuro
La chirurgia robotica, dunque, è al centro del convegno Italian Club of Robotic Surgery. A commentare è stato Marco Milone, professore di chirurgia generale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, vicepresidente e fondatore dell’Italian Club of Robotic Surgery e direttore della Scuola nazionale di “Innovazione Tecnologica; dalla Ricerca alla Pratica Clinica” della SIC. Queste le sue parole riprese da “Ansa”:
Siamo ormai vicini al sorpasso della chirurgia robotica rispetto a quella tradizionale e laparoscopica.
Se un tempo la robotica veniva vista come affascinante ma non indispensabile, i dati sulla sopravvivenza nell’esofago e sui vantaggi clinici nello stomaco dimostrano che il cambio di passo è reale.
In passato ci sono state contestazioni sulle indicazioni dell’Agenas, che tendevano a ridimensionare l’uso del robot in diversi ambiti.
Tuttavia, proprio per distretti complessi come esofago e stomaco, sia la letteratura sia i dati dimostrano in modo inconfutabile quanto ne valga la pena.
È la dimostrazione di una chirurgia in grosso fermento e in costante evoluzione.
Milone, poi, si è concentrato sulle origini del convegno, che ha come temi centrali l’innovazione tecnologica, la formazione e l’evoluzione incentrate verso l’autonomia robotica guidata dall’Intelligenza artificiale. Ecco tutto quello che ha detto a riguardo:
Questo appuntamento riunisce le anime della Scuola SIC di innovazione tecnologica e di ICORS, la prima associazione di chirurgia robotica.
Il convegno nasce per fare luce sulle innovazioni tecnologiche di cui la chirurgia robotica rappresenta appieno il presente.
Se il futuro ci vedrà sempre più vicini all’Intelligenza artificiale e a modelli di autonomia guidati dalla mano dell’uomo, la chirurgia robotica è una realtà quotidiana in forte crescita.
Le procedure aumentano in modo vertiginoso, le piattaforme disponibili sono ormai decine e la tecnologia sta diventando finalmente accessibile a tutti.
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