lunedì, 27 Settembre 2021

Estate da record per l’energia solare: coperto oltre il 10% del fabbisogno energetico europeo

Il bimestre giugno-luglio 2021 ha visto l'aumento della generazione solare in Europa, facendo registrare risultati più che incoraggianti.

Il solleone di quest’estate, se da una parte preoccupa gli esperti per via dei cambiamenti climatici sempre più palpabili, dall’altra ha dato un impulso da record per l’energia solare.

Il bimestre giugno – luglio 2021 ha fatto registrare un’impennata delle energie rinnovabili, in particolare quella solare, con i 27 paesi europei che insieme hanno prodotto energia sufficiente a soddisfare più del 10% del fabbisogno totale, con una produzione pari a 39 TWh.

L’analisi di Ember

A rivelarlo il think tank Ember il centro di studi indipendente che si occupa dell’analisi delle energie rinnovabili, del loro impatto sono-economico e dell’accelerazione della transizione energetica verso un mondo senza carbone, che ha recentemente pubblicato i risultati della ricerca.

Nei due mesi di massimo irraggiamento i paesi del Vecchio Continente hanno spiccato il balzo in avanti nella produzione derivante da pannelli fotovoltaici, con un incremento sorprendente rispetto alle medie nazionali: in testa i Paesi Bassi, e la Germania che hanno coperto il 17% del loro fabbisogno complessivo di corrente elettrica, seguite dalla Spagna, 16%, dalla Grecia e dall’Italia che arrivano al 13%.

Otto nazioni, poi, hanno fatto registrare il record assoluto per l’energia solare durante i mesi di picco: l’Estonia, la Germania, l’Ungheria, la Lituania, l’Olanda, la Polonia, il Portogallo e la Spagna.

L’Ungheria da record per l’energia solare

record per l'energia solare (1)

A sorpresa, nell’estate da record per l’energia solare, figura tra i paesi più virtuosi anche l’Ungheria, che ha quadruplicato la quantità di energia rinnovabile prodotta in meno di quattro anni.

E non solo: alla nazione con capitale Budapest spetta un particolare riconoscimento per aver fatto segnare per la prima volta nella sua storia il sorpasso delle energie rinnovabili su quelle ottenute dalle centrali a carbone.

Bene, anzi benissimo anche Estonia e Polonia che, partendo da una produzione che sfiorava lo zero nel 2018, hanno implementato strutture e servizi per raggiungere un +10% la prima e un + 5% la seconda, testimoniando una crescita record per l’energia solare e del settore fotovoltaico nei rispettivi territori.

Bene ma non benissimo

Risultati più che incoraggianti, secondo gli esperti, ma ancora non sufficienti per raggiungere gli obiettivi introdotti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Charles Moore di Ember ha sottolineato: “Siamo agli esordi di una rivoluzione solare europea, come testimoniano i successi di Spagna, Paesi Bassi, Ungheria e Polonia. L’Europa ha assistito a un’estate da record per l’energia solare, ma deve ancora sfruttarne appieno il potenziale”.

Energia solare VS carbone

È infatti ancora il carbone a spingere l’industria elettrica, assicurandosi il 14% della produzione globale nello stesso periodo di riferimento, con i suoi 58 TWh.

Se da un lato i 27 paesi dell’Europa crescono complessivamente di 14 TWh di potenza ogni anno, entro la fine del decennio dovrebbe più che duplicare la produzione da fonti rinnovabili, raggiungendo la soglia di 30 TWh generati annualmente.

Un altro aspetto fondamentale emerso dalla ricerca è il costo sempre più basso dell’energia solare rispetto a quella derivante dal carbone.

I record per l’energia solare, infatti, si registrano anche nei prezzi: a livello mondiale il costo energetico per il fotovoltaico è passato da 381 dollari per ogni MWh a 57 dollari negli ultimi 10 anni.

Cosa frena l’ascesa incontrastata del solare?

record per l'energia solare - Londra

In primo luogo incide negativamente la mancanza di strutture e centrali solari che soppiantino quelle a carbone.

Nella sola Italia, ad esempio, dove a parità di Watt prodotti quelli derivanti dal fotovoltaico costano la metà di quelli generati dalle centrali termoelettriche, gli impianti sono per lo più domestici e non intensivi, a causa di vincoli paesaggistici e della mole di burocrazia necessaria per l’approvazione di installazioni che superano i 10 kWh.

Questo determina una progressione più lenta del previsto, assestando la produzione energetica media da fonti rinnovabile del nostro paese intorno ai 20 Mtep – tonnellate equivalenti di petrolio. Un dato che non cresce sensibilmente ormai dal lontano 2012.

Leggi anche: PNNR e fotovoltaico: bisogna fare di più

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